Si allarga la rete di contatti esteri di “Sferisterio Macerata Opera”. Ieri sera tra il pubblico venuto ad assistere alla replica di “Andrea Chénier” era seduto anche Antonio Moral, che dallo scorso marzo è stato nominato direttore artistico del Teatro Real di Madrid. Accompagnato dalla moglie, Moral è stato presentato allo staff artistico-organizzativo dello Sferisterio da un cicerone d’eccezione, il regista e suo amico Pier Luigi Pizzi. Già alcune trattative informali sono state intessute nel corso della serata, preludio di rapporti che potrebbero trovare un consolidamento in una stretta collaborazione tra le due realtà teatrali, quella spagnola e quella maceratese.
Giovedì scorso, invece, alla replica della discussa Tosca di Antonio Latella ha assistito l’ambasciatore in Italia dello Shri Lanka, E. Rodney M. Perera. Sua eccellenza nell’occasione ha incontrato alcuni rappresentanti del Gus di macerata, il gruppo di volontari che si è impegnato concretamente nell’aiutare le popolazioni colpite dalla furia dello Tsunami nel dicembre dello scorso anno.

Lo Sferisterio guarda all’estero
Nicola Ghiuselev è “Il grande inquisitore”
Questa sera il ruolo del Grande inquisitore nel Don Carlo sarà interpretato dal basso Nicola Ghiuselev, che sostituisce Zelotes Edmund Toliver.
Nicola Ghiuselev è uno degli interpreti più significativi dell’arte melodrammatica contemporanea. Il suo straordinario talento si rivela in personaggi teatrali estremamente carismatici, che ammaliano il pubblico e attingono forza dalla recitazione intensa, brillante e autentica dell’artista. I suoi personaggi non seguono i canoni tradizionali, ma sono personalità sanguigne, poliedriche, che mantengono un continuo contatto emotivo con lo spettatore contemporaneo. Egli possiede una voce da basso-baritono con un nobile timbro fortemente individuale, che lo distingue immediatamente dagli altri. La sua voce ha la capacità di essere dolce nei momenti lirici e austera quando la tensione si intensifica. Gli straordinari acuti della sua voce, che si distinguono per la loro forza perforante, si elevano sul coro e l’orchestra. Nonostante la sua voce gradualmente rinvigorisca, ponendosi tra “i grandi”, Ghiuselev non ha mai abusato della sua forza. Il cantante subordina la propria maestria tecnica al desiderio di svelare nel modo migliore il testo dell’autore, il disegno dell’autore.

Requiem di Mozart all’Abbadia di Fiastra
Una notte d’estate nel magico segno di Mozart. Martedì prossimo, 9 agosto, alle 21.15 nella secolare Abbadia di Fiastra l’Orchestra filarmonica marchigiana e il coro lirico “Vincenzo Bellini” eseguiranno il Requiem kv 626 dell’immortale compositore austriaco. Alla direzione del concerto, prodotto da Sferisterio MacerataOpera in collaborazione con Terra dei teatri, è stato chiamato David Crescenzi, in passato assistente di Alessio Vlad e allievo di Gustav Kuhn, attualmente direttore ospite principale del Teatro dell’Opera del Cairo e dell’Opera Romana di Timisoara, nonché maestro del coro presso l’Ente Lirico “Teatro Carlo Felice” di Genova. Si era già cimentato con questa composizione dirigendo l’Orchestra da Camera delle Marche nel 1999, in occasione della riapertura del Duomo di Camerino appena restaurata dai danni inflitti dal terremoto.
Le parti soliste sono state, invece, affidate ad alcuni degli artisti al momento impegnati con le produzioni della 41^ Stagione lirica allo Sferisterio: il tenore Massimiliano Luciani, che ha potuto approfondire il suo repertorio all’accademia lirica internazionale di Katia Ricciarelli con il celebre Soprano e con il Maestro Vittorio Terranova; il soprano Selma Pasternak, la quale svolge attività concertistica come solista nell’ambito lirico e nella musica sacra, seguita dai Maestri Alfredo Mariotti, Bonaldo Giaiotti, e Katia Ricciarelli; il mezzosoprano inglese Ida Maria Turri, che ha studiato canto con Isobel Wybergh poi al Royal Northern College of Music a Manchester con Caroline Crawshaw, in seguito al National Opera Studio e recentemente con Ludmilla Andrew e Katia Ricciarelli: il basso Ugo Guagliardo, diplomato in Canto lirico, con il massimo dei voti, sotto la guida di Elizabeth Smith e del Maestro Lombardini, presso il Conservatorio Statale di Musica “V. Bellini” di Palermo. L’ingresso è gratuito.
Il Requiem è l’ultima grande, geniale composizione di Wolfgang Amedeus Mozart (1756-1791). Secondo una storia collocata fra leggenda e verità la composizione sarebbe stata commissionata al compositore austriaco nel 1791 da uno sconosciuto vestito di grigio, che gli consegna una lettera di commissione per una Messa da Requiem, ordinandogli di non indagare sulla vera identità del committente. Da quel momento la salute del musicista comincia a dare segni di cedimento e Mozart crede che qualcuno lo voglia uccidere e lo stia lentamente avvelenando. Egli confida agli amici di essere ormai sicuro che la sua vita avrà fine con l’ultima nota del suo Requiem, come puntualmente si verificherà, visto che il compositore morirà in quello stesso anno.
Mozart, nonostante la malattia, scrisse di proprio pugno, l’Introitus, il Kyrie, la sequenza del Dies Irae, Tubam mirum, Rex tremendae, Recordare, Confutatis. Grazie alle indicazioni lasciate al suo discepolo Sussmayer e ai successivi ritrovamenti di manoscritti è stato possibile ricostruire Lux aeterna.ll Domine Deus, Hostias et preces tibi, il Sanctus, il Benedictus, l’Agnus Dei e il finale
Siamo di fronte ad una straordinaria composizione nella quale è difficile individuare quale peso abbiano avuto in Mozart la malattia e l’idea della morte, quale tipo di religiosità anima l’intera partitura. Questi dubbi restano ancora validi e difficilmente potranno trovare una risposa per lo allo stato attuale degli studi e delle ricerche, anche se sono stati individuati come temi dominanti dell’intera composizione l’aspirazione alla consolazione e la esaltazione della pietas. Scrive a questo proposito il grande musicologo Massimo Mila: “E’ una parola di aureo equilibrio, di raffaellesca euritmia, nella complessa armoniosità di tutte le facoltà umane che Mozart lascia dietro di sé, nella completezza armoniosa di tutte le facoltà umane, quella che Mozart lascia dietro di sé, anche se l’attenzione rivolta dalla moderna critica all’elemento doloroso e appassionato, che solca largamente l’opera sua, ha giustamente corretto l’antica immagine di un Mozart esclusivamente apollineo. In un certo modo al di fuori dell’umanità o, peggio, tutto frivole eleganze settec

Tosca. Cristiano Olivieri sostituisce Alberto Jelmoni
Per le prossime due rappresentazioni Mario Cavaradossi avrà il volto e la voce di Cristiano Olivieri. Alberto Jelmoni, l’interprete ufficiale, è, infatti, costretto al riposo da una grave forma di tracheite. Nonostante l’indisposizione lo affliggesse già alla prima della Tosca, il giovane tenore aveva con coraggio affrontato ugualmente le celebri arie pucciniane. Ma la sua voce non ha retto alla sforzo estremo e, così, per le repliche del 4 e del 7 agosto salirà sul palco dello Sferisterio, appunto, Cristiano Olivieri. Diplomato in canto al conservatorio “Rossini” di Pesaro, il tenore si è perfezionato agli stage di Kraus, Kuhn, Facini e Billard. Ha un ampio repertorio sinfonico che va da Scarlatti, Monteverdi, Mozart, Rossini e Verdi fino a Puccini e Mascagni. Ha lavorato, tra gli altri, con i direttori Oren, Arming, Korsten, Kuhn, Severini, Gelmetti, Guingal, Renzetti, Humburg, Fournillier e con registi quali Vick, Montresor, De Ana, Zeffirelli e Pizzi. Intensa la sua attività concertistica, della quale si segnalano concerti per la Fondazione Puccini del Festival di Torre del Lago nel 2004 e concerti con la Bayerischer Rundfunk Orchestra in Sudamerica.

Concerto lirico a Fiuminata
Sferisterio Macerata Opera ha organizzato un concerto lirico che si terrà sabato prossimo, 6 agosto, alle 18 nella suggestiva Villa Comunale “Felicioli” di Fiuminata. Il soprano Selma Pasternak, già “voce del cielo” nel Don Carlo, interpreterà alcuni celebri brani del repertorio operistico e della canzone d’autore di fine ‘800.
Accompagnata dal maestro Enrico Reggioli al pianoforte, la cantante riproporrà le più celebri arie di Donizetti, “So anch’io la virtù magica” (Don Pasquale), Bellini, “Oh, quante volte, oh quante” (Capuleti e Montecchi), Puccini, “Quando men vò” (Boheme), “Tu che di gel sei cinta” (Turandot), e “O mio babbino caro” (Gianni Schicchi), Verdi, “Caro nome” (Rigoletto) e “E’ strano…sempre libera…” (Traviata) e Bizet “Je dis que rien m’epouvante” (Carmen). Non mancheranno incursioni nel più classico repertorio napoletano con “A vucchella”, “Io te vurria vasà” e “O sole mio”. Infine, brani di Schubert, Rachmaninov e Berg.
L’evento rientra nella cerimonia d’apertura della 12^ edizione del Premio “Leonida Barboni” per la fotografia cinematografica e televisiva. Saranno premiati, per il 2005, il direttore della fotografia Mario Bernardo e il campione olimpionico di salto triplo, Giuseppe Gentile, che ha interpretato la parte di Giasone nella “Medea” di Pisolini, avendo al fianco come straordinaria protagonista la “divina” Maria Callas.
Si accende lo sguardo di Tosca
Un occhio di calici di vetro che ricostruisce la forma del palcoscenico. Gli angeli discesi dalla volta della chiesa. Il tema della giustizia divina. Debutta domenica prossima 31 luglio alle 21.30 l’attesissima “Tosca” di Antonio Latella.Per quest’opera, terzo titolo in cartellone della 41ª Stagione Lirica, il regista ha abbandonato “le letture più consuete – spiega – per lavorare sulle simbologie di cui è pieno il libretto”. Personalità di primo piano del teatro di prosa italiano, egli traduce sulla scena la dialettica tra sacro e profano dell’opera attorniando l’eroina di dodici angeli-danzatori. Ognuno di loro commenta l’azione drammatica, secondo la propria personalità, diversamente da come accade in un coro greco, nel quale le risposte sono date tutte ad una sola voce. Ma i loro compiti sono anche altri. “L’opera è come un film pieno di flashback – conferma Latella -, nel quale la musica evoca in continuazione i personaggi. L’ingresso di Angelotti, per esempio, è accompagnato da un tema che esprime caos, disperazione, speranza, un tema che risuona anche quando lui non c’è. Una presenza degli altri personaggi, che ognuno dei cantanti deve sentire dentro di sé, nello stesso modo in cui sono presenti nello spartito come percorsi musicali. E’ il lavoro che ho affidato a questa sorta di coro”.Nell’affrontare la regia di quest’opera, Latella è rimasto affascinato dallo sguardo di Tosca, tanto da scrivere “Uno sguardo dell’anima, che nella trasparenza delle sue note riflette l’indicibile, ciò che non può essere detto, incluso il rinnegare Dio per amore”. Tosca, con lo sguardo intenso dei suoi occhi neri, s’interroga sulla poesia, l’arte, la musica, l’amore e crede di conoscere la “verità”. Ma, alla fine, scopre che a vincere è la menzogna. “Per noi spettatori increduli – sottolinea Latella – resta la domanda: “Verità o finzione?” e cerchiamo di essere ancora innamorati della vita che ci ha dato la musica per sentirci così vicini agli Dei. E quel salto nell’infinito, che compie Tosca, è la Donna che partorisce amore…è conoscenza. E’ volo degli Angeli”. “Tosca” occupa un posto del tutto particolare nell’ambito del teatro pucciniano, al quale alcuni amano apporre l’etichetta di rappresentazione del mondo piccolo borghese. Al di là delle etichettature, con questa opera ci troviamo di fronte ad una partitura perfetta, che nasce in assoluta simbiosi con il libretto scritto da Luigi Illica e Giuseppe Giocosa, che è, per certi versi, superiore all’originale di Sardou. Puccini supera i luoghi comuni della passionalità e del sentimentalismo per costruire l’opera-chiave di tutto il suo mondo artistico-stilistico. Il melodramma si fonda sull’antagonismo etico fra la coppia dei due amanti e la “sublime” malvagità di Scarpia, che assurge a una dimensione del male unica in tutto il repertorio pucciniano, tanto da sfiorare la dimensione dell’epica. Momento cruciale di questa visione è il Te Deum, che si trasforma in una specie di “messa nera” dove la libido possente di Scarpia si proietta sullo scenario di Sant’ Andrea della Valle. La carnalità si mescola con il sacro in una dimensione del proibito inusitata in Puccini. Altro elemento fondamentale è la morte dei due protagonisti che si coniuga in Cavaradossi con la “disperazione” (dopo il breve inserto eroico del “Vittoria! Vittoria!” nel secondo atto), mentre Tosca vive la propria morte in una dimensione eroica, coerente fino al termine con la statura del suo personaggio.In questo nuovo allestimento, a dare corpo e vita ai personaggi sono: nel ruolo di Floria Tosca, Francesca Rinaldi, che già si è esibita a macerata nel “Satyricon” e in “Francesca da Rimini; Mario Cavaradossi è interpretato da Alberto Jelmoni, che ha già rivestito gli stessi panni sui palcoscenici russi e olandesi; Alessandro Palliaga è, invece, il barone Scarpia; quindi, Francesco Palmieri in Cesare Angelotti, Domenico Colaianni è il sagrestano, Francesco Zingariello; Ugo Gagliardo è Sciarrone, Arturo Cauli un carceriere e Elisa Scarponi un pastorello. Repliche il 4, 7, 11 e 14 agosto. Dirige l’Orchestra f
Sferisterio, alta scuola di trucco teatrale
Sferisterio, alta scuola di trucco teatrale. L’Accademia Arti e mestieri dello spettacolo – Teatro alla Scala di Milano, ha, infatti, organizzato stage formativi, nei comparti trucco, parrucche e direzione di scene proprio nell’ambito della 41 ª Stagione lirica maceratese.
In tutto tre ragazze sono state impegnate attivamente nella sistemazione del trucco e delle parrucche assieme a Rei Ota, direttore di scena per le produzioni curate da Pier Luigi Pizzi.
“E’ stata un’esperienza estremamente interessante e formativa – dichiara soddisfatta una delle allieve, Bianca Perugini, 29 anni, milanese -. Abbiamo potuto esplorare molti ambiti diversi: dalle realizzazioni settecentesche di Andrea Chénier, con tulle e capelli, ai maquillage dell’epoca”. Evidenziata anche l’estrema professionalità della capo reparto, Raffaella Cipollato. “Ci ha seguito moltissimo”, tiene a sottolineare Lucia Cicconofri, la più giovane delle tre, 22 anni, nonché unica maceratese. Per lei e per la sua amica, oltre che collega di studi, Anna Primi, questa esperienza è servita a completare il loro studio del personaggio. “Mi ero già specializzata in scenografia e costumi – spiega Anna, 27 anni, fiorentina -, mentre, invece, fin’ora non avevo mai truccato nessuno, neanche me stessa. Ci hanno ben inserito, facendoci lavorare subito. Avevamo proprio bisogno di questo momento di pratica. Inoltre è stato molto interessante scoprire il mondo dell’opera, vedere come funziona il dietro le quinte”. Le produzioni che le hanno viste impegnate sono state il già citato Andrea Chénier e Don Carlo. “Per la Tosca non abbiamo molto da fare, perché hanno puntato maggiormente sulle scenografie e sugli abiti, veramente fantastici”.
(foto – esempio trucco/parrucca in allegato)

Sei nazioni allo Sferisterio
Almeno sei nazioni allo Sferisterio. Analizzando i dati di vendita alla biglietteria e le prenotazioni già effettuate per le prossime rappresentazioni, è emersa una presenza notevole di spettatori stranieri, provenienti, in particolare, da Germania, Austria, Francia, Spagna e Svezia.
Questi risultati danno ragione alla scelta di organizzare una stagione, in cui, caso quasi unico in Italia, le rappresentazioni cambiano ogni sera. In questo modo si dà, infatti, la possibilità ai turisti, che vengono da lontano, di assistere ad almeno due o tre titoli diversi. L’attrattiva turistica esercitata dal tempio lirico maceratese non è, dunque, affatto da sottovalutare. E’, infatti, indiscutibile che la notorietà dello Sferisterio e il riconoscimento della qualità delle sue produzioni, tra le migliori d’Europa nel campo dei teatri all’aperto, hanno veicolato Macerata e la Regione Marche in numerosi ambienti e Paesi del mondo.
Tutto esaurito. Sferisterio gremito per la Tosca di Latella
Si va verso il tutto esaurito. Gli ultimi biglietti stanno scomparendo rapidamente al botteghino. Cresce l’attesa per la serata del 31 luglio. La prima della Tosca allo Sferisterio sempre più sta assumendo le proporzioni di un evento memorabile. Anche l’attenzione della stampa nazionale è stata richiamata dal lavoro che il regista, Antonio Latella, sta svolgendo da oltre un mese a Macerata.
Questo nuovo allestimento, curato da uno dei più autorevoli registi della nuova generazione, ha mostrato una predilezione per i grandi numeri fin dall’inizio. Tempi e modalità di prove assolutamente teatrali: ben 40 giorni ininterrotti al Palazzetto dello Sport. Si è partiti dalla base. Gli interpreti hanno dovuto, infatti, studiare a tavolino le proprie parti. Non ci sarà avvicendamento dei cantanti nei ruoli. Il cast è lo stesso dall’inizio alla fine, proprio per creare una perfetta simbiosi e immedesimazione con i personaggi pensati da Puccini e tradotti sulla carta da Giuseppe Giocosa e Luigi Illica. Il melodramma è stato sviscerato fin nei suoi significati più profondi e nascosti. L’attenta analisi ha spinto il regista ad introdurre nuove figure inedite, in modo da dare corpo al dissidio tra sacro e profano, che costella tutta l’opera: un gruppo di angeli, voce delle coscienze dei protagonisti; una Madonna ammantata di bianco, punto di riferimento imprescindibile di Tosca.
Le prove sono blindate. Mistero assoluto sul terzo atto. Il finale si conoscerà solo tra cinque giorni. Per chi non riuscirà ad assistere alla prima, può scegliere tra quattro repliche: 4, 7, 11 e 14 agosto.

La lirica a Montecassiano
Nell’ambito di Terra di Teatri Festival, mercoledì 3 agosto si terrà, a cura di Sferisterio Macerata Opera, un concerto lirico-sinfonico nella Piazza G. Leopardi di Montecassiano con la partecipazione dell’Orchestra Filarmonica Marchigiana diretta dal Maestro Enrico Reggioli e dei cantanti Francesco Zingariello, Silvano Paolillo, Ida Maria Turri, Selma Pasternak, Gerardo Spinelli. Alla serata parteciperanno anche il Coro “P. Giorni” diretto dal M°Bracalenti e il Coro della Cappella del Duomo di Fermo diretto da Don Marucci. Saranno eseguiti brani di Bizet, Vivaldi, Bellini, Donizetti e Verdi. L’ingresso alla manifestazione è gratuito. Per la prenotazione dei posti rivolgersi alla Pro Loco di Montecassiano, tel. 0733. 290141, dal 25/7 al 2/8 (ore 18-20).
La promozione che l’Associazione Arena Sferisterio sta facendo sul territorio in collaborazione con la Provincia di Macerata, nel quadro di Terra di Teatri Festival sta riscotendo un successo crescente. Ne è dimostrazione il concerto lirico, che si è tenuto domenica 17 luglio nella piazza della Libertà di Pollenza con i cantanti dei vari cast delle opere presenti nel Cartellone 2005: il soprano Selma Patsernak, i tenori Saverio Fiore e Francesco Zingariello e il baritono Domenico Colaianni. Alla presenza di un folto pubblico sono stati eseguiti brani di Mozart, Donizetti, Puccini, Cilea, Ernesto De Curtis e Francesco Paolo Tosti.