Stagione lirica 2006: definite le date

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Stagione lirica 2006: definiti i prezzi dei biglietti

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Pier Luigi Pizzi alla guida dello Sferisterio

Il Consiglio di Amministrazione dell’Associazione Sferisterio ha affrontato concretamente la programmazione della prossima stagione lirica e la sua Direzione Artistica.
Su sollecitazione del Presidente Meschini, il maestro Pier Luigi Pizzi ha sottoposto un progetto organico per la stagione 2006. La richiesta è stata motivata sia dal grande successo delle produzioni di Pizzi nelle due stagioni precedenti (Les Contes d’Hoffmann, Les mamelles de Tirésias, Andrea Chénier), che dalla qualità e professionalità di un personaggio, Legion d’honneur di Francia, grande Ufficiale della Repubblica, premio Rubistein dell’anno, univocamente riconosciuto come uno dei più importanti uomini di spettacolo del panorama internazionale.
Il maestro Pizzi, che ha definito lo Sferisterio un teatro “particolare ed anomalo”, ha esposto un progetto complesso ed affascinante, partendo da alcuni elementi che riguardano la struttura del teatro stesso. In particolare ha definito la buca d’orchestra e soprattutto il palcoscenico, ormai strutturalmente inadeguati. Di qui il suggerimento di rimetterli in piena efficienza in due anni, ipotizzando per la stagione del 2006 la demolizione delle parti laterali del palcoscenico, lasciando la parte centrale ed impegnando per le scene delle opere prodotte tutti i 120 metri del palcoscenico. Per il 2007 il palco verrebbe ricostruito, migliorandone le funzionalità scenotecniche, sulla base del progetto già presentato dal maceratese Franco Malgrande.
Pizzi ha aggiunto che non solo i titoli debbono tener conto di questo intervento, ma che bisogna pensare alla stagione lirica di Macerata come ad un vero e proprio Festival, legando i titoli ad un progetto artistico e culturale.
In questo senso Pizzi ha proposto la produzione de Il Flauto Magico di Mozart, che si inserirebbe opportunamente nell’anno dedicato al grande compositore, costituendo inoltre l’unica produzione estiva di un’opera mozartiana in Italia che rappresenta una vera esclusiva europea.
Accanto a questa opera, con cui si aprirebbe la stagione 2006, Pizzi ha indicato Aida e Turandot. Aida si collega a Il Flauto Magico attraverso l’Egitto e la sua simbologia; Turandot attraverso la favola ed il racconto.
Due opere quindi assolutamente popolari ed apprezzate dal grande pubblico, che andrebbero in scena per cinque serate ognuna, accanto a tre recite del grande titolo mozartiano.
Rispetto al suo ruolo allo Sferisterio, il maestro Pizzi ha precisato che lui accetterebbe volentieri un quello di “traghettatore” verso una nuova fase e verso un potenziamento strutturale del teatro, lasciando all’Associazione tempi più ampi per una scelta pluriennale di Direzione artistica. In questo senso, l’Associazione richiederà ad alcuni professionisti, tra i molti che si sono proposti o che sono stati segnalati, dei progetti pluriennali per lo Sferisterio, scegliendo entro i primi mesi del 2006 Direzione Artistica e progetto.
Pizzi ha anche precisato con assoluta chiarezza che si rende disponibile a guidare la stagione 2006 perché crede fermamente nello Sferisterio e nelle sue potenzialità. Proprio su questo, sui rapporti tra teatro e territorio, tra stagione lirica e potenzialità turistiche, Pizzi si è trovato d’accordo con le ipotesi dell’Associazione e ha dato la sua disponibilità a collaborare anche su tale terreno.
Ascoltato con attenzione il progetto di Pizzi, che ha poi lasciato la riunione, il Consiglio di Amministrazione, all’unanimità, ha assunto una forte decisione, approvando e scegliendo tale progetto per la stagione lirica 2006 dello Sferisterio.
Nei prossimi giorni il CdA si riunirà nuovamente per assumere decisioni in merito alla scelta del Direttore Amministrativo e degli altri professionisti che dovranno collaborare concretamente alla gestione della futura stagione.

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Orchestra Filarmonica delle Marche: un punto di forza

Con la Tosca di questa sera si conclude la Stagione Lirica dello Sferisterio e contemporaneamente anche l’impegno dell’Orchestra Filarmonica delle Marche.
E’ stato un vero piacere sentire dal pubblico e dalla critica giudizi molto positivi sulla crescita professionale e sulla qualità musicale della nostra Orchestra. Solo alcuni anni fa, in stagioni di grande successo, era l’Orchestra il piccolo neo, il punto di “debolezza”. Oggi, invece, rappresenta un punto di forza, una energia positiva sia per la Stagione allo Sferisterio, sia per i concerti tenuti sul territorio, come il Requiem di Mozart dell’Abbadia di Fiastra, applaudito da centinaia di persone.
Questa crescita è dovuta all’impegno di chi gestisce l’Orchestra, ma soprattutto ai musicisti che, oltre al talento e alla professionalità, mettono nel loro lavoro passione, generosità e amore per la stessa Orchestra, che sentono come un loro patrimonio, e per il nostro Territorio.
L’Orchestra Filarmonica delle Marche rappresenta un bene prezioso della nostra Regione per l’enorme lavoro sviluppato con le tre Stagioni liriche di Macerata, Ancona e Jesi e per una importante Stagione sinfonica sviluppata in tanti comuni della nostra Regione, ma anche perché a comporla sono in maniera assolutamente prevalente musicisti marchigiani. A Macerata, ad esempio, su 92 elementi, 75 sono stati marchigiani e, dato di grande importanza, l’età media è sui trent’anni.
Già dai primi di settembre l’Orchestra si trasferirà a Jesi per la Stagione Lirica del Pergolesi, poi alle Muse di Ancona, e fino alla fine dell’anno concluderà la sua Stagione sinfonica con numerosi concerti in molti comuni della Marche. Per il prossimo anno, pur nelle grandi difficoltà in cui si dibattono tutti i soggetti musicali delle Marche e d’Italia, è nostra intenzione rilanciare la nostra attività dedicando una particolare attenzione all’educazione musicale dei giovani ed alla presenza anche nei piccoli Teatri storici delle Marche. Ci conforta in questo impegno l’intelligente attenzione che ci riservano sia l’Assessorato alla Cultura della Regione, sia quello degli altri Enti soci, a partire dal Comune e dalla Provincia di Macerata.
Nella qualità di Presidente della Fondazione Orchestra regionale delle Marche, a conclusione della Stagione lirica dello Sferisterio, mi sia consentito ringraziare Macerata che ci ha ospitato con la consueta affettuosa familiarità e i musicisti che ci hanno regalato anche quest’anno una stagione di ottima musica.

Renato Pasqualetti
Presidente della Fondazione Orchestra regionale delle Marche

      

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Andrea Chénier. Piero Giuliacci entusiasma il pubblico, domani l’ultima replica

Un Andrea Chénier entusiasmante è stato quello portato in scena ieri sera da Piero Giuliacci. La sua intensa interpretazione delle più celebri arie dell’opera, Un dì all’azzurro spazio, Sì, fui soldato, Come un bel dì di maggio e le altre, hanno strappato applausi e estasiati apprezzamenti al pubblico. Dotato di una vocalità profonda, di un timbro solare e possente anche nei registri più bassi, di una buona gamma cromatica e di un fraseggio appassionato e ricco di slanci, Giuliacci si è impegnato con estrema generosità in questa prova. Non è la prima volta che si cimenta con il personaggio del poeta francese, che ha già portato in scena al Teatro Massimo di Palermo.
Ottima l’intesa con la bravissima Raffaella Angeletti. Il maestro Pier Luigi Pizzi, pur lasciando scorrere il tema politico di fondo che anima la vicenda (la tesi che la Rivoluzione “divora” i suoi figli migliori) ha prosciugato la vicenda all’essenziale, puntando soprattutto sui sentimenti di amore e odio, gelosia e nobiltà d’animo che animano i tre protagonisti dell’opera (Andrea, Maddalena e Gérard) e presentando una “lettura” di tipo quasi intimista caratterizzata da un clima notturno realizzato dalle belle luci di Sergio Rossi.
Vincitore assoluto del Puccini Foundation Competition di New York nel 1996, da allora Piero Giuliacci è stato invitato a cantare nei principali teatri internazionali. Dopo le numerose interpretazioni della Bohème (a Shangai, Taiwai e Klagenfurt), di Tosca (a Bari, all’Opera di Roma) e di Turandot (a Copenhagen, Avenches, Palm Beach, ed all’Arena di Verona). Le caratteristiche della sua voce gli hanno permesso di affrontare anche i principali ruoli verdiani. Ha cantato Aida in Europa e nel Sud America, per l’inaugurazione di uno Stadio di oltre 22000 posti in Michigan (Usa), per l’apertura di un nuovo Teatro a Shangai, Cina, in tournée con l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, in Sudafrica ed a Lisbona. Al Teatro Regio di Parma, nel 2000 è stato un acclamato Lohengrin. Interprete di Don Carlo e Rigoletto alla Palm Beach Opera, di Ernani a Ravenna e Vigoleno, del Trovatore a Montecarlo, Praga e Bucarest, Reggio Emilia e Modena, è stato successivamente invitato da Zubin Mehta al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino. All’Arena di Verona è apparso di fronte a 25000 spettatori in una nuova produzione di Zeffirelli de Il Trovatore, per poi tornare all’Arena durante l’estate 2003 per Turandot ed Aida.
Domani sera alle 21.30 l’ultima replica.
      

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Tosca: non si è inteso offendere alcun sentimento religioso

In merito alla sollecitazione della Curia che in un comunicato, utilizzando pochissime parole, così si esprime: “Portavoce di tanti reclami sollecitiamo il rispetto dei valori cristiani patrimonio della nostra città, Macerata Civitas Mariae”, l’Associazione Sferisterio ritiene necessarie alcune precisazioni, pur valutando che il contenuto della stessa lettera della Diocesi non intende né stroncare l’opera, né lanciare alcuna scomunica.
Con la messa in scena dell’Opera Tosca non si è inteso offendere alcun sentimento religioso, come ha più volte dichiarato lo stesso regista Latella, che al contrario ha voluto sottolineare il fortissimo legame esistente tra il sacro e il religioso in tutta l’opera, nonché la particolare devozione di Tosca nei confronti della Vergine.
Lo Sferisterio ancora una volta è in linea con la sua tradizione che tende a sperimentare nuove letture del melodramma e nello stesso tempo difendere la libertà di qualsiasi forma di espressione artistica, augurandosi che questi principi non vengano messi in discussione nel nostro Paese da infondate forme di paura.
Per quello che riguarda le opere messe in scena, siamo convinti che ci si rivolge al pubblico cercando di offrire spettacoli interessanti e di qualità. Nello stesso tempo è giusto che parte del pubblico possa manifestare il suo dissenso. Nel caso di Tosca, infatti, il pubblico si è diviso, anche se i giudizi positivi sono stati certamente superiori ai dissensi, che questa volta si sono dimostrati con qualche clamore e in parte sottolineati con eccessiva enfasi.

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Cambio di tenore per Andrea Chénier: Piero Giuliacci subentra a Marcello Giordani

Andrea Chénier, il protagonista che dà il titolo all’opera di Umberto Giordano, questa sera sarà interpretato da Piero Giuliacci e non da Marcello Giordani, che per un’indisposizione non potrà calcare il palco dello Sferisterio.
Dopo aver vinto i concorsi “Battistini”, “Del Monaco” e “Puccini Foundation “, Giuliacci viene invitato per Adriana Lecouvreur al Comunale di Bologna, Roma, Piacenza, Parma e Palermo. Interpreta : “Un Ballo in Maschera” a Salzburg, Klagenfurt e Cape Town; “La Bohème” a New York (Westchester Center) e Seoul; “Aida” a Madrid, Pamplona, Zurigo, Shanghai, Grand Rapids; “Turandot” a Palm Beach, Copenhagen, Torre del Lago, Avanches; “Don Carlos” a Palm Beach; “Il Trovatore” in Brasile, a Praga e a Sofia. A Parma ha interpretato con successo la versione in lingua italiana del Lohengrin, a Ravenna e Livorno “Ernani”, a Palm Beach “Rigoletto”. Il 2001 vede Piero Giuliacci interprete nuovamente de Il Trovatore, Norma, Aida. Ha tenuto inoltre un concerto al T. Marinski di San Pietroburgo. Ha cantato poi Otello a Sassari.
   

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Il Requiem di Mozart incanta centinaia di persone

Autentico entusiasmo ha sollevato il Requiem di Mozart eseguito martedì sera all’Abbadia di Fiastra. Centinaia di persone sono accorse ad assistere al concerto organizzato da Sferisterio Macerata Opera in collaborazione con Terra dei teatri. Per non lasciare in piedi i ritardatari, è stato allestito anche un maxi schermo nel piazzale antistante la chiesa.
Ottima la prestazione dell’Orchestra filarmonica marchigiana, che sotto la direzione rigorosa ed entusiasta di David Crescenzi, dopo appena una settimana di prove al Teatro Lauro Rossi ha fatto rivivere tutta l’energia e la suggestione della celebre incompiuta del compositore austriaco. Non è stato da meno il Coro lirico marchigiano “Vincenzo Bellini”, punteggiato con maestria dal quartetto di solisti: il soprano Selma Pasternak, il mezzo-soprano Ida Maria Turri, il tenore Massimiliano Luciani e il basso Ugo Gagliardo.
«Poiché la morte è l’ultimo, vero fine della nostra vita, da qualche anno sono entrato in tanta familiarità con quest’amica sincera e carissima dell’uomo, che la sua immagine non solo non ha per me più nulla di terrificante, ma mi appare addirittura molto tranquillizzante e consolante! E ringrazio il mio Dio di avermi concesso la fortuna di avere l’opportunità di riconoscere in essa la chiave della nostra felicità. Non vado mai a letto senza pensare che l’indomani forse non ci sarò più. Eppure nessuno fra tutti coloro che mi conoscono potrà dire che in compagnia io sia triste o di cattivo umore. E di questa fortuna ringrazio ogni giorno il mio Creatore e l’auguro di tutto cuore ad ognuno dei miei simili».
È in questo passo, tratto dall’ultima lettera scritta da Mozart al padre morente il 4 aprile 1787, quattro anni prima della propria morte, che si racchiude il senso e la grandezza della parabola creativa del sommo compositore austriaco nell’ambito della musica sacra, culminante nell’incompiuto Requiem in re min. K. 626: in questo elevarsi al di sopra della vita terrena, accettandone serenamente la fine come una «chiave» che apre il passaggio alla felicità eterna e, nel contempo, continuando ad amarla, a viverla appieno con buonumore, per condividerla con gli altri come un dono prezioso ricevuto dalla Grazia.
Mozart era cristiano cattolico. Questo con buona pace di coloro che, sin dall’epoca romantica, hanno voluto vedere quasi esclusivamente nella sua figura il prototipo del genio “maledetto” che, infiammato dagli ideali di libertà e di autoaffermazione dell’illuminismo laico, tenta di ribellarsi alle credenze e alle convenzioni comuni della sua epoca cadendo alla fine vittima dell’incomprensione umana, se non, addirittura, della punizione divina per aver troppo osato – punizione tradottasi nell’incompiutezza, per morte sopraggiunta, della sua ultima opera, una messa funebre “in memoria di se stesso”.
Mozart era cristiano cattolico. Lo dimostrano abbondantemente l’epistolario, i documenti biografici e soprattutto le opere, massimamente quelle sacre. Ma il suo era un cattolicesimo vissuto nell’interiorità, con intelligenza e spirito critico pur nel rispetto della tradizione, e di respiro tanto largo da abbracciare, con un traboccante senso di pietà umana, l’esperienza della vita nella sua totalità, dall’entusiasmo per i piaceri terreni all’insoddisfazione del mondo, con il suo carico di noia, dolore, tenebre. Un cattolicesimo di matrice universalistica che non gli impedì di accogliere, verso la fine della vita, gli ideali della massoneria, condividendone soprattutto i fondamenti morali della virtù individuale e della fratellanza, come mostra chiaramente, nel passo citato, l’augurio che Mozart esprime verso i propri simili perché anch’essi possano godere della grazia che Dio gli ha concesso.
      

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Il fascino notturno di “Andrea Chénier”

Domani sera alle 21.30 il sipario ideale dello Sferisterio si riapre con l’Andrea Chénier. La più celebre e rappresentata opera di Umberto Giordano, composta nel 1896 su libretto originale di Luigi Illica, continua ad esercitare il suo fascino anche sul pubblico dello Sferisterio di Macerata, grazie all’originale ed elegante regia di Pier Luigi Pizzi, all’intensa direzione del M° Pier Giorgio Moranti, al valore dei protagonisti Marcello Giordani e Raffaella Angeletti. Inoltre ha riscosso un particolare successo personale il giovane baritono Marco Di Felice per la passionalità espressa con il personaggio di Gérard e la grande potenza di mezzi vocali.
Il maestro Pier Luigi Pizzi, pur lasciando scorrere il tema politico di fondo che anima la vicenda (la tesi che la Rivoluzione “divora” i suoi figli migliori) ha prosciugato la vicenda all’essenziale, puntando soprattutto sui sentimenti di amore e odio, gelosia e nobiltà d’animo che animano i tre protagonisti dell’opera (Andrea, Maddalena e Gérard) e presentando una “lettura” di tipo quasi intimista caratterizzata da un clima notturno realizzato dalle belle luci di Sergio Rossi.
Questa opera, che ha sempre esercitato un grande fascino su prestigiosi tenori come i marchigiani Beniamino Gigli e Franco Corelli, a cui si aggiungono Gianni Lauri Volpi, Mario Del Monaco e Placido Domingo, deve la propria popolarità ad alcune celebri arie come Son Sessant’anni o vecchio che tu servi, Un dì nell’azzurro spazio, Nemico della patria, La mamma morta, Sì, fui soldato, Come un bel dì di maggio, Accanto a te s’acquieta.
L’opera Andrea Chénier è stata rappresentata allo Sferisterio una sola volta nel 1970 con un cast d’eccezione formato da Gastone Limarilli (Andrea Chénier), Corneil Mc Neil (Carlo Gérard) e Luisa Maragliano (Maddalena di Coigny). La direzione dell’orchestra era affidata al M° Umberto Cattini, mentre la regia era di Enrico Frigerio.
      

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Il “tutto esaurito” cancellato dalla pioggia

A causa del mal tempo, è stata annullata la rappresentazione della Tosca, che si sarebbe dovuta tenere ieri sera allo Sferisterio e che aveva registrato il tutto esaurito. La direzione artistico-organizzativa ha atteso fino alle 22.30 prima di prendere l’inevitabile decisione, anche se proprio in quel momento il tempo sembrava rimettersi. La pioggia caduta copiosa per tutto il pomeriggio e buona parte della serata ha, infatti, reso inservibile la platea. Il fango, il freddo e l’estrema umidità avrebbero, infatti, costituito un disagio eccessivo per il pubblico. Inoltre, l’acqua rendeva difficoltoso l’allestimento della particolare scenografia ideata da Emanuela Pischedda, composta da quasi ottomila bicchieri di vetro, e l’esecuzione delle coreografie curate da Deda Colonna.
Il rimborso dei biglietti deve essere richiesto entro cinque giorni dalla data di annullamento. E’ anche possibile cambiare il proprio biglietto con uno valido per le prossime due date della Tosca, giovedì 11 e domenica 14 agosto. Chi non dovesse trovare un posto equivalente a quello richiesto in origine, ha diritto a ricevere la differenza sul prezzo. La terza possibilità è quella di acquistare il biglietto per una delle altre opere in cartellone, Andrea Chénier, 10 e 12 agosto, e Don Carlo, 11 e 14 agosto, con uno sconto del 10 per cento. Gli interessati devono rivolgersi direttamente alla Biglietteria dei teatri in piazza Mazzini (tel. 0733/230735).
   

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