Finger Music, secondo appuntamento dei Mercoledì Mania

Appuntamento mercoledì 29 al Teatro Lauro Rossi per il concerto realizzato in collaborazione con la Rassegna di Nuova Musica. In scena il duo Dillon-Torquati, nel programma Pärt, Shostakovich e Borzelli

Macerata 27/07/2015 – Dopo le soavi note eseguite da Rinaldo Alessandrini al clavicembalo nel primo appuntamento dei Mercoledì Mania, “Energia Barocca”, mercoledì 29 al Teatro Lauro Rossi va in scena “Finger Music”, il concerto realizzato in collaborazione con la Rassegna di Nuova Musica e con il sostegno di Hera Comm, secondo appuntamento dei Mercoledì Mania. Alle ore 21 Francesco Dillon al violoncello e Emanuele Torquati al pianoforte si misurano con brani di autori moderni o contemporanei quali Pärt, Shostakovich e Borzelli.

Il programma presentato dal Duo Dillon-Torquati ha un filo rosso comune nella forte componente emotiva, a volte spirituale come nel celebre “Fratres” dell’estone Arvo Pärt, a volte poetica come nel recentissimo “Further in” di Silvia Borzelli, ispirato ad una poesia del premio Nobel svedese per la letteratura Tomas Transtromer, a volte segretamente politica come nella Sonata in re minore di Shostakovich, che comportò la condanna del compositore da parte del regime staliniano. In fin dei conti, tre diversi modi di declinare l’anelito del creatore all’espressione del proprio intimo sè. L’ingresso è a titolo gratuito, previa prenotazione obbligatoria sul sito www.lucedellanima.com dove è possibile effettuare una donazione da 2 a 30 € alla Lega del Filo d’Oro, charity partner della 51° edizione del Macerata Opera Festival. “La luce dell’anima” è un progetto realizzato dall’energy sponsor Hera Comm che sostiene la lirica e la Lega del Filo d’Oro.

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Agli Aperitivi Culturali arriva Umberto Curi

Macerata 27 luglio. La terza settimana degli Aperitivi Culturali si apre con un grande ospite. Venerdì 31 luglio, alle 12 agli Antichi Forni arriva il professor Umberto Curi con lI dissoluto impunito, ovvero come il concetto di seduzione è stato interpretato da due personalità vissute in due differenti secoli, quali il compositore austriaco Mozart con il Don Giovanni e l’italiano Giuseppe Verdi con il Duca di Mantova nel Rigoletto.

Sabato primo agosto c’è Alessandro Alfieri, dottore di ricerca in Scienze Sociali e Filosofiche presso l’Università di Roma “Tor Vergata” con le Illusioni perdute, titolo del romanzo dello scrittore francese Honoré de Balzac. Alfieri effettuerà un parallelo tra le “illusioni perdute” del protagonista dell’opera balzachiana Lucien alla ricerca di notorietà nel mondo della letteratura francese dell’epoca e quelle dei giovani artisti bohémien Rodolfo, Marcello Schaunard e Colline.

L’ultimo appuntamento della settimana, vede intervenire domenica 2 agosto sul tema dei Codici donore Paola Magnarelli, professoressa dell’Università di Macerata, con una predilezione allo studio delle classi dirigenti tra Otto e Novecento e l’avvocato Valerio Spigarelli, presidente delle Camere penali. I due relatori tracceranno la storia giuridico-sociale del delitto d’onore, partendo dalle opere e soffermandosi sulla contemporaneità.

L’incontro di domenica è accreditato ai fini della formazione forense dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Macerata.

Gli aperitivi gastronomici sono organizzati questa settimana da Di Gusto Italiano nella giornata di venerdì 31, Verde Caffè il primo agosto e domenica 2 da Cartechini Olio e Antica Gastronomia. Gli Aperitivi Culturali, curati da Cinzia Maroni e organizzati da Sferisterio Cultura sono ad ingresso gratuito.

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La Bohème di Muscato e un malinconico salto nel ’68

Macerata 26 luglio. Torna a debuttare a Macerata La Bohème già protagonista della stagione 2012. Con lei ritorna anche il suo regista Leo Muscato, ospite, assieme al giornalista de «la Repubblica» Angelo Foletto, degli Aperitivi Culturali, gli incontri del fine settimana organizzati da Sferisterio Cultura e presentati dalla curatrice Cinzia Maroni.

Foletto ha aperto l’appuntamento dal titolo Un toscano a Parigi, parlando di un Puccini che detestò la capitale francese e il modo di lavorare dei suoi abitanti, ma allo stesso tempo luogo perfetto per l’ambientazione del dramma. «Una città che non si limita ad essere semplice fondale di una vicenda – ha affermato il giornalista – , ma un qualcosa che interviene, che fa parte del movimento dei personaggi che raccontano se stessi e il luogo dove vivono».

Muscato, vincitore nel 2013 del premio della critica musicale “Franco Abbiati” grazie alla sua originale rivisitazione della Bohème, ha spiegato la scelta di collocare il dramma pucciniano in una Parigi nel pieno fervore politico e culturale del ’68. «L’intento principale era quello di far provare una sensazione di malinconia ad un pubblico che per la maggior parte aveva vissuto nella giovinezza quegli anni», ha detto il regista. Un salto temporale di  quasi 50 anni, analogo a quello del compositore lucchese, che portò in scena l’opera nel 1896, ambientandola nel 1830.

Ospiti e pubblico hanno poi preso parte allo speciale aperitivo “a tema” organizzato da Doppio Zero ispirato ai colori della Bohème e realizzato utilizzando prodotti “poveri” che potessero richiamare la condizione disagiata in cui vivevano i protagonisti del dramma.

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L’anima rivoluzionaria della Parigi sessantottina con La Bohème

Torna allo Sferisterio l’allestimento firmato da Leo Muscato, premio Abbiati della critica nel 2013 e protagonista di una fortunata tournée nel 2015-2016

Carmela Remigio è Mimì, mentre il tenore messicano Arturo Chacón-Cruz indossa i panni di Rodolfo Sul podio il Maestro David Crescenzi

Dopo il successo del 2012 torna sul palcoscenico dello Sferisterio La Bohème del 2012 del regista Leo Muscato premio Abbiati nel 2013. L’allestimento, concepito per lo spazio unico dello Sferisterio e ambientato in una viva e incandescente Parigi del 1968, si inserisce pienamente tra gli spettacoli più apprezzati e fortunati del Macerata Opera e viene riproposto in tutta la sua bellezza al Festival prima di essere ospitato, a partire da ottobre, dai Teatri del Circuito Lirico Lombardo e Reggio Emilia.

A dirigere l’Orchestra Filarmonica Marchigiana è il Maestro David Crescenzi, noto al pubblico dello Sferisterio per aver diretto Cleopatra di Lauro Rossi con la regia di Pier Luigi Pizzi, inaugurando la stagione 2008, e lo scorso anno la serata Nozze d’oro, gala per i cinquant’anni del Macerata Opera Festival. In palcoscenico Carmela Remigio e Arturo Chacón-Cruz sono i coloratissimi Mimì e Rodolfo. Con loro nel cast: Larissa Alice Wissel, Damiano Salerno, Andrea Porta, Andrea Concetti, Antonio Stragapede, Alessandro Pucci, Giacomo Medici, Roberto Gattei, Gianni Paci, Giovanni Di Deo.

Le scene sono di Federica Parolini, mentre Silvia Aymonino e Alessandro Verazzi firmano rispettivamente costumi e luci. Sul palco anche il Coro Lirico “V. Bellini”, il complesso di paloscenico Banda Salvadei e i Pueri Cantores “D. Zamberletti”.

Per Leo Muscato la scelta di ambientare l’opera durante le rivoluzioni del 1968 è frutto di un’analisi del lato “politico” di Puccini. Quando Puccini cominciò a lavorare su La vie de bohème di Murger era ormai un compositore di successo. Probabilmente in quel soggetto ravvisava un po’ se stesso all’epoca della Scapigliatura. Quei giovani, animati da un forte sentimento di ribellione e di disprezzo nei confronti della cultura e del perbenismo borghese, avevano desunto il loro nome da una libera interpretazione del termine francese Bohème (vita da zingari), e si erano ispirati alla vita libertaria e anticonformista degli artisti parigini descritta proprio nel romanzo di Murger.

Nel momento in cui l’opera di Puccini andava in scena per la prima volta, il sentimento nostalgico per quei tempi passati, era un sentimento diffuso. Da qui la scelta di puntare sulla memoria emotiva degli spettatori, con l’ambientazione sessantottina. I protagonisti dell’allestimento di Muscato, vivono e agiscono una delle più grandi rivoluzioni culturali del ‘900, decisamente diversa dalla Scapigliatura, ma altrettanto dirompente. E poiché nei primi due quadri li vediamo allegri, divertiti, divertenti e spensierati, non riusciamo a immaginarceli con i libri di Althusser e di Marcuse nelle tasche. Pensiamo a loro piuttosto come a quel folto numero di giovani che ha animato il Sessantotto nei suoi aspetti di rivoluzione diffusa, culturale e di costume. Non così Mimì. Lei è soggetto storico privilegiato, non astratta categoria dell’anima, ma categoria sociale, semmai. Classe. Quella che nella seconda metà dell’ottocento si trova assembrata nelle fabbriche grigie di fumi velenosi e nei sobborghi mefitici delle metropoli industriali.

Lei è il movimento reale delle cose, è il sacrificio umano che sorregge l’impalcatura di pensiero rivoluzionario che si muove lungo i binari della storia. E se in questa messa in scena, Rodolfo, Marcello, Schaunard, Colline e Musetta sono forse pretestuosamente “sessantottini”, Mimì è invece la scelta d’elezione del regista. Era operaia e ultima ai tempi di Murger, di Puccini; è un’operaia che soccombe in questa messa in scena, è la morte bianca che affolla i nostri tempi. Il movimento reale, la storia non lo scalza, proprio perché è carne, e sangue, e morte, in taluni casi. È stata Mimì a trascinarsi dietro tutti gli altri, per andare a posizionarsi proprio là dove la storia del ‘900 ha tentato la rivoluzione, riuscendovi solo a metà.

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Monsignor Fratini allo Sferisterio

Il Nunzio Apostolico per la Spagna ospite per la prima di Bohème

Macerata 25/07/2015 – Monsignor Renzo Fratini, Nunzio Apostolico per la Spagna e il Principato di Andorra, ospite allo Sferisterio per la prima di La Bohème. Monsignor Fratini, originario di Urbisaglia e dal 2009 Nunzio Apostolico per la Spagna, è una delle personalità del mondo cattolico più autorevoli.

Ordinato sacerdote nel 1969 dal Vescovo Ersilio Tonini, ha lavorato nel servizio diplomatico della Santa Sede, ed ha offerto il proprio contributo nelle rappresentanze pontificie in Giappone, Nigeria, Etiopia, Grecia, Ecuador, Gerusalemme, Palestina e Francia. Nel 1993 papa Giovanni Paolo II lo ha nominato Pronunzio apostolico in Pakistan e Arcivescovo Titolare di Botriana, per poi diventare Nunzio in Indonesia nel 1998, a Timor-Est nel 2003 e in Nigeria nel 2004. Una personalità di spicco dal punto di vista umano ed intellettuale che onora lo Sferisterio della sua presenza.

Insieme a Monsignor Fratini, ospiti per la prima di La Bohème il Questore Leucio Porto, il Prefetto Roberta Preziotti, il Sovrintendente del Teatro dell’Opera di Roma Carlo Fuortes, il Direttore Artistico dell’Opéra de Nice Adam Marc e il Senatore Francesco Verducci, Vice Presidente della Commissione di Vigilanza della Rai.

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Festival OFF, Muscato ospite agli Aperitivi Culturali

La giornata si apre come di consueto agli Antichi Forni con Angelo Foletto e il regista di La Bohème. Alle 17 Fiori Musicali, chiude Pomeridiana che fa tappa in Brasile

In attesa del nuovo debutto di La Bohème con Carmela Remigio e Arturo Chacón Cruz diretta da David Crescenzi alle 21 in Arena, il Festival OFF accompagna spettatori e amanti della musica per tutto l’arco della giornata. Come di consueto, si apre alle 12 agli Antichi Forni dove gli Aperitivi Culturali ospitano Angelo Foletto, critico de La Repubblica, e il regista di La Bohème Leo Muscato nell’appuntamento Un toscano a Parigi. Nell’incontro i due ospiti di Cinzia Maroni affrontano l’influenza dell’ambiente culturale e musicale parigino nell’opera di Puccini. Alle 17 risuonano Fiori Musicali nel parco di Villa Cozza, a cura di Cesarina Compagnoni che come sempre nelle serate di opera porta arie e brani celebri in luoghi solitamente lontani dalla musica. Infine alle 19 nel Cortile Municipale in Piazza della Libertà ritorna Pomeridiana, la rassegna curata da Adam, che vola in Brasile con Choro de Rua: Barbara Piperno al flauto traverso e Marco Ruviaro alla chitarra classica a 7 corde.

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Aperitivi Culturali: Rigoletto, l’empio per eccellenza

Macerata 25 luglio. Un percorso all’interno del lavoro più rivoluzionario che Verdi abbia composto e che più si avvicina ai drammi shakespeariani, alla scoperta del protagonista che condensa in sé tutta l’arroganza dei personaggi del drammaturgo di Stratford. Un viaggio nei meandri della psiche di Rigoletto svolto attraverso l’alternarsi di momenti musicali ad un’appassionata spiegazione di Alberto Batisti, curatore dal 2008 di una delle sagre musicali più importanti in Italia, e ospite odierno degli Aperitivi Culturali.

«Questo dramma l’ho stampato nel cuore sin dalle scuole elementari, mi accompagna da tutta la vita. Un sacrario dell’umanità che si fa conoscere nella sua forma più orrenda e ripugnante – dichiara Batisti – . Rigoletto è l’empio per eccellenza, colui che crede di essere superiore alla morale comune. La disumanizzazione di un uomo a cui viene negato il pianto, facoltà che riacquista solo quando la sua maledizione ormai è compiuta. Colui che non rivendica il fatto di essere un gobbo deforme, ma quello di essere costretto dall’uomo e dalla natura a servire».

Un intervento, quello del musicologo, che ha strappato un lungo applauso da parte del numeroso pubblico accorso, confluito poi nelle sale posteriori della galleria per l’aperitivo del giorno offerto dal locale QuantoBasta, accompagnato dal prestigioso Verdicchio di Matelica.

Domani domenica 26 luglio, in attesa della prima de La Bohème, il regista Muscato e il critico musicale de «La Repubblica» Angelo Foletto, dialogano su Un toscano a Parigi , domandandosi quanto l’ambiente culturale e musicale parigino possa avere influenzato l’opera pucciniana. L’appuntamento è come sempre alle 12 nelle sale degli Antichi Forni. La parte gastronomica è offerta da Doppio Zero. Gli Aperitivi Culturali, curati da Cinzia Maroni e organizzati dallAssociazione Sferisterio Cultura sono ad ingresso gratuito.

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Rigoletto, ritorna allo Sferisterio il “Luna Park” di Grazzini

Lungo percorso di avvicinamento con il Festival OFF: Alberto Batisti è ospite agli Aperitivi Culturali. Nel pomeriggio Fiori Musicali e Pomeridiana con Alessandro Seri.

Il Luna Park sospeso tra realtà ed incubo in cui il regista fiorentino Federico Grazzini ha ambientato la nuova produzione di Rigoletto, torna sul palco dello Sferisterio sabato 25 luglio alle 21 per la seconda recita della seconda settimana di Festival. In scena, diretti dalla bacchetta del Maestro Francesco Lanzillotta, Vladimir Stoyanov, Jessica Nuccio e Celso Albelo nei ruoli di Rigoletto, Gilda e del Duca di Mantova. Nel cast anche Gianluca Buratto, Nino Surguladze, Leonora Sofia, Mauro Corna, Alessandro Battiato, Ivan Defabiani, Giacomo Medici, Rachele Raggiotti e Silvia Giannetti.  Con Federico Grazzini hanno collaborato Andrea Belli alle scene, Valeria Donata Belletta ai costumi e Alessandro Verazzi alle luci.Completano il cast la Form, il coro lirico “V. Bellini” e il complesso di palcoscenico banda Salvadei.

In attesa di nutrire l’anima con la portata principale, come di consueto il Festival OFF offre una serie di stuzzicanti “entrées” a partire dalle ore 12 dove, agli Antichi Forni, Cinzia Maroni ospita agli Aperitivi Culturali il musicologo Alberto Batisti ( storico curatore della Sagra Musicale Umbra, una delle rassegne più antiche e prestigiose in ambito musicale a livello nazionale), che, partendo da un verso dell’opera : “il retaggio d’ogn uomo m’è tolto: il pianto” affronta il profilo psicologico del buffone Rigoletto, costretto a nascondere sempre i propri veri sentimenti. Alle 17, Fiori Musicali torna al parco di Villa Cozza; la rassegna curata da Cesarina Compagnoni allieta gli ospiti della casa di riposo, dimostrando la capacità del Festival di avvicinare la musica a tutti, dai più grandi ai più piccoli.

Conclude il programma OFF alle 19 nel Cortile Municipale in Piazza della Libertà Pomeridiana che, dopo aver fatto tappa in Austria, riparte per gli Stati Uniti con Alessandro Seri che presenta i libri “Dieci Bozze” e “Pastorali”. La rassegna è curata dall’Accademia Belle Arti Macerata. Come di consueto, gli appuntamenti del Festival OFF sono gratuiti ad ingresso libero.

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La forza nascosta delle donne secondo Monia Andreani

Macerata 24 luglio. Gilda, Santuzza e Nedda. Eroine destinate a perdere, tre donne molto diverse tra loro, ma accomunate da un unico destino, quello di non poter vivere liberamente la loro vita e il loro sentimento d’amore soggiogate dalla società che le circonda. L’Aperitivo Culturale di oggi ha visto la filosofa Monia Andreani dibattere sul tema Relazioni pericolose, insieme alla curatrice Cinzia Maroni.

Rigoletto, “padre padrone” che ama di un amore ossessivo la figlia; Turiddu, giovane contadino siciliano che nega il matrimonio riparatore alla donna che ha sedotto e poi abbandonato e Canio, pagliaccio di una compagnia di girovaghi che non accetta la fine del suo amore.

«Relazioni pericolose tra donne forti e ribelli – ha detto Andreani – messe a confronto con uomini deboli che non riescono a gestire la violenza e che trovano nella vendetta l’unica forza»

Ecco come vengono descritti i personaggi principali di Rigoletto, Cavalleria Rusticana e Pagliacci, protagonisti di «opere che danno la possibilità di osservare alcuni degli elementi culturali oppressivi adottati nei confronti delle donne in un passato ancora recente del nostro paese. Rappresentazioni che riescono ad amalgamare nel migliore dei modi elementi di grande e profondo interesse giocati oggi nelle relazioni con le altre culture».

Gli Aperitivi Culturali tornano domani 25 luglio, alle 12 agli Antichi Forni. L’ospite in programma è il musicologo Alberto Batisti, storico curatore della Sagra Musicale Umbra, una delle rassegne più antiche e prestigiose in ambito musicale a livello nazionale, che, partendo da un verso dell’opera – “il retaggio d’ogn uomo m’è tolto: il pianto”  – affronta il profilo psicologico del buffone Rigoletto, costretto a nascondere sempre i propri veri sentimenti.
Per la parte enogastronomica, dopo l’olio di semi di canapa dell’oleificio Cartechini di Montecassiano e i prodotti tipici marchigiani dell’Antica Antica Gastronomia di Mogliano assaggiati oggi, tocca al nuovo bar ristorante “Quanto basta”.

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Anteprima Giovani, affluenza record per La Bohème

Quasi 2000 presenze di cui 1243 Under30. Applausi per il coloratissimo allestimento di Leo Muscato che debutta domenica 26. Confermata la promozione under30 per la prima

Grande successo per l’Anteprima Giovani di La Bohème allo Sferisterio che ha fatto registrare quasi 2000 presenze di cui 1243 Under30. Un risultato eccezionale, che premia l’allestimento di Leo Muscato, e torna in scena per la prima domenica 26 luglio dopo il grande successo del 2012. Gli Under30 hanno accolto con grande calore le vicende di Mimì e Rodolfo, interpretati da Carmela Remigio e Arturo Chacón-Cruz, riservato lunghi applausi alle arie più famose, da “Che gelida manina” a “Si, mi chiamano Mimì”. Il pubblico giovane ha apprezzato la coloratissima e divertente regia di Muscato, che rende la storia godibile e fresca con soluzioni da teatro di prosa e da Musical, e la direzione del Maestro David Crescenzi: una Bohème simpatica e irriverente ha conquistato i giovanissimi per la sua energia e originalità. Apprezzamenti anche per i Pueri Cantores “D. Zamberletti”: il coro di voci bianche sul palcoscenico con tanti palloncini colorati ha dimostrato grande preparazione vocale e scenica. Vista l’affluenza record, per venire incontro alle tante richieste al pubblico Under30 sono riservati altri 100 posti in promozione per la prima del 26: acquistando un biglietto a € 25 se ne potrà ricevere un altro a solo 1 € in più. Se La Bohème di Puccini è il terzo titolo d’opera più rappresentato e visto al mondo, la produzione di Muscato in programma allo Sferisterio è sicuramente un’occasione imperdibile per vedere un capolavoro del teatro musicale messo in scena da uno dei più apprezzati e interessanti registi del panorama internazionale.

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