Chef all’Opera, gli ambassador di Sapore di Mare al Macerata Opera Festival.

Chef all’Opera è la nuova missione che Sapore di Mare ha deciso di affidare a 4 appassionati di cucina, selezionati per il loro talento dimostrato nella gara finale del contest di Show Cooking, in occasione della XXVI ed. di Musicultura.
Sapore di Mare, gourmet partner ufficiale della 51° stagione lirica del Macerata Opera Festival, porta il meglio del mare nelle due cene di gala del dopo Opera che si terranno il 17 e il 18 Luglio presso il Palazzo Buonaccorsi. Obiettivo del brand è quello di sfatare il mito della cucina solo per gli chef blasonati, ma che con i prodotti Sapore di Mare diventa veramente alla portata di tutti. Le persone selezionate, elette a essere Chef per una notte all’Opera, si esibiranno in una cucina live espressa dei primi piatti di mare che saranno serviti insieme al ricco buffet di pietanze. Un modo nuovo, di spettacolarizzare un’offerta unica e ricca di ricette della tradizione di mare, facili e veloci da preparare e adatte in ogni contesto, da quello più quotidiano a quello più esclusivo. Per prepararsi al meglio, gli chef sono ospiti per una giornata a porte aperte nella sede dell’azienda a Corridonia nella giornata di mercoledì 15 Luglio. Essi saranno accompagnati in un percorso conoscitivo della realtà,  sul progetto  e le attività delle cene del dopo opera, che li vede coinvolti in qualità di ambassador di Sapore di Mare. Questo è lo spirito della partnership che guida la nuova sinergia nata dall’incontro tra il buono e il bello che ispirano e che unisce Sapore di Mare al Macerata Opera Festival.

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Agli Aperitivi culturali, Grazzini presenta il suo Rigoletto

Oggi appuntamento di apertura, con Rigoletto e la poetica di un ta-tàà, degli Aperitivi culturali. La rassegna organizzata dall’associazione Sferisterio Cultura ha ospitato, alle 12, negli spazi degli Antichi Forni i primi due relatori: Federico Grazzini ed Enrico Girardi.

Come una vera padrona di casa, la curatrice Cinzia Maroni ha presentato il regista di Rigoletto, opera che debutta il Festival allo Sferisterio e il critico musicale del «Corriere della Sera». Girardi ha spiegato il particolare titolo scelto per questo primo incontro: «Rigoletto è gobbo e cammina zoppo, ta-tàà trasmette un’idea ritmica, sonora. Nasce insieme dall’idea drammatica centrale della maledizione e dall’idea sonora degli intervalli».

Ed è proprio la “maledizione” il nodo centrale di tutta l’opera secondo Federico Grazzini, la parola su cui Giuseppe Verdi batte il tasto facendola ripetere più volte al personaggio principale. «Il compositore di Busseto cerca di coinvolgere l’animo umano, questa opera ha a che fare con il concetto di nutrimento dell’anima, prova quasi a costruire una favola morale sull’immoralità, cosa non fare perché le cose belle delle nostra vita si distruggano».

Domani sabato 18 luglio, sempre alle 12 agli Antichi Forni, nuovo incontro, con il regista delle due opere Cavalleria Rusticana e Pagliacci Alessandro Talevi e la critica musicale de «Il Sole 24 Ore», Carla Moreni, dal titolo Cav&Pag, due schegge di vita. Ingresso gratuito, l’aperitivo è offerto da Maga cacao.

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Il doppio volto di Cavalleria e Pagliacci

Allo Sferisterio il dittico verista firmato dal regista italo-sudafricano Alessandro Talevi in un’ambientazione Liberty. Sul podio Christopher Franklin; Anna Pirozzi e Rafael Dávila nei ruoli di Santuzza/Nedda e Turiddu/Canio.

Domani, sabato 18 luglio alle ore 21 va in scena allo Sferisterio la nuova produzione del Macerata Opera Festival del dittico Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni e Pagliacci di Ruggero Leoncavallo. Il nuovo allestimento è a firma del regista italo-sudafricano Alessandro Talevi, al debutto allo Sferisterio. Con Talevi hanno collaborato Madelein Boyd alla scenografia, Manuel Pedretti ai costumi e Alessandro Verazzi alle luci. 

Sul podio a dirigere l’Orchestra Filarmonica Marchigiana Christopher Franklin, già apprezzato a Macerata nel 2013, in Sogni di una notte di mezza estate, con Lella Costa. Anna Pirozzi e Rafael Dávila vestono i panni dei protagonisti delle due opere. Completano il cast Alberto Gazale, Chiara Fracasso, Elisabetta Martorana, Marco Caria, Pietro Adaini, Giorgio Caoduro, Andrea Cutrini, Francesco Solinas. Sul palco anche il Coro Lirico “V. Bellini” e i Pueri Cantores “D. Zamberletti”.

 È l’Italia vista da un figlio di italiani emigrati in Sudafrica quella che Alessandro Talevi porta in scena con Cavalleria e Pagliacci, quella idealizzata e immaginata dai racconti, delle storie dei genitori. La stessa immagine da cartolina, da sogno che spesso accompagna il pensiero che dell’Italia hanno gli stranieri, luogo di bellezza, di arte, d’idillio e felicità. Ma la bellezza, l’armonia e il folklore si scontrano con quelle che sono le storie reali, i drammi e i dolori di uomini, donne, nella vita di tutti i giorni. “Come dice il narratore del Prologo di Pagliacci, ha cercato di dipingere uno squarcio di vita – dice Talevi – Questo vuol dire un brutale e sensuale ‘triangolo d’amore’ tra due amanti (tenore/soprano) e un povero disdegnato (il baritono) che finisce con uccidere uno (o due in Pagliacci) degli amanti”.

È questa la doppia chiave che Talevi usa per mettere in scena i due titoli veristi: il contrasto tra l’immagine esotica, idilliaca del Sud immaginato negli ambienti borghesi di fine Ottocento e inizi Novecento del Nord Italia e d’Europa, e la durezza della vita reale di quel mondo contadino fatto di riti arcaici, di drammi e disperazione. Il doppio volto del verismo, secondo Talevi, che sceglie allora di raccontare quel mondo all’interno di una scena Liberty, un grande cerchio, ambientazione cristallizzata, trionfo di immobilità e centro greco entro cui l’azione il dolore prendono forma attraverso le vicende narrate e se in Pagliacci lo spettacolo nello spettacolo assume ancora di più i toni del grottesco nella scelta dei costumi, da questo cerchio/mondo ideale in Cavalleria è estromessa la donna, la traditrice, la fedigrafa Santuzza. Talevi ferma il tempo come in un quadro. La balaustra decorata al centro della scenografia è il filtro per il dolore che traspare dalle due opere.

 Sul palco protagonista nei ruoli di Santuzza e Nedda è Anna Pirozzi. Il soprano debutta al Macerata Opera Festival nel pieno della sua maturità: a questa prova, seguiranno i debutti nell’Aida diretta da Noseda al Teatro Regio di Torino e, a inizio 2016, il debutto al Teatro alla Scala di Milano, nella parte di Lucrezia Contarini ne I due Foscari. Soprano versatile ed espressivo, voce rivelazione del Festival di Salisburgo nel 2013, dove si è esibita in Nabucco diretta da Riccardo Muti, il suo repertorio spazia dalla parte di Amelia in Un ballo in maschera, debuttata al Teatro Regio di Torino, a Tosca, Leonora nel Trovatore, la Contessa nelle Nozze di Figaro e Desdemona nell’Otello di G. Verdi

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Teatro gremito per l’inaugurazione con Vito Mancuso

Teatro gremito in ogni posto per Vito Mancuso, ospite d’apertura della 51ª stagione lirica del Macerata Opera Festival.

Purtroppo, a causa dell’incrocio di tre diversi sistemi di prenotazione, sono state accettate alcune richieste in eccesso rispetto alla capienza del teatro. Venti spettatori non hanno trovato posto. L’organizzazione si scusa con gli interessati.

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Macerata Opera Festival inaugura la 51° stagione

Macerata Opera Festival inaugura la 51° stagione con un Rigoletto sospeso tra realtà e incubo

Nuova produzione dell’opera di Verdi firmata dal regista Federico Grazzini che sceglie per la sua prima regia allo Sferisterio un Luna Park abbandonato come luogo di scontro tra dimensione esteriore e personale dell’uomo moderno.

Nel cast Jessica Nuccio, Vladimir Stoyanov e Celso Albelo. Sul podio Francesco Lanzillotta, a tre anni dal suo debutto al Festival con Il piccolo spazzacamino

Domani, venerdì 17 luglio 2015 alle ore 21.30 s’inaugura la 51° stagione lirica del Macerata Opera Festival con Rigoletto, titolo che chiude la “Trilogia popolare” verdiana aperta con Il trovatore nel 2013 e proseguita nell’edizione del cinquantenario con La traviata nel celebre allestimento firmato da Henning Brockhaus.

La regia è affidata a Federico Grazzini, che per la prima volta è chiamato a realizzare un allestimento allo Sferisterio. Sul podio dell’Orchestra Regionale delle Marche Francesco Lanzillotta, a tre anni dal suo debutto, con Il piccolo spazzacamino di Britten.

Il trio dei protagonisti vede i ritorni a Macerata di Vladimir Stoyanov e Jessica Nuccio, rispettivamente Rodrigo in Don Carlo nel 2005 e Violetta in La traviata lo scorso anno, e il debutto di Celso Albelo. Nel cast anche Gianluca Buratto, Nino Surguladze, Leonora Sofia, Mauro Corna, Alessandro Battiato, Ivan Defabiani, Giacomo Medici, Rachele Raggiotti e Silvia Giannetti.  Con Federico Grazzini hanno collaborato Andrea Belli alle scene, Valeria Donata Belletta ai costumi e Alessandro Verazzi alle luci.

 Per il regista Federico Grazzini, Verdi ha costruito una drammaturgia musicale che è sintesi prodigiosa tra realtà e simbolo. Nella messinscena emergono questi due livelli nel conflitto tra la dimensione pubblica (associata alla corte e alla maschera sociale del buffone) e quella privata (associata alla paternità) del protagonista. Rigoletto ha un cuore perché è padre, ma il suo lavoro a corte lo ha deformato. Portando avanti il suo progetto di vendetta diventerà carnefice di sua figlia, ma prima di tutto carnefice di se stesso. “Ci siamo ispirati al mondo della malavita ma soprattutto ai super-cattivi dei film di Tarantino” – dice Grazzini – “perché c’è una forte violenza che regola i rapporti tra i personaggi. È un mondo dalle tinte fosche fatto di depravazioni, noia e brutalità”. L’azione si svolge in un Luna Park abbandonato. I cortigiani sono una banda malavitosa comandata dal Duca.

Rigoletto è un clown, affiliato storico della banda. Poco fuori dal piazzale, in una vecchia roulotte vive Giovanna, guardiana del Luna Park. Sparafucile è un venditore di panini e alcolici, la sua taverna è un furgone. Il Luna Park è il mondo di questi personaggi, un luogo di doppiezza, finzione, specchi, in cui riso e terrore si intrecciano senza soluzione di continuità. Tutta l’opera è allora un monito sul concetto di reponsabilità. Rigoletto non riconoscerà il suo ruolo nella vicenda. Gilda è l’unica, in tutta l’opera, a farsi carico delle colpe altrui e interrompe, per amore, la spirale d’odio innescata con la maledizione. Nella messinscena di Grazzini, Rigoletto si stacca dal cadavere della figlia e immagina un ultimo dialogo con lei… In questa allucinazione Gilda compare come uno spettro. Gilda immaginerà di ballare con l’oggetto dei suoi desideri. Tutta la scena finale sarà una trasfigurazione della precedente: la concretizzazione del peggior incubo di Rigoletto.  Terminato l’incubo, Rigoletto si trova con il cadavere di Gilda tra le braccia. Non c’è conforto. Non esiste assoluzione. Solo la disperazione che travolge la sua coscienza dilaniata. Il padre Rigoletto è svanito, giustiziato dalle sue stesse azioni. Alle sue spalle la maschera del Buffone che fa da cornice all’ingresso del Luna park si staglia beffarda. Ghignante e gigantesca come non mai.

Accanto al regista si è mosso Francesco Lanzillotta nella direzione musicale di un Rigoletto giocato sui toni scuri dei rapporti tra i personaggi, rapporto dialettico che trova ragione d’essere anche tra l’orchestra e l’azione sul palcoscenico. Drammaturgicamente è un’opera che ha un senso teatrale molto forte, incentrata sul rapporto padre e figlia in cui tutti i personaggi si affrontanto faccia a caccia e in cui le azioni si susseguono fino al tragico evento finale, in maniera estremamente consequenziale e si sviluppano attraverso un unico filo conduttore.

Nel cast voci sicure:  insieme a Jessica Nuccio ci sono Celso Albelo, nel ruolo che nel 2006 lo portò all’ attenzione della critica internazionale, il Duca di Mantova inscenato al fianco di Leo Nucci al Festival Verdi a Busseto, ruolo con il quale ha conquistato il pubblico di molti teatri internazionali. Con lui Vladimir Stoyanov, voce vigorosa e ineccepibile, acclamato a Napoli nel 2012 per Traviata, che ritorna a Macerata dopo tantissime apparizioni su palcoscenici quali Teatro alla Scala, la Opernhaus di Zurigo, il Teatro La Fenice, il Metropolitan di New York, il Teatro dell’Opera di Roma, il Teatro Real di Madrid, la Wienerstaatsoper, la Deutsche Oper e la Staatsoper a Berlino.

 

 

17, 25, 31 luglio, 9 agosto 2015, ore 21

Giuseppe Verdi

Rigoletto

Regia Federico Grazzini

Scene Andrea Belli

Costumi Valeria Donata Bettella

Disegno Luci Alessandro Verazzi

Il Duca di Mantova Celso Albelo

Rigoletto Vladimir Stoyanov

Gilda Jessica Nuccio

Sparafucile Gianluca Buratto

Maddalena Nino Surguladze

Giovanna Leonora Sofia

Il Conte di Monterone Mauro Corna

Marullo Alessandro Battiato

Matteo Borsa Ivan Defabiani

Il Conte di Ceprano Giacomo Medici

La Contessa di Ceprano Rachele Raggiotti

Un paggio della Duchessa Silvia Giannetti

Fondazione Orchestra Regionale delle Marche

Coro Lirico Vincenzo Bellini

Direttore Francesco Lanzillotta

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Vito Mancuso inaugura la nuova stagione del Macerata Opera Festival con la lectio magistralis al Lauro Rossi

Il teologo laico ambasciatore della cinquantunesima edizione al Lauro per parlare di Nutrire l’Anima, la sera prima della prima. Mancuso raccoglie il testimone di Lucia Annibali, madrina dell’edizione L’Opera è Donna 2014.

Macerata 15/07/2015Vito Mancuso, il teologo dell’anima come energia naturale, inaugura la nuova stagione del Macerata Opera Festival. Domani, giovedì 16 alle 21, a 24 ore esatte dalla prima di Rigoletto, Mancuso da il via alla cinquantunesima edizione con una lectio magistralis al Teatro Lauro Rossi dal titolo “Nutrire l’anima”. L’incontro, che si inserisce all’interno della rassegna del Festival OFF “Lo spazio dell’anima” curata dall’associazione Praxis, è l’occasione per affrontare il tema della stagione Nutrire l’anima, attraverso una declinazione differente, che tenga conto anche di quelli che sono aspetti religiosi  e trascendentali.

Vito Mancuso, teologo laico e docente di Teologia moderna e contemporanea presso la Facoltà di Filosofia dell’Università San Raffaele di Milano dal 2004 al 2011, con i suoi scritti ha suscitato notevole interesse da parte del pubblico. Di recente ha pubblicato L’anima e il suo destino (Raffaello Cortina, 2007), Io e Dio Una guida dei perplessi (Garzanti, 2011), Il principio passione La forza che ci spinge ad amare (Garzanti 2013). La vita è un immenso oceano che ci contiene e ci scuote con il continuo movimento delle sue onde, sempre inafferrabile, impossibile da fissare – dice Mancuso – Ma da dove viene, e quale logica la muove? Vito Mancuso propone una visione della natura che non procede solo per mutazioni casuali e per egoistiche selezioni competitive, ma è soprattutto il frutto di una continua armoniosa aggregazione il cui senso intrinseco è il bene.

Da questa visione “drammaticamente ottimista” in cui la nostra esistenza può sussistere solo in relazione con quella degli altri viventi, Mancuso recupera magistralmente la possibilità di una rinnovata analogia tra uomo e mondo. Ne nasce un’etica della nutrizione e dell’ecologia capace di purificare il nostro corpo, meglio proteggere e custodire il pianeta, offrirci criteri per un consapevole esercizio della libertà. In questa prospettiva il valore di un essere umano non dipende da ciò che ha o che sa, ma da quanto riesce a mettersi al servizio di qualcosa di più grande di sé: dalla sua capacità di aprirsi all’altro, di abbracciare, di amare. È la nuova visione del mondo di cui questa vita ha urgente bisogno per tornare a fiorire.

Questi gli argomenti che Mancuso affronterà nell’appuntamento di giovedì: un pensiero semplice e profondo, che ci conforta e ci fa riflettere, che rende la bellezza e l’ordine del mondo necessari, e razionali. Questo è il più grande insegnamento dell’autore: il bene, la bellezza, l’ordine sono consequenziali e interni alla nostra esistenza. Esistono. E sussistono, nonostante tutto.

L’ingresso al Teatro Lauro Rossi è a titolo gratuito, ma è richiesta la prenotazione online del biglietto sul sito www.lalucedellanima.com dove è possibile inoltre effettuare una donazione da 2 a 30€ al charity partner della 51° stagione del Macerata Opera Festival, la Lega del Filo d’Oro.

 

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Box Office, lo Sferisterio supera i record del 2014

A soli due giorni dal debutto della 51° stagione lirica, tutti positivi i dati della biglietteria del Macerata Opera Festival che presentano un risultato addirittura superiore a quello della fortunata stagione 2014. Ancora pochi biglietti disponibili per la Prima di Rigoletto del 17 luglio

Macerata 15/07/2015 – Ancora pochi biglietti per le prime degli spettacoli  del 17 e 18 luglio, che inaugurano la 51° stagione. Per le serate inaugurali del Macerata Opera Festival è stata attivata una speciale offerta riservata esclusivamente agli over65: il settore verde, il rosso e il giallo tutto a 25euro. Un’offerta imperdibile ma valida solo per le serate del 17 e del 18 luglio.

Successo di pubblico anche tra gli under30 con le Anteprime Giovani di ieri e oggi, che dimostrano la capacità dello Sferisterio di attrarre anche un pubblico giovane spesso lontano dai teatri d’opera. Agli under30 sono riservate altresì ulteriori agevolazioni: lo sconto del 20% sul posto numerato o la così detta formula “roulette”, paghi 25 euro e il giorno della recita ritiri il miglior posto disponibile.

A soli due giorni dal debutto della 51° stagione del Macerata Opera Festival la biglietteria dello Sferisterio fa registrare un incredibile successo di vendite. Dopo i risultati eccellenti ottenuti in occasione del cinquantenario della lirica maceratese, il festival diretto da Francesco Micheli conferma il proprio virtuosismo al botteghino, collocandosi nuovamente tra le prime realtà teatrali italiane per percentuali di biglietti venduti. Un risultato che premia la programmazione artistica dell’Arena che quest’anno propone al pubblico quattro diversi titoli: Rigoletto, il dittico verista Cavalleria rusticana/Pagliacci e La Bohème. A tre giorni dall’inizio, l’incasso al botteghino è di 672587,00 € per 14552 biglietti, cui si sommano 7206 tagliandi prenotati per un valore di 182812,60 €.

Soddisfazione da parte del sindaco Romano Carancini: “I dati parziali delle prevendite mi riempiono di felicità e di orgoglio. Il successo di pubblico testimonia il fatto che stiamo lavorando nel modo giusto: ci siamo posti una serie di obiettivi artistici, culturali e di promozione che stanno premiando la città sotto vari punti di vista.”

Un risultato in linea a quanto ottenuto la scorsa stagione, l’anno dei record con AidaTosca e La traviata. Anche i parziali delle tre opere non deludono assolutamente al box office: al momento “guida” Rigoletto con 4564 biglietti venduti e 2235 prenotazioni, seguito da Cavalleria rusticana/Pagliacci che con 4166 biglietti venduti e 2246 prenotazioni confermano come le nuove produzioni del Macerata Opera Festival attirino sempre più pubblico; conferme positive anche per La Bohème di Leo Muscato, che con 3421 ticket venduti ma con oltre 10 giorni di attesa ancora dal debutto ufficiale del prossimo 26 luglio ribadisce il trend positivo di questa edizione che, oltre alle novità in cartellone, offre una rinnovata sala lounge realizzata da Romcaffè e dedicata agli spettatori del Settore Platino, escluse le prime. Per chi acquista un biglietto del settore più prestigioso dello Sferisterio, da quest’anno è stata prevista una fila prioritaria in biglietteria per poter raggiungere più in fretta l’Arena al cui ingresso è offerto in omaggio un libro di sala.

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Dal mare allo Sferisterio, Sapore di Mare premia con Rigoletto

Si è chiuso venerdì scorso il challenge di Sapore di Mare #ilmegliodelmare. Per il vincitore la possibilità di assistere alla prima di Rigoletto e di partecipare alla cena di gala del Macerata Opera Festival

 Macerata 13/07/2015 – Si è chiuso lo scorso venerdì #ilmegliodelmare, il challenge Instagram lanciato da Sapore di Mare che invitava gli utenti a raccontare con scatti social cosa significasse per loro il meglio del mare.

Il challenge è stato un successo inaspettato e ha avuto molto seguito tra gli utenti e le community italiane degli instagramers: oltre 1.500 i post che dal 25 Giugno, data di inizio de #ilmegliodelmare, si sono susseguiti e che ancora continuano a essere pubblicati, nonostante il challenge sia terminato.

In pochi giorni #ilmegliodelmare si è popolato di scatti di splendidi paesaggi delle nostre spiagge e coste italiane, un tripudio alle nostre acque cristalline, di blu intensi dei fondali, dei rossastri tramonti. Molti scatti di momenti di vita e oggetti legati al mare, come le stelle marine, le conchiglie, foto che raccontano la vita dei pescatori e delle loro barche. Tavole imbandite a regola d’arte pronte per emozionanti cene in riva al mare, che suggeriscono tutti i profumi e i sapori dei menu di pesce. Non da meno sono state le numerose ricette di piatti di mare che dimostrano tutta la passione per la cucina della tradizione, interpretata con presentazioni e abbinamenti da Chef. Di tutte le immagini pubblicate che ci hanno permesso di vivere con gli occhi degli altri il significato del meglio del mare, la foto vincitrice, scattata da Silvano Pierini, si è distinta per aver raccontato la storia che è per Sapore di Mare fonte d’ispirazione quotidiana:

“Il meglio del mare è ciò che i pescatori riescono a portare a riva, alle prime luci del mattino, con le loro reti e le loro barche. Nessuna menzogna o artificio”.

 Il vincitore ha l’opportunità di vivere due giornate esclusive, ricche di esperienze memorabili a bordo di Sapore di Mare, insieme a una piccola comunità di appassionati di fotografia e di cucina, che si cimenteranno in un divertente social cooking contest per conoscere da vicino la qualità e la bontà che viene dal mare e arriva sulle nostre tavole. Il 16 Luglio è previsto un tour speciale dei luoghi segreti dell’affascinante Arena Sferisterio di Macerata con un aperitivo finale alla Civica Enoteca. Il 17 Luglio il vincitore ha l’opportunità di assistere alla prima di Rigoletto, lo spettacolo che inaugura la 51° stagione lirica, e di proseguire la serata alla cena di gala del Macerata Opera Festival assaporando le pietanze gourmet di Sapore di Mare.

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Anteprime Giovani assaggio della nuova stagione dedicata agli under30

A pochi giorni dal debutto ufficiale, lo Sferisterio apre le porte agli under30 per le anteprime di Rigoletto, Cavalleria rusticana e Pagliacci. Ancora pochi i posti disponibili. Per le prime inoltre prevista una diretta Twitter da seguire con l’hashtag #nutrimilive

Macerata 13/07/2015 – Scalda i motori la 51° edizione del Macerata Opera Festival che, in attesa del debutto di venerdì, apre per la prima volta i cancelli dello Sferisterio per le consuete Anteprime Giovani. Si parte martedì 14 alle ore 21 con Rigoletto, lo spettacolo realizzato dal regista fiorentino Federico Grazzini e diretto dal Maestro Francesco Lanzillotta. In scena protagonisti Jessica Nuccio, al ritorno allo Sferisterio dopo La traviata dello scorso anno, Celso Albelo e Vladimir Stoyanov, entrambi al debutto a Macerata. Sul palco anche Nino Surguladze, Gianluca Buratto, Leonora Sofia, Mauro Corna, Alessandro Battiato, Ivan Defabiani, Giacomo Medici, Rachele Raggiotti e Silvia Giannetti. In buca, l’Orchestra Filarmonica Marchigiana, il quadro si completa con il Coro Lirico “V. Bellini” e il complesso di palcoscenico Banda “Salvadei”.

Mercoledì è il turno del dittico verista Cavalleria rusticana/Pagliacci, diretto dal Maestro Christopher Franklin e firmato dal regista itali-sudafricano Alessandro Talevi. Anna Pirozzi e Rafael Davila interpretano i personaggi di Santuzza/Nedda e Turiddu/Canio, con loro in scena anche Chiara Fracasso, Elisabetta Martorana, Pietro Adaini, Marco Caria e Giorgio Caoduro. La produzione si completa con l’Orchestra Filarmonica Marchigiana, il coro lirico “Bellini”, le voci bianche Pueri Cantores “zamberletti” e il complesso di palcoscenico Banda “Salvadei”.

Giovedì 23 chiude le serate dedicate agli under30 l’Anteprima Giovani di La bohème, lo spettacolo ambientato nella Parigi sessantottina realizzato da Leo Muscato e diretto da David Crescenzi. Carmela Remigio e Arturo Chacón-Cruz sono Mimì e Rodolfo, con loro Larissa Alice Wissel, Damiano Salerno, Andrea Porta, Andrea Concetti, Antonio Stragapede. L’Orchestra Filarmonica Marchigiana e il Coro Lirico “V. Bellini” completa la produzione del capolavoro di Puccini. Prima di tornare a Macerata, Carmela Remigio è impegnata proprio a Parigi in un concerto sotto la Tour Eiffel in occasione dei festeggiamenti per la presa della Bastiglia, diretto da Daniele Gatti con L’Orchestre National de France.

Le Anteprime Giovani sono riservate a giovani under30 e a studenti che hanno preso parte al progetto “Incontra l’opera”; per loro è previsto un biglietto al prezzo simbolico di 5€. Anteprima riservata anche  agli “Amici dello Sferisterio”, che possono partecipare acquistando un biglietto a 10 €. Sono poche decine i posti ancora disponibili per le Anteprime.

Intanto lo Sferisterio si fa sempre più social e dopo il progetto #nutrimilanima e #Rigoletto, per le prime di Rigoletto, Cavalleria rusticana/Pagliacci e La bohème previsto un live tweeting delle tre opere in cartellone: seguendo il profilo Twitter @MacerataOpera o l’hashtag #nutrimilive è possibile prender parte agli spettacoli, dai luoghi meno accessibili al pubblico come il backstage, ai più bei momenti sul palcoscenico.

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La Bohème di Leo Muscato è pronta per il ritorno allo Sferisterio

Nel cast dell’opera di Puccini Carmela Remigio nei panni di Mimì e Arturo Chacón-Cruz in quelli di Rodolfo. Sul podio a dirigere l’Orchestra Filarmonica Marchigiana David Crescenzi

Macerata 11/07/2015 – Ritornano Mimì e Rodolfo a incantare lo Sferisterio. A meno di una settimana dall’inaugurazione della 51° edizione del Macerata Opera Festival con il Rigoletto nel nuovo allestimento firmato dal regista Federico Grazzini, viene messa in scena La Bohème di Leo Muscato che, nel 2012 ha anche vinto il premio Abbiati.

Già da inizio settimana sono riprese le prime prove dell’opera di Giacomo Puccini, ma l’ingresso in Arena è previsto per giovedì 16, alla vigilia del debutto di Rigoletto. Nei ruoli dei protagonisti Mimì e Rodolfo Carmela Remigio, impegnata a Macerata anche nel recital dei Mercoledì Mania “Salotto Italiano”, e Arturo Chacón-Cruz, tenore che si è affermato negli ultimi anni con debutti emozionanti e apparizioni in rinomati teatri e sale da concerto di tutto il mondo.

Nel cast anche Larissa Alice Wissel, Damiano Salerno, Andrea Porta, Andrea Concetti, Antonio Stragapede, Alessandro Pucci, Giacomo Medici, Roberto Gattei, Gianni Paci, Giovanni Di Deo. Sul podio David Crescenzi, che torna in veste di direttore d’orchestra allo Sferisterio, dove ha inaugurato la Stagione Lirica 2008 con Cleopatra di Lauro Rossi, in prima mondiale in epoca moderna, con la regia di Pier Luigi Pizzi e con il Soprano Dimitra Theodossiu e dopo la serata in onore del cinquantenario del Festival dello scorso anno.

A seguirlo nella direzione è come ogni anno la FORM-Orchestra Filarmonica Marchigiana. Sul palco anche il Coro lirico “V. Bellini”, le voci bianche dei Pueri Cantores “D. Zamberletti” e il complesso di palcoscenico Salvadei.

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