Cari Amici dello Sferisterio

siamo al giro di boa. Sono passati due fine settimana molto intensi. La stagione lirica sta riscuotendo successo di pubblico e di critiche, e il Festival Off sorprende per le numerose proposte culturali, dai giochi musicali per bambini ai concerti in teatro. Leggi tutto 

 

 

Gli appuntamenti allo Sferisterio ripartono giovedì 2 agosto con una grande serata di musica in omaggio a Mario Del Monaco, a trenta anni dalla sua scomparsa. Biglietti a partire da 10 euro.  Leggi tutto

 

 

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Domani al via il Macerata Opera Festival

Si apre domani (venerdì 20 luglio) con la celebre “Traviata degli specchi” la 48° stagione del Macerata Opera Festival. Lo storico allestimento con la regia da Henning Brockhaus è ripreso in omaggio al grande scenografo Josef Svoboda scomparso dieci anni fa, cui la stagione è dedicata, e introduce il tema di quest’anno che è “Allievi e maestri”. Per i due nuovi allestimenti del 2012 il neodirettore artistico Francesco Micheli ha scelto due nomi emergenti del teatro italiano: Leo Muscato firma La bohème e Serena Sinigaglia Carmen.

 

I numeri

 

 

Rinnovare e mescolare i linguaggi, rivolgersi a un nuovo pubblico, coinvolgere la città e il territorio sono stati i primi impegni da direttore artistico di Francesco Micheli. E i primi dati presentati da Romano Carancini, presidente dell’Associazione Sferisterio e sindaco di Macerata, sono confortanti. Le prevendite hanno superato i 10.000 biglietti, gli studenti aderiscono all’iniziativa di apertura delle prove (circa 350 presenze alle due prove generali) e le le realtà istituzionali e produttive guardano con rinnovato interesse alla Stagione Lirica. Quarantatrè aziende e 8 Comuni hanno sostenuto la stagione.

 

Le anteprime

 

Il Festival è di fatto già cominciato: per diverse settimane Francesco Micheli ha dialogato con gli studenti delle scuole e università di Macerata per il ciclo “Incontra l’Opera” presentando il programma della stagione; e sempre Micheli lunedì 16 luglio ha presentato una conversazione pubblica al Teatro Lauro Rossi con i premi Oscar Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo, che avevano appena ricevuto dal sindaco Romano Carancini la cittadinanza onoraria.

 

Il Festival Off

 

L’attenzione ai giovani e in generale al nuovo pubblico la principale novità di questa stagione: il Festival Off che investirà la città con concerti, incontri e mostre. Per i più piccoli Micheli ha progettato un Flauto magico tascabile (7 agosto), gli adolescenti sono invitati agli appuntamenti di Opera Pop (dal 22 luglio). Alla musica antica è dedicato Nuvole Barocche diretto da Marco Mencoboni (25 luglio) mentre il primo agosto va in scena l’omaggio a Stefano Scodanibbio, a cura della Rassegna di Nuova Musica. Proseguono per il settimo anno gli Aperitivi Culturali (dal 20 luglio) in cui i temi della stagione lirica si intrecciano con la letteratura, la scienza e la filosofia: tra gli ospiti di quest’anno Angelo Foletto, Enrico Girardi, Carla Moreni, Giuseppe Scaraffia.

Un intero piano del sontuoso Palazzo Buonaccorsi è stato aperto per la prima volta al pubblico per accogliere la mostra “Violetta, Mimì, Carmen – Percorsi al femminile dallo Sferisterio ai Musei civici di Macerata ”, che avrà un’appendice nel palazzo della Prefettura, usualmente chiuso al pubblico.

 

Nel programma “Off” spiccano tre serate straordinarie: il 26, in collaborazione con Civitanova Danza, Trittico Novecento con Roberto Bolle; il 2 agosto Serata di stelle per Mario Del Monaco, una gala promosso da Giancarlo Del Monaco con Fiorenza Cedolins e Daniela Dessì, e il 9 agosto il la Notte dell’Opera che riempirà di musica il centro storico di Macerata.

 

La serata per Mario Del Monaco

 

Il 2 agosto lo Sferisterio ricorda il trentennale della scomparsa del leggendario tenore Mario Del Monaco con un gala cui prenderanno parte alcune delle voci più acclamate sui palcoscenici operistici internazionali. Macerata ha un legame particolare con Mario del Monaco, che fu tra i protagonisti della nascita della stagione lirica dello Sferisterio con un trionfale Otello di Verdi nel 1967.

Cinque soprani (tra cui Daniela Dessì e Fiorenza Cedolins), otto tenori (tra cui Roberto Aronica, la giovane stella emergente Jorge De Leon, Aquiles MachadoVladimir Galouzine), il basso Roberto Scandiuzzi, il mezzosoprano Anna Malavasi e il baritono Marco Di Felice hanno voluto partecipare gratuitamente a questa serata straordinaria ideata e curata da Giancarlo Del Monaco, figlio del grande tenore. Gianluca Martinenghi dirigerà la FORM, l’Orchestra Filarmonica Marchigiana in una scelta di arie del grande repertorio italiano.

 

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Il regista Leo Muscato: vi racconto la mia Bohème

Aderire all’opera originale, riuscendo nello stesso tempo a coinvolgere lo spettatore in una lettura nuova, capace di stupirlo, anche se conosce perfettamente la famosa storia dei bohèmien e di Mimì, da La Bohème di Giacomo Puccini. Il regista Leo Muscato usa un artificio, mira ad un pubblico nuovo e rimanda tutti allo Sferisterio. Per un finale forte, e a sorpresa.

 

Dai primi bozzetti de La Bohème si vedono i Fab Four in uno scenario decisamente beat. Cosa ne sarà dell’opera di Giacomo Puccini?

 

L’idea di fondo è quella di aderire alla qualità della vicinanza tra opera e spettatore, proprio come ha fatto lo stesso Puccini quando ha scritto La Bohème. L’ha ambientata nella Parigi di quarant’anni prima della messa in scena, per spettatori che ricordavano da vicino quell’epoca appena trascorsa. Un’epoca, quella della Francia del 1830, cruciale e carica di tensioni, caratterizzata da stravolgimenti politici e culturali. C’erano le barricate e i movimenti dei giovani che venivano dalla campagna con la voglia di sovvertire il potere costituito. Per rimanere molto vicini a questa idea, abbiamo deciso di non ambientare La Bohème in un’epoca così lontana, ma in un momento come quello delle rivolte studentesche della Parigi a cavallo tra la fine degli anni ’60 e l’inizio dei ’70, caratterizzata dallo stesso fervore culturale e rivoluzionario, con piazze stravolte e altrettanto cariche di tensioni contrapposte.

 

E quale prevede sarà la reazione del pubblico a questo duplice sfasamento temporale?

 

La mission del Macerata Opera Festival è quella di parlare ad un pubblico nuovo, più giovane, più aperto ai nuovi linguaggi. Ne La Bohèeme che portiamo in scena viene ricostruito un immaginario, con costumi, azioni e ambientazioni, che parlano ai ragazzi di oggi, i quali da un lato possono rivedersi nelle storie dei giovani bohemien rappresentati sul palco dello Sferisterio, e dall’altra rivedere in scena ciò che hanno sentito dai racconti dei loro genitori, visto che è raccontato uno spaccato della generazione precedente. Una generazione che ha vissuto la più grande rivoluzione del ‘900, purtroppo miseramente fallita per mano degli stessi rivoluzionari, molti dei quali hanno ceduto il passo a quella vita borghese che criticavano aspramente, mentre gli altri hanno virato verso la violenza becera della lotta armata. Una cosa tengo comunque a precisarla: questa lettura politica non toglie niente alla vicenda che viene raccontata da Puccini, dal momento che viene solo contestualizzazione in un’epoca diversa.

 

Come sarà rappresentata sul palco dello Sferisterio questa Boheme sessantottina?

 

L’opera prevede quattro quadri. Nel primo, i quattro protagonisti, presumibilmente studenti, sono nel loro loft, dove vivono in una condizione economica disagiata, ma molto fervida dal punto di vista culturale. Il secondo atto si svolge invece in una tipica discoteca anni ’70, molto colorata e molto bizzarra. Qui i ragazzi mangiano qualcosa ai tavoli, si baciano in un clima di grande promiscuità, e di libertà artistica e culturale. Questo atto è molto connotato dal punto di vista dei costumi e degli ambienti. Le capigliature bizzarre dei protagonisti, i loro abiti coloratissimi e fiorati, l’interno della discoteca, tutto curato nel minimo dettaglio per restituire allo spettatore quel clima, quel modo di essere molto spregiudicato. Da qui al terzo atto il clima cambia, e si entra nel vivo della contestazione giovanile, che marchia in modo importante questo spettacolo. Elemento centrale diventa il grande muro dello Sferisterio. Qui operai e studenti si mescolano e protestano contro i padroni, impostando un discorso politico contro le brutture della vita in fabbrica, contro la tossicità dei gas che vi si respirano, e che sono responsabili del male di Mimì. Si vedrà una fabbrica occupata, operai in un capannello, poliziotti in tenuta antisommossa, san pietrini a testimoniare lo scontro in atto. Immagini belle di quello che fu il maggio parigino. Infine il quarto atto, il momento dei saluti che racconta il passaggio dalla gioventù alla maturità per questi ragazzi. Sono stati cacciati da Benoit, fanno un trasloco tra scatoloni, e giunge loro la notizia che Mimì sta male. E qui il colpo di scena, molto forte e altrettanto fedele allo spirito dell’opera di Giacomo Puccini. Ma lo lasciamo allo spettatore che verrà allo Sferisterio il 21 e 27 luglio e il 5 e 10 agosto.

 

Lei viene dal teatro di prosa, come ha affrontato l’opera lirica, e quale scenario si prefigura per il futuro della lirica in Italia?

 

Ho affrontato questa rappresentazione operistica con lo stesso approccio con il quale studio per la prosa. Ho studiato l’ambientazione del 1830 parigino, erano anni di fuoco, con la monarchia che cedeva il passo alla repubblica. Non ci sono tracce nell’opera di questo. Per cui l’unico obiettivo che avevo io come regista era raccontare questa come fosse un’opera nuova, anche se la sua storia, la sua trama è nota a tutti. E come catalizzare l’attenzione, come stupire lo spettatore con le cose che vengono raccontate? E soprattutto come coinvolgere quel pubblico di ventenni, venticinquenni, vitale per questo mondo? Micheli si è rivolto a registi che hanno come obiettivo di parlare un linguaggio fresco e non convenzionale. È una sfida che abbiamo accettato, con progetti belli e complessi, e soprattutto non costosi. Perchè un’altra delle prerogative che ci mipone quest’epoca è di razionalizzare risorse economiche. E’ un’altra sfida che accettiamo, perchè sappiamo che nell’essenza possa essere la necessità di fare questo mestiere.

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Sponsor Macerata Opera Festival: obiettivo raggiunto

MACERATA 17/07/12 – “Abbiamo raggiunto il primo obiettivo”. E‘ raggiante il presidente dell’Associazione Arena Sferisterio e sindaco di Macerata Romano Carancini quando afferma il traguardo dei 250mila euro raccolti grazie agli sponsor. “Questo dato ci dà la conferma che nonostante il periodo oggettivo di crisi economica – prosegue – , le aziende del territorio investono ancora nella cultura. Il primo ringraziamento va agli imprenditori che hanno scelto di stare al nostro fianco in questo nuovo percorso”. Quarantatrè imprese e otto Comuni del maceratese hanno offerto il loro sostegno alla stagione lirica 2012 firmata dal nuovo direttore artistico Francesco Micheli.
Main sponsor del Macerata Opera Festival è Banca Marche, mentre come major partner si riconfermano Gabrielli e Apm. La novità dell’anno è il Festival Off ed il suo main sponsor: F.lli Simonetti. Proprio il Festival Off evidenzia quanto il privato sia interessato a progetti forti e innovativi. La rassegna che accompagna la stagione lirica e che animerà la città dal 20 luglio al 12 agosto attraverso mostre, spettacoli, concerti, reading lungo le vie del centro è quasi completamente finanziata dai privati. La stagione lirica, sostenuta da Ministero per i Beni e le attività culturali, Regione Marche, Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia di Macerata, Camera di Commercio Macerata, Società Civile dello Sferisterio, vede anche la presenza di Clementoni, UniCredit, Cofely, Romcaffè, Val di Chienti S.C.p.A, Confindustria Macerata, Rainbow, Orim, IFI – Informazioni Finanziarie Immobiliari. Supporter sono Paci, Tombolini, EFI, AON, Cosmari, Eurosuole s.p.a., Dinamica, Plados, Contram, Poltrona Frau, Nuova Simonelli. Official car offerte da ViaVai s.p.a, mentre media partner è Classica. I fornitori tecnici sono Borgo Paglianetto, Kitch&n Art, FBT, Med Store, Ètv Macerata, Specchiopiuma, Pellegrini Garden; mentre i partner tecnici sono UniMC, UniCam, e-Lios e Task. Si aggiungono anche gli ordini professionali (Confartigianato imprese di Macerata, CNA, Collegio Provinciale Geometri e Geometri Laureati di Macerata, Consulenti del Lavoro Consiglio Provinciale di Macerata, ODCEC, Ordine degli Avvocati di Macerata) e otto Comuni (Camerino, Porto Recanati, Corridonia, Recanati, Monte San Giusto, Pioraco, Tolentino, Urbisaglia). Le buone notizie arrivano anche sul fronte del botteghino. Dopo i dati parziali del 30 giugno scorso, in cui era stata annunciata la vendita di 7847 biglietti (+4,21% rispetto al 2011), i primi 15 giorni di luglio registrano ulteriori vendite di 2000 unità che lasciano ben sperare per il proseguo della stagione.

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Domani l’apertura del Festival con Dante Ferretti

Macerata sta concludendo i preparativi per il Ferretti – Lo Schiavo Day, per accogliere con entusiasmo uno tra i suoi più illustri cittadini, Dante Ferretti, e la sua consorte, nonché collaboratrice storica nel lavoro scenografico, Francesca Lo Schiavo. La celebre coppia di scenografi, infatti, più volte premi Oscar, il prossimo 16 luglio, saranno i protagonisti indiscussi di due appuntamenti d’eccezione organizzati in loro onore dall’Amministrazione comunale e dall’Associazione Sferisterio.

 

Il tributo della città ai coniugi Ferretti – Lo Schiavo  inizierà alle ore 19 quando la seduta del Consiglio comunale verrà interrotta per conferire ai due artisti la cittadinanza onoraria. “L’elevato riconoscimento è un tributo alle persone e alla loro carriera – afferma il sindaco Romano Carancini – per le loro grandi capacità artistiche che li hanno portati sulla vetta più alta del mondo cinematografico. A Dante Ferretti e a Francesca Lo Schiavo attribuiamo questo riconoscimento anche per il loro essere ambasciatori nel mondo della nostra città”.

 

Nel corso della cerimonia in Municipio il sindaco Romano Carancini consegnerà ai coniugi Ferretti una pergamena con le motivazioni dell’onorificenza e con l’attestazione del primo cittadino che, in esecuzione della volontà del Consiglio Comunale, conferisce la cittadinanza onoraria.

 

In serata, alle 21.30, sarà il teatro Lauro Rossi ad ospitare lo scenografo tre volte premio Oscar Dante Ferretti, insieme alla moglie Francesca Lo Schiavo, per la serata di apertura del Macerata Opera Festival.Insieme a loro il direttore artistico Francesco Micheli per ripercorrere la carriera di due scenografi a partire dai maestri e dai registi con i quali ha collaborato Ferretti: Pier Paolo Pasolini, Marco Bellocchio, Elio Petri, Luigi Comencini, Ettore Scola, Franco Zeffirelli, fino a Federico Fellini, maestro anche di Francesca Lo Schiavo.

 

Proprio allo Sferisterio Dante Ferretti ha fatto il suo debutto alla regia lirica, il 25 luglio 2008, portando in scena Carmen, opera che quest’anno viene riproposta con la direzione di Serena Sinigaglia, seconda donna nella storia dell’arena a ricoprire questo ruolo. In quella regia del 2008, Ferretti ha ambientato la storia nella Spagna franchista degli anni ’30, e le scene e i costumi, molto austeri, sono ispirati ai film di grandi maestri del cinema come Rossellini e De Sica.

 

Il tema del Macerata Opera Festival, “Allievi e Maestri” sarà sviluppato attraverso contributi video che ripercorrono i vari passaggi della carriera e i più grandi successi del duo Ferretti-Lo Schiavo. La serata è ad ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria presso la biglietteria dei teatri. Info allo 0733/230735.

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L’Accademia di Belle Arti di Macerata all’Opera

MACERATA 11/07/12 – Una stagione lirica speciale quella che sta prendendo forma allo Sferisterio. I tanti pezzi del “puzzle” si stanno incastrando per essere perfetti tra una settimana, quando La Traviata degli specchi segnerà il debutto del festival. Un dato è certo: il coinvolgimento del territorio in questa edizione è stato molto rilevante. Il Macerata Opera Festival ha portato la lirica in dodici scuole medie superiori della provincia e in luoghi insoliti e inaspettati, come il carcere di Barcaglione. I due Atenei di Camerino e Macerata sono stati in prima fila e hanno organizzato eventi per far incontrare gli studenti con il direttore artistico Francesco Micheli. Non fa eccezione l’Accademia delle Belle Arti di Macerata che da anni collabora con lo Sferisterio e che quest’anno ha contribuito in maniera importante nella produzione artistica. Andrea Montani, Chiara Gagliardini, Marta Bontempi, Hisako Mori, Maria Miralles, Nerea Sanjuan, Silvia Sturba, Paolo Andrenucci, Luca Baleani, Beatrice Livi, Roberta Ulissi, Elisa Accattoli, Tiziana Patrizi, Lucia Mengoni, Michela Oddis, Agnese Burini, Laura Patrizi, Yasmina Merkus, Ana Doreste, Veronica Longo, Monia Carucci, sono i nomi dei ventuno studenti, coordinati dai due docenti responsabili, Enrico Pulsoni e Pierfrancesco Giannangeli, che hanno preso parte alla realizzazione della scenografia della Bohème. Oltre a loro, altri ragazzi dell’Accademia delle Belle Arti, hanno avuto la possibilità di fare questa esperienza nei settori del palcoscenico e del trucco, in sartoria e in attrezzeria. Per gli studenti dell’Accademia, così come per tutti gli altri studenti iscritti a scuole ed atenei maceratesi e a quelli residenti nella nostra provincia, c’è la possibilità di assistere alle prove generali delle tre opere in cartellone, martedì 17 (La Traviata), mercoledì 18 (La Bohème) e giovedì 19 luglio (Carmen). Gli studenti interessati possono già presentarsi in biglietteria esibendo il libretto universitario o un documento che attesti l’iscrizione ad un istituto scolastico superiore. Per le recite in cartellone, invece, sono previste agevolazioni.

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Il festival esce dallo Sferisterio e invade la città

MACERATA 10/07/12 – Il Festival esce dallo Sferisterio e coinvolge la città: invade i teatri, le strade, i cortili, le piazze. L’opera, terreno naturale di incontro e convergenza tra le arti, dialoga con la letteratura, la filosofia, l’arte, la musica contemporanea, la canzone. E lo fa rivolgendosi a tutti: dai bambini che saranno il pubblico di domani, ai giovani che possono identificarsi al meglio nelle storie estreme di Violetta, Mimì e Carmen, a tutti i cittadini e agli ospiti di Macerata, attraverso spettacoli, concerti incontri, mostre e conferenze che dal martedì alla domenica dimostreranno la vitalità e l’attualità della tradizione del melodramma.
“Abbiamo voluto portare la magia dello Sferisterio fuori dall’arena – ha affermato il direttore artistico Francesco Micheli, durante la presentazione di questa mattina nel foyer del teatro Lauro Rossi -. Con le associazioni culturali abbiamo intessuto un rapporto che vogliamo duri negli anni. Ogni giorno della settimana che precede le serate in arena sarà come un settimana santa laica che esploderà allo Sferisterio e che avrà una proposta per ogni palato. Un grazie al main sponsor che, come i mecenati di molti anni fa, ha deciso di sostenere un progetto culturale come il nostro”.
L’iniziativa, che prende forma per il primo anno a Macerata, infatti, è sostenuta quasi interamente dai privati. Main sponsor è F.lli Simonetti Spa. Gli altri sostenitori sono: Gabrielli spa, Clementoni spa, Unicredit Banca, Confartigianato di Macerata, Ordine dei Commercialisti della provincia di Macerata, Consulenti del lavoro della provincia di Macerata, Ordine dei Geometri e degli Avvocati della provincia di Macerata.
“Abbiamo risposto subito con interesse alla partnership che ci è stata proposta dall’Associazione Sferisterio – dichiara Alberto Simonetti, titolare dell’impresa che porta il suo nome – che con il Festival Off offre una opportunità importante alla cultura del territorio. Anche il privato soffre, ma dobbiamo ripartire. Ripartire proprio dalla cultura, dall’arte. Per questo ci crediamo, per questo la sosteniamo”. E un riconoscimento arriva anche dal presidente dell’Associazione Sferisterio Romano Carancini che sostiene come “il Festival Off sia la grande novità della stagione che può aprire scenari interessanti e varie progettualità”. Concorda l’assessore provinciale alla Cultura Massimiliano Bianchini che sottolinea l’importante collaborazione tra il pubblico ed il privato, “possibile solo laddove c’è un progetto forte e valido”.
Ecco la proposta culturale del Festival Off. Il martedì è “Young”: la serata dei bambini, con il “Flauto magico tascabile”, i laboratori e giochi musicali, e il concerto del Coro Pueri Cantores di Macerata “A Night at the opera”. Per i giovani il ciclo “Opera Pop”: tre appuntamenti dedicati al rapporto tra la grande tradizione operistica e la canzone e la musica pop. I titoli spiegano tutto: Da Verdi a Mina; Da Puccini a Morricone e Da Bizet a Brel. Il Mercoledì è “Mania”. Il Teatro Lauro Rossi ospita tre concerti: apre il 25 luglio la musica antica con “Nuvole Barocche”, un concerto diretto da Marco Mencoboni; il 1° agosto un omaggio a Stefano Scodanibbio, il geniale contrabbassista maceratese scomparso all’inizio dell’anno, a cura di Rassegna Nuova Musica; infine l’8 agosto Andrea Concetti festeggia con il recital “Vent’anni all’Opera” i suoi primi due decenni di carriera.
Il giovedì è “Extra” e prevede tre grandi momenti: lo spettacolo di Roberto Bolle, la serata di gala in omaggio a Mario Del Monaco e la Notte dell’Opera. Nel corso del fine settimana anche gli “Aperitivi culturali” organizzati da Sferisterio Cultura (a mezzogiorno agli Antichi Forni) in cui artisti, giornalisti e filosofi indagano i temi della stagione lirica. Alle 19, invece, il centro storico si anima con i Reading con musica dal vivo di “Pomeridiana”, a cura di Adam – Accademia delle Arti Macerata.
Negli ultimi tre giorni del Macerata Opera Festival (10-11-12 agosto) nella proposta culturale si inseriscono anche i concerti “Voci d’organo”, alle 18 alla Basilica di S. Maria della Misericordia, in collaborazione con Marche Organi e Coro Lirico Marchigiano “Bellini” (progetto “Refresh!”, a cura del Consorzio Marche Spettacolo).
Il percorso del Festival Off è completato da due mostre: dal 14 luglio al 30 settembre i Musei civici di palazzo Buonaccorsi ospiteranno “Violetta, Carmen, Mimì – Percorsi al femminile dallo Sferisterio ai musei civici di Macerata”, mentre l’Accademia delle Belle Arti di Macerata propone “Anti-Accademica”, un programma di installazioni in centro storico dal 17 luglio al 12 agosto. La maggioranza delle manifestazioni è ad ingresso gratuito per consentire la massima partecipazione. IN FOTO: Francesco Micheli, Romano Carancini, Massimiliano Bianchini, Alberto Simonetti

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Sinigaglia: vi racconto la mia Carmen ecosostenibile

MACERATA 09/07/12 – Nessuna concessione al folklore patinato. Nessuno scimmiottamento di stereotipi spagnoli. Nessuna edulcorazione della realtà, nuda e cruda, di un’opera lirica che deve recuperare la sua profonda carnalità, per prendere lo spettatore allo stomaco, al cuore, alle viscere. Per coinvolgerlo. Solo transenne e realismo. La regista Serena Sinigaglia, seconda regista donna nella storia dello Sferisterio, scava nella profondità dell’opera di George Bizet, spoglia la Carmen di orpelli e cala la rappresentazione nel 21° secolo, un’epoca difficile in cui l’opera deve essere da esempio, cambiare e far cambiare.

 

Da dove è partita per rappresentare un’opera di fine ottocento, oggi, nel 2012?

 

Quando vuoi fare qualcosa che resti, è necessario collegare in una sintesi artistica antico e contemporaneo. E per farlo avevo bisogno di togliere tutto ciò che mi impediva di andare alla radice più profonda dell’opera. Perché Carmen oggi ha bisogno di ritornare alla carnalità, all’efficacia del gesto scenico che possa emozionare, colpire in modo diretto. Muovere il cuore. Niente folklore quindi, nessun riferimento alla Spagna patinata o agli zingari stereotipati. Gli zingari sono zingari in una periferia degradata; Don Josè è un violento, mentalmente disturbato, e Carmen è una zingara, ladra e puttana. Non bella dal punto di vista dei canoni estetici, ma irresistibile, perché carismatica e con una capacità seduttiva innata, dotata di un erotismo animale, cupo e puro insieme.

 

Come sarà rappresentata questa seducente Carmen sul palco dello Sferisterio?

 

Ho studiato a fondo quest’opera, i suoi personaggi e le ambientazioni. Fino a scovare in Spagna una comunità gitana. E’ la più grande del mondo e si trova alla periferia di Siviglia, in una Chabola, ossia la baraccopoli ai margini della città. Dall’immaginario delle chabolas ho tratto gli spunti per costumi e scenografia, mettendo il tutto in grande sintonia con lo Sferisterio. Il sapore di una periferia disagiata e disastrata poteva essere perfettamente rappresentata in uno spazio come il palco dell’arena di Macerata, a partire dall’immagine forte del muro che segna un confine ideale tra il mondo civile, borghese e civilizzato, e il palco, che rappresenta la periferia del mondo, che crepa di fame a livelli indecenti. Un pezzo di muro è rotto e sul pavimento solo macerie e detriti da degrado urbano, cumuli di intonaci su ghiaia. L’unico elemento modulare che simboleggia il conflitto tra gli opposti, che si fronteggiano sul palco e nell’intimità dei personaggi, sono le transenne. Tutta Carmen in una settantina di transenne, arrugginite e invecchiate, che vanno a definire le geometrie dei luoghi, fino a scomparire nel quarto atto. Nessuna scena fissa, con elementi che evocano distanze e conflitti. E’ difficile fare teatro così, perché è l’elemento umano che evoca un’azione.

 

Quanto è importante il ruolo dell’elemento umano nelle sue rappresentazioni.

 

La differenza tra bello spettacolo e brutto lo fa proprio l’elemento umano, la sua creatività e la capacità di costruire relazioni tra le persone legate da un’urgenza comune. Non si fa questo mestiere solo per guadagnare, ma perché vuoi donare all’altro. In questa ottica, il dato economico smette di essere ricattatorio. La mia generazione deve affrancarsi dal ricatto del danaro. Tutto il festival sta lavorando con ritmi e condizioni economiche che soltanto cinque, sei anni fa sarebbe stato impensabile. Una singola rappresentazione sarebbe costata tanto quanto l’intero festival 2012. Proprio per questo mi piace pensare che qui siamo i primi a ribaltare il discorso. L’opera lirica è sempre stata la regina ricca degli spettacoli dal vivo. Ed è bello e giusto che proprio la lirica cerchi una risposta gioiosa e rivoluzionaria alla crisi economica in corso. Con una rivoluzione che parte dal sacrificio degli artisti, e che sia da esempio ai più giovani.

 

Rientra in questa ottica quello che lei definisce uno spettacolo eco-sostenibile?

 

Già, vogliamo dimostrare che si può fare grande teatro, mettendoci grande cuore, grande pancia e grande testa. Faccio parte di quella generazione che ha ereditato sperperi vergognosi, inutili e spesso ingiusti, differenziazioni di trattamento inaccettabili. E oggi ci troviamo di fronte a due scelte: finire di usare quel poco che c’è; oppure tentare di fare una cosa diversa, provare con i pochi mezzi che ci sono a rilanciare un mondo, con un altro modo di lavorare, un’altra forma mentis, che non consumi ma rigeneri. Noi italiani diamo il meglio nelle situazioni drammatiche. Qui, allo Sferisterio, nel 2012, vogliamo riportare tutto a terra, ribaltando l’assioma che vuole da sempre che un bello spettacolo sia anche costoso. Non sprecheremo risorse inutilmente, e permetteremo a questo festival di durare per sempre.

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Cari Amici dello Sferisterio,

domani lunedì 9 luglio va in scena l’anteprima del Macerata Opera Festival. Al teatro romano Helvia Recina (Villa Potenza, Macerata) in programma un vero e proprio trailer della stagione lirica con arie e concertati delle opere in cartellone. Leggi tutto

 

 

Dante Ferretti ospite a Macerata. Appuntamento lunedì 16 luglio con Francesca Lo Schiavo e Francesco Micheli per un incontro/dibattito sul tema “Allievi e Maestri” al Teatro Lauro Rossi. Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria in biglietteria. Leggi tutto

 

 

Buoni i dati del botteghino al 30/06 e taglio rigoroso alle gratuità. Leggi tutto

 

 

Studenti protagonisti del Macerata Opera Festival con il progetto “Incontra l’opera”. Agli interessati un posto al prezzo di 5 euro per le prove generali del 17-18-19 luglio da acquistare in biglietteria. Leggi tutto

 

 

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Domani al teatro Helvia Recina la Festa dell’Opera

Domani è il giorno dell’anteprima del Macerata Opera Festival. Palcoscenico suggestivo per quello che sarà un vero e proprio trailer di presentazione della stagione lirica “Allievi e Maestri”. Al teatro romano di Helvia Recina, alle ore 21.30 andrà in scena la Festa dell’Opera, con arie e concertati tratti dalle tre opere in cartellone – La Traviata, La Bohème e Carmen –  interpretati dai protagonisti della stagione: cantanti, pianisti e la banda Salvadei Brass.

Si parte dalla Traviata, recita che apre il Festival il 20 luglio, con il valzer del primo atto eseguito dal complesso Salvadei Brass su arrangiamento di Yuri Valenti. Quindi due arie del secondo atto: “Lunge da lei… De’ miei bollenti spiriti… Oh mio rimorso…” interpretata dal tenore Ivan Magrì e “Di Provenza il mare e il suol” che vede esibirsi il baritono Luca Salsi.

Spazio nuovamente alla Salvadei Brass che propone per la Bohème: “La ritirata” (finale secondo quadro). Seguono: “La banca di Francia” (Racconto di Schaunard) che vede protagonista il baritono Andrea Porta, “Mimì … Speravo di trovarti qui” con il soprano Aurora Tirotta e il baritono Damiano Salerno e “Quando me’n vo” (Valzer di Musetta) con il soprano Yuliya Poleschuk.

La notte dell’Opera si chiude con Carmen introdotta sempre dalla Salvadei Brass (Suite dall’opera, Arrangiamento di Roger Harvey). Il programma prevede: “Votre toast” con il baritono Gezim Myshketa, “J’ai dis que rien ne m’épouvante” con il soprano Alessandra Marianelli e “Nous avons en tête une affaire” con i mezzosoprani Veronica Simeoni e Gabriella Sborgi, con il soprano Pervin Chakar, il tenore Stefano Ferrari e il baritono Cristiano Palli.

La Salvadei Brass è composta da Michele Pancotto, Mario Biancucci, Andrea Mennichelli, Marco Gasparrini, Alessandro Fraticelli, Eugenio Gasparrini, Simone Tisba, Alberto Pedretti, Diego Copponi, Davie Beato e Yuri Valenti. Gli artisti sono accompagnati dai pianisti Meri Piersanti (La Traviata), Andrea Del Bianco (La Bohème) e Cesarina Compagnoni (Carmen).

L’evento è anticipato da una serie di aperitivi ispirati dalle tonalità delle tre opere rappresentate allo Sferisterio. Nell’area dell’antistadio, dalle 20.30 in poi, l’Eurobar, Caffè per caso, Caffè Novecento, La Cimarella, Sole e Luna, Bar G&P, i locali che hanno partecipato all’iniziativa proporranno agli ospiti cocktail a tema. Diverse le associazioni che collaborano all’iniziativa: dall’associazione Pro loco di Villa Potenza all’Associazione commercianti, passando per il Comitato festeggiamenti di Villa Potenza, C.B. Tigrotto, Helvia Recina calcio e Helvia Recina Volley.

Sull’onda emotiva e suggestiva del concerto, il mercoledì successivo, 11 luglio, sempre all’interno del teatro romano, si svolgerà l’incontro: “Helvia Recina: raccontando al tramonto”, con il professor Gianfranco Paci, docente di storia e preside di facoltà dell’Università di Macerata, che terrà una conferenza sulla storia dell’area archeologica di Helvia Recina. Ad arricchire la serata, letture sul teatro romano e la musica di un flauto.

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