Introduzione del direttore artistico Pier Luigi PizzziIntroduzione del direttore artistico Pier Luigi PizzziIntroduzione del direttore artistico Pier Luigi Pizzzi

05 Luglio 2010

Nobili ideali guidano le scelte artistiche dello Sferisterio Opera Festival 2010 a cominciare dal tema “A maggior gloria di Dio”, per celebrare il quarto centenario della morte di Padre Matteo Ricci, maceratese, gesuita, missionario in Cina, scienziato, letterato, uomo di fede. In suo onore il Festival aprirà il 29 luglio con il Vespro della Beata Vergine di Monteverdi, pubblicato nel 1610. Seguiranno due progetti paralleli: uno allo Sferisterio e uno al Teatro Lauro Rossi, entrambi basati su un principio di forte unità stilistica.Nobili ideali guidano le scelte artistiche dello Sferisterio Opera Festival 2010 a cominciare dal tema “A maggior gloria di Dio”, per celebrare il quarto centenario della morte di Padre Matteo Ricci, maceratese, gesuita, missionario in Cina, scienziato, letterato, uomo di fede. In suo onore il Festival aprirà il 29 luglio con il Vespro della Beata Vergine di Monteverdi, pubblicato nel 1610. Seguiranno due progetti paralleli: uno allo Sferisterio e uno al Teatro Lauro Rossi, entrambi basati su un principio di forte unità stilistica.Nobili ideali guidano le scelte artistiche dello Sferisterio Opera Festival 2010 a cominciare dal tema “A maggior gloria di Dio”, per celebrare il quarto centenario della morte di Padre Matteo Ricci, maceratese, gesuita, missionario in Cina, scienziato, letterato, uomo di fede. In suo onore il Festival aprirà il 29 luglio con il Vespro della Beata Vergine di Monteverdi, pubblicato nel 1610. Seguiranno due progetti paralleli: uno allo Sferisterio e uno al Teatro Lauro Rossi, entrambi basati su un principio di forte unità stilistica.

Il primo è incentrato su tre noti melodrammi del XIX secolo: Faust di Gounod, La forza del Destino e I Lombardi alla prima crociata di Verdi. Tanti i punti di contatto fra le tre opere, a cominciare dall’eterno conflitto tra il bene e il male e dalla conclusione sempre edificante. Cercherò io stesso di assicurare la continuità narrativa dei tre titoli, con la mia regia, il comune dispositivo scenico e i costumi.

Il secondo progetto è un dittico ideato da Massimo Gasparon, che ne curerà regia, scene e costumi: Juditha triumphans di Vivaldi e Attila di Verdi. Si tratta di due opere distanti nel tempo, ma di sorprendente affinità nell’impianto musicale e nello sviluppo delle trame. Attila sarà proposto in una forma “cameristica”, così che i due titoli abbiano uno stesso stile rappresentativo e possano vivere nello stesso dispositivo scenico.

Cinque opere di alto significato si affiancano al magnifico oratorio monteverdiano, in un insieme di forte coerenza e di grande livello qualitativo garantito dalla presenza di artisti di fama consolidata accanto a giovani talenti.

Con la passione e l’entusiasmo, che non frenano di fronte alle tante difficoltà, permane immutato l’impegno culturale, che è stato ed è lo scopo principale mio e di tutti i miei collaboratori.

Il primo è incentrato su tre noti melodrammi del XIX secolo: Faust di Gounod, La forza del Destino e I Lombardi alla prima crociata di Verdi. Tanti i punti di contatto fra le tre opere, a cominciare dall’eterno conflitto tra il bene e il male e dalla conclusione sempre edificante. Cercherò io stesso di assicurare la continuità narrativa dei tre titoli, con la mia regia, il comune dispositivo scenico e i costumi.

Il secondo progetto è un dittico ideato da Massimo Gasparon, che ne curerà regia, scene e costumi: Juditha triumphans di Vivaldi e Attila di Verdi. Si tratta di due opere distanti nel tempo, ma di sorprendente affinità nell’impianto musicale e nello sviluppo delle trame. Attila sarà proposto in una forma “cameristica”, così che i due titoli abbiano uno stesso stile rappresentativo e possano vivere nello stesso dispositivo scenico.

Cinque opere di alto significato si affiancano al magnifico oratorio monteverdiano, in un insieme di forte coerenza e di grande livello qualitativo garantito dalla presenza di artisti di fama consolidata accanto a giovani talenti.

Con la passione e l’entusiasmo, che non frenano di fronte alle tante difficoltà, permane immutato l’impegno culturale, che è stato ed è lo scopo principale mio e di tutti i miei collaboratori.

Il primo è incentrato su tre noti melodrammi del XIX secolo: Faust di Gounod, La forza del Destino e I Lombardi alla prima crociata di Verdi. Tanti i punti di contatto fra le tre opere, a cominciare dall’eterno conflitto tra il bene e il male e dalla conclusione sempre edificante. Cercherò io stesso di assicurare la continuità narrativa dei tre titoli, con la mia regia, il comune dispositivo scenico e i costumi.

Il secondo progetto è un dittico ideato da Massimo Gasparon, che ne curerà regia, scene e costumi: Juditha triumphans di Vivaldi e Attila di Verdi. Si tratta di due opere distanti nel tempo, ma di sorprendente affinità nell’impianto musicale e nello sviluppo delle trame. Attila sarà proposto in una forma “cameristica”, così che i due titoli abbiano uno stesso stile rappresentativo e possano vivere nello stesso dispositivo scenico.

Cinque opere di alto significato si affiancano al magnifico oratorio monteverdiano, in un insieme di forte coerenza e di grande livello qualitativo garantito dalla presenza di artisti di fama consolidata accanto a giovani talenti.

Con la passione e l’entusiasmo, che non frenano di fronte alle tante difficoltà, permane immutato l’impegno culturale, che è stato ed è lo scopo principale mio e di tutti i miei collaboratori.

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