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Ultima recita di Nabucco e la guerra per l’acqua

08 Agosto 2013

MACERATA 08/08/2013 – Due recite prima di archiviare questa 49ª stagione lirica ma prima di arrivare allo Sferisterio alle 21, la giornata è ricca di eventi in città. Si parte già da mezzogiorno, agli Antichi Forni, con gli Aperitivi Culturali a cura di Sferisterio Cultura. Ospite di domani Elio Matassi, docente ordinario di Filosofia morale all’Università di Roma Tre, musicologo e studioso di estetica: le sue più recenti ricerche vertono sulla filosofia della musica moderna e contemporanea. Matassi ha anche elaborato un’originale teoria dell’ascolto, all’interno della quale svolge un ruolo centrale la figura di Wolfgang Amadeus Mozart, il “più ascoltante tra gli ascoltanti”. Il professore tiene una conferenza su Va’ pensiero e il nazionalismo musicale.

Alle 18 continuano nel Parco di Villa Cozza i concerti del ciclo Fiori Musicali con la Form – Orchestra Filarmonica Marchigiana. L’esibizione odierna prevede un concerto per arpa e violino, Arie e canzoni d’amore, con celebri arie tratte dalle opere di Verdi, Puccini, Bizet, Mozart ed altri. Alle 19 Pomeridiana, la rassegna curata da ADAM Accademia per il Festival Off, con una panoramica sulle città simbolo dell’abbattimento di un muro, reale o ideale che sia. Questa volta tocca a Santa Clara, la città simbolo della Rivoluzione cubana. In Santa Clara, contro la dittatura si esibiscono i flauti del Quartetto Piceno alternandosi alle letture di Roberta Sarti.

Alle 21, ultima occasione per vedere in scena il Nabucco di Giuseppe Verdi con la regia di Gabriele Vacis, giunto alla sua quinta ed ultima replica. Dopo un avvio criticato, l’opera ha saputo convincere anche i detrattori più accaniti. La rilettura contemporanea dell’opera fatta dal regista, affilata e critica, mette al centro l’Uomo oltre ogni interesse politico, religioso o economico. Molte le provocazioni calate sul palco. I nuovi emarginati, non sono più gli ebrei, ma gli immigrati di Lampedusa, icone di una ricerca ideale della terra e di una promessa difficile da mantenere: sono loro ad essere in scena nel momento clou del Va’ pensiero. L’allestimento di Roberto Tarasco, che ha curato anche costumi e luci, profetizza le guerre future, con le mura di Gerusalemme composte interamente di bottiglie di acqua, nuovo simbolo, dopo oro e petrolio, di un potere che schiaccia. Le armi in mano ad Ebrei e Babilonesi sono pistole e fucili. I costumi diventano divise militari, tanto che resta solo una differenza cromatica, quella tra il blu e il rosso dei fazzoletti, a separare due ideologie agli antipodi, ma accomunate nella guerra da tanti aspetti.

Sul palco Luca Salsi (Nabucco), Valter Borin (Ismaele), Giorgio Giuseppini (Zaccaria), Gabriella Sborgi (Fenena), Virginia Tola (Abigaille), Francesco Facini (il Gran Sacerdote), Enrico Cossutta (Abdallo) e Anna Maria Stella Pansini (Anna). La direzione è affidata ad Antonello Allemandi; l’orchestra è la Filarmonica Marchigiana. Il quadro si completa con il Coro Lirico Marchigiano “V. Bellini” e la Banda “Salvadei” Città di Macerata.

IN FOTO Gabriella Sborgi interpreta Fenena (foto Alfredo Tabocchini)