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La Traviata “degli specchi” a Muscat

17 Ottobre 2013

MUSCAT 16/10/2013 – La grande macchina si è avviata. Per questo spettacolo più che ventennale è l’ennesima ripresa dentro e fuori dallo stivale. Eppure questa volta è per molti versi una prima volta.Mettere in scena in un paese di cultura arabo la storia di un prostituta minorenne nel tourbillion parigino non è scontato e la dice lunga sull’atteggiamento di apertura culturale del Sultano Qaboos, il quale – da quanto ho inteso – ha fortemente voluto tale titolo nella stagione del suo teatro.

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La donna qui vive una condizione appartata, ma non subordinata, basti pensare che il ministro dell’università – presidente del ROHM – è donna. La sera si vedono per strada quasi esclusivamente uomini che passeggiano, mano nella mano, con una morbidezza che per loro è solo espressione di cameratismo; in generale la morale regola il comportamento di ognuno in maniera rigorosissima, fino alla totale assenza di bevande alcoliche come prescrive il Corano. Un panorama a dir poco antitetico rispetto a quello che si apre nel salotto corrotto di Violetta, dove lo champagne scorre a fiumi e le spalline degli abiti cadono facilmente.

Diario dall'Oman

Quando ci è stato detto mesi or sono che sarebbe stato inaccettabile il tappeto del primo atto, album fotografico di meretrici fin de siècle più o meno nude, pensai che tale censura fosse una grave menomazione per il lavoro. Lo spettacolo di Henning Brockhaus e Josef Svboda ci permette di spiare lo sbando di quel mondo, raddoppiando tutto grazie allo specchio guardone che mette a nudo non tanto i corpi quanto le dinamiche corrotte e bestiali tra le persone. Questo è il vero scandalo della Traviata. Con o senza donnine. Questa è la potenza senza confini di tempo e di spazio dell’arte di Verdi che ci rende fieri di essere qui in Oman. Ché poi a dirla tutta, il tappeto che sostituisce quello dei “nudi” è proprio bello, come vedete dalla foto.

Francesco Micheli