Iscriviti alla newsletter

Dal 20 luglio al 14 agosto 2012 una città intera si veste a Festival: tre opere, 12 spettacoli all’Arena Sferisterio e un ricco programma di eventi per il Festival Off.

24 Febbraio 2012

In programma La Traviata di Verdi, La Bohème di Puccini e Carmen di Bizet,
per una stagione rinnovata dedicata al magistero del grande scenografo Josef Svoboda nel ventennale della sua “Traviata degli specchi” e nel decennale della morte.

Il Macerata Opera Festival – Arena Sferisterio 2012, festival lirico conosciuto e amato dai melomani di tutto il mondo, si svolgerà dal 20 luglio al 14 agosto 2012, nella suggestiva cornice dello Sferisterio, sotto la direzione artistica del regista Francesco Micheli.

Apre il Festival La Traviata di Giuseppe Verdi, cui seguiranno La Bohème di Giacomo Puccini e Carmen di Georges Bizet. Dodici serate, quattro repliche per ciascun titolo nei fine settimana, cui si aggiunge il ricco programma di concerti, spettacoli, performances e mostre per il Festival Off. L’intera città diventa il palcoscenico di una grande festa della musica e del teatro.

Promossa ed organizzata dall’Associazione Arena Sferisterio, costituita dal Comune di Macerata e dalla Provincia di Macerata, la stagione lirica giunge quest’anno alla 48^ edizione, rinnovata nel nome e nell’immagine. Un Festival a vocazione internazionale per la qualità delle proprie produzioni ma con un’attenzione sensibile verso il territorio e i giovani: i titoli in cartellone sono classici immortali, visti con uno sguardo aggiornato alla contemporaneità. Il Festival si sviluppa su quattro settimane: ogni giorno proposte diverse per un pubblico vasto ed eterogeneo che culminano ogni fine settimana con le tre opere all’Arena.

La Regione Marche sostiene la manifestazione, considerandola un fiore all’occhiello del sistema culturale e turistico. Gli altri sostenitori sono: Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia di Macerata, Camera di Commercio di Macerata, Società Civile dello Sferisterio Eredi dei Cento Consorti. Sponsor ufficiale del Festival è Banca Marche.

Introduce il nuovo Festival il direttore artistico Francesco Micheli: “In questa prima avventura maceratese sto cercando di dare forma all’idea di Festival che sento necessaria per la società di oggi. Voglio ribadire l’eccellenza italiana nella capacità di essere propositori di nuovi percorsi d’arte e bellezza. Il palcoscenico dello Sferisterio vedrà raccolti artisti delle ultime generazioni ma già di fama internazionale, per raccontare oggi il teatro lirico. È un passaggio di testimone: spero di raccogliere l’eredità lasciatami da Pier Luigi Pizzi, maestro indiscusso della regia d’opera; ugualmente confido che la nostra manifestazione sia degna erede della secolare tradizione lirica di cui siamo ancora i depositari nel mondo. Ho scelto perciò Allievi e Maestri come nome di questa edizione del Festival, dedicato a Svoboda e alla bellezza dell’arte nostrana fondata su sapienze artigiane che passano di mano in mano, di generazione in generazione, da padre a figlio. Una grande festa che esplode dallo Sferisterio, gemma preziosa incastonata nel diadema che la accoglie, Macerata, per dilagare tutt’intorno. Vogliamo che tutta la città venga contagiata dalla febbre operistica: spettacoli, concerti, incontri, performances nei palcoscenici più inusuali. Un Festival per tutti. È il Festival Off, una rassegna di iniziative ancora in via di definizione, accomunate dal desiderio di unire le più variegate tipologie di pubblico e i mezzi di comunicazione più disparati. Una grande festa di teatro e musica che coinvolga l’intera comunità.

Il Festival è racchiuso tra due imperdibili appuntamenti caratterizzanti il nuovo corso del Macerata Opera Festival. La Festa dell’Opera, al teatro romano di Helvia Recina, anticipa le opere in cartellone, offrendo le arie e le scene più celebri interpretate dagli artisti impegnati allo Sferisterio. A conclusione della rassegna, la Notte Bianca dell’Opera suggella l’edizione 2012 e saluta il 2013, dedicato a Giuseppe Verdi, nei duecento anni dalla nascita.”

“Abbiamo voluto concepire lo Sferisterio come il ” luogo” ed il ”tempo” di una parte della nostra anima territoriale, del nostro essere maceratesi. Un progetto il cui cuore batte – afferma il presidente del CdA Romano Carancini – pensando alla missione spirituale dell’educazione, del dialogo e della comprensione tra le persone. Un progetto non autoreferenziale ma aperto, che ha come orizzonte il futuro e che saprà mettere insieme e valorizzare il patrimonio di un passato che ci siamo guadagnati, oramai parte della nostra identità, unitamente ai luoghi della nostra città ed in particolare ai talenti di uomini e donne nei quali il nostro territorio ha il privilegio di riconoscersi. E il progetto più intimo a questa filosofia lo ha ideato e lo farà vivere il nuovo direttore artistico Francesco Micheli.

Richiamando qui il senso della straordinaria metafora che il professor Luigi Alici ha utilizzato mercoledì scorso nella propria prolusione in occasione dell’apertura dell’anno accademico dell’Università di Macerata, la nuova governance dell’Associazione Sferisterio ha voluto segnare le proprie scelte sullo Sferisterio e la responsabilità a cui sono stati chiamati convinta che ”….seminare e coltivare fosse l’unica strada per restituire un futuro alle nostre origini”.

Il progetto, la direzione artistica, la squadra e i talenti delle persone che costruiranno Macerata Opera Festival 2012 sono i semi che dovremo coltivare senza la presunzione di una mietitura immediata e piena ma piuttosto avendo lo sguardo al futuro il cui orizzonte non può che essere il 2014 quando, in occasione della 50^ stagione, dovremo saper raccogliere i frutti di un lavoro comune che qui è iniziato”.

“Per il 2012 abbiamo voluto ampliare la proposta complessiva dello Sferisterio, inquadrando la stagione lirica in un contesto di maggiore attività dell’Arena – dice il vice presidente del CdA Antonio Pettinari – . Questo, sia per accrescerne la visibilità, anche mediatica, insieme a quella del contesto territoriale, sia per favorire una più vasta ricaduta economico-sociale dello Sferisterio nella realtà maceratese e provinciale. Sono questi, infatti, aspetti che le istituzioni del territorio debbono tenere in estrema considerazione. Solo un ritorno in termini culturali ed economici per la comunità locale giustificano, del resto, l’importante intervento diretto delle amministrazioni pubbliche.

L’altra caratterizzazione di quest’anno è data dalla scelta di opere liriche famose e popolari, in grado di attirare il vasto pubblico degli appassionati. L’attenzione verso il pubblico è un altro elemento imprescindibile per una efficace gestione dello Sferisterio. Affinché l’attività dell’Arena possa dare un concreto contributo allo sviluppo del territorio, è necessario infatti che lo Sferisterio venga sentito come un patrimonio dell’intera comunità e quindi avvicini tutti i cittadini, le imprese, l’associazionismo. E’ necessario che tutti siano partecipi del futuro di questo straordinario ‘bene comune’ rappresentato dall’ottocentesca Arena e dalle potenzialità del suo utilizzo e della sua ‘immagine’ ”.

Il Macerata Opera Festival 2012 si apre dunque il 20 luglio all’Arena Sferisterio con La Traviata di Giuseppe Verdi nell’allestimento creato nel 1992 per questo maestoso spazio scenico dal regista Henning Brockhaus e dallo scenografo Josef Svoboda (repliche 29 luglio, 4 e 12 agosto). Nel ruolo del titolo Mirtò Papatanasiu, soprano greco che, dopo il debutto romano guidata dal M° Zeffirelli, veste, voce e corpo, il ruolo di Violetta Valéry nei più importanti palcoscenici internazionali. Accanto a lei una giovane promessa, il tenore Ivan Magrì come Alfredo e una giovane certezza, Luca Salsi, schietta e bellissima voce verdiana nella parte di Giorgio Germont. Questo spettacolo inossidabile sarà la vetrina ideale per un giovane e talentuoso direttore marchigiano, Daniele Belardinelli che ha già brillantemente collaborato con Henning Brockhaus nella produzione vincitrice nel 2004 del Premio Abbiati: El Cimarrón di H. W. Henze.

La Traviata, opera in tre atti di Giuseppe Verdi su libretto di Francesco Maria Piave, tratto dalla piéce teatrale di Alexandre Dumas figlio La dame aux camélias, ha calcato la scena dello Sferisterio di Macerata undici volte: la prima volta nel 1970 con Renata Scotto e Renato Bruson, l’ultima nel 2009, quando fu Mariella Devia ad interpretare Violetta. Nel 1992 va in scena con l’allestimento curato dal regista Henning Brockhaus e dallo scenografo Josef Svoboda, la famosa “Traviata degli specchi”, che vinse il Premio Abbiati dell’Associazione Nazionale Critici Musicali. Da allora questo allestimento ha fatto il giro del mondo e quest’anno torna a Macerata, dove i melomani potranno godere nuovamente di questa opera nello spazio straordinario dello Sferisterio per cui il genio di Svoboda l’ha creata e dove essa acquisisce il suo senso pieno.

Il cartellone prosegue il 21 luglio con La Bohème di Giacomo Puccini (repliche 27 luglio, 5 e 10 agosto). La regia è di Leo Muscato, un giovane artista che si è imposto nel teatro di prosa già da diversi anni con successi che lo hanno rapidamente portato a essere uno dei registi più importanti della scena nazionale, assai corteggiato anche in terra marchigiana (Amat, Festival Pergolesi-Spontini). A lui il compito di restituire il clima festoso e folle dei Bohèmiens immortalati da Puccini e incarnati da un cast ideale: autentici fuoriclasse, della stessa generazione dei personaggi che interpretano. Francesco Meli, dopo i trionfi a Vienna con Anna Netrebko e a Venezia nel Trovatore, debutta a Macerata il ruolo di Rodolfo. Accanto a lui la superlativa Carmen Giannattasio come Mimì. Un Colline d’eccezione è Andrea Concetti, che festeggia i suoi vent’anni di carriera, inaugurata proprio a Macerata. A dirigere questa impegnativa partitura le mani esperte di Paolo Arrivabeni, direttore di assoluto prestigio internazionale.

La Bohème, opera in quattro quadri, su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica, ispirato al romanzo di Henri Murger Scènes de la vie de bohème, è stata rappresentata sette volte all’Arena Sferisterio, dal 1971 con Franco Corelli nei panni di Rodolfo, fino al 2000. Nel 1977 va in scena con un cast d’eccezione: Raina Kabaivanska (Mimì), Josè Carreras (Rodolfo), ma è quella del 1984 firmata da Ken Russell che fece scalpore, per Mimì (Cecilia Gasdia) che muore di overdose.

Chiude la serie delle tre opere all’Arena Sferisterio il 22 luglio Carmen di Georges Bizet (repliche 28 luglio, 3 e 11 agosto). A mettere in scena l’opera-simbolo della femminilità una giovane regista donna, dirompente e geniale, Serena Sinigaglia, regista di punta del Piccolo Teatro e leader del Teatro Ringhiera di Milano che, per l’eccellenza della sua attività, si è imposto come nuovo punto di riferimento nel panorama culturale: Daniel Barenboim ha tenuto proprio su quel palcoscenico la presentazione del Don Giovanni che ha inaugurato l’attuale stagione del Teatro alla Scala. Debutta il ruolo di Carmen una promessa della lirica internazionale, la georgiana Ketevan Kemoklidze, pupilla dell’Accademia scaligera, che in pochissimo tempo ha già infiammato i palchi di tutta Europa: Palermo, Verona e Londra, solo per citarne alcuni. Accanto a lei un sommo artista, molto amato a Macerata: torna il grande Roberto Aronica, fresco di debutto in Don José col maestro Oren a Masada.

Carmen, opéra-comique di Georges Bizet su libretto di Henri Meilhac e Ludovic Halévy, basato sull’omonima novella di Prosper Mérimée, è stata rappresentata per la prima volta all’Arena Sferisterio nel 1968, con Giuseppe Di Stefano (Don Josè) e Adriana Lazzarini (Carmen); è stata poi inserita nel cartellone maceratese per nove stagioni. L’ultima, quella del 2008, fu firmata nella regia e nelle scene dal premio Oscar Dante Ferretti. Sono state Carmen sul palcoscenico dell’Arena Sferisterio grandi nomi come Grace Bumbry (1974), Fiorenza Cossotto (1979), Marilyn Horne (1982), Lucia Valentini Terrani (1988) e Anna Caterina Antonacci (1998).

Questi i tre titoli del Macerata Opera Festival 2012: opere che cantano la disperata vitalità della condizione giovanile, quando si ama senza pensare al futuro, come in Traviata; quando si coltivano grandi ideali, a partire dall’amicizia, come in Bohème; quando la tensione verso la libertà vale più di ogni altra cosa, come in Carmen.

Come di consueto, per le opere in cartellone il Festival si avvarrà della FORM – Fondazione Orchestra Regionale delle Marche, del Coro Lirico Marchigiano “V. Bellini”, della Banda “Salvadei” Città di Macerata e del coro di voci bianche Pueri Cantores “D. Zamberletti”.