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Aperitivo Culturale intorno al tema guida dello Sferisterio Opera Festival 2009, L’Inganno. Aperitivo Culturale intorno al tema guida dello Sferisterio Opera Festival 2009, L’Inganno. Aperitivo Culturale intorno al tema guida dello Sferisterio Opera Festival 2009, L’Inganno.

Si è tenuto anche oggi – venerdì 31 luglio – alle ore 12, presso gli Antichi Forni di Macerata, l’Aperitivo Culturale intorno al tema guida dello Sferisterio Opera Festival 2009, L’Inganno.

Per l’incontro ad ingresso gratuito organizzato in collaborazione con l’Associazione Sferisterio Cultura, il critico cinematografico Claudio Gaetani ha preso spunto dalla trama dell’opera pucciniana Madama Butterfly (uno dei 4 titoli d’opera nel cartellone maceratese) e con l’ausilio di pellicole cinematografiche d’epoca ha illustrato il grande equivoco tessuto dall’occidente intorno ad una delle figure-simbolo della cultura nipponica: la geisha.

Vista nell’immaginario americano ed europeo come la donna dei piaceri, con chiari riferimenti sessuali, o come la donna-addomesticata e servile, nel suo appassionato racconto Gaetani ha svelato la vera natura della geisha: né prostituta né serva, ma donna emancipata, raffinata e colta che segue un rigido percorso di studi per raggiungere la massima padronanza nelle arti. Considerata a torto una prostituta, la geisha era ed è una professionista nell’arte di intrattenere ed allietare noiose cene d’affari e banchetti, e gode ancora oggi del massimo rispetto per le sue supreme doti da intrattenitrice. Il suo lavoro è vendere un sogno – fatto di sontuosità, romanticismo, esclusività – ai più ricchi e potenti uomini del Giappone: politici, uomini d’affari e yakuza. Era ed è dunque in Giappone la donna per eccellenza, un gioiello, una cosa rara da ammirare e apprezzare.
Geisha è l’unione di due kanji che significano “arte” e “persona”: significa quindi “persona esperta nelle belle arti, nelle belle maniere” . L’arte della geisha nasce nel periodo di Tokugawa (1600-1868) in Giappone; la futura geisha veniva tolta alla sua famiglia in tenera età (in genere intorno ai 9-10 anni) e fatta entrare in una scuola, per imparare a curare al meglio il suo aspetto fisico, a vestirsi di kimono in seta, a truccarsi il viso con un pesante cerone bianco, occhi marcati di nero e bocca rossissima, fino a rendersi quasi una maschera sotto la pesante acconciatura. Nel suo lungo percorso di apprendimento, la geisha imparava a muoversi con grazia ed eleganza, a servire da bere in modo raffinato, a conversare con intelligenza, a calibrare ogni minimo gesto per renderlo maggiormente elegante. La sua estetica deve rappresentare al tempo stesso la fragilità della carne e la forza dello spirito: quando lavora controlla tutto il suo essere, in ogni gesto, parvenza, emozione.
Nella sua articolata relazione, Gaetani ha mostrato al pubblico spezzoni dei film “Il barbaro e la geisha” di John Huston con John Wayne (Usa, 1958), “La mia geisha” di Jack Cardiff con Shirley MacLaine e Yves Montand (Usa, 1962), “Il ponticello sul fiume dei guai” di Frank Tashlin con Jerry Lewis (1958), “Agente 007 – Si vive solo due volte” (Gran Bretagna, 1967) di Lewis Gilbert con Sean Connery, e “Cinque donne intorno a Utamaro” per la regia di Kenji Mizoguchi (Giappone, 1946), menzionando inoltre il più recente “M. Butterfly”, un film di David Cronenberg con Ian Richardson e Jeremy Irons (Usa, 1993).
Degna conclusione dell’Aperitivo delle ore 12, il brindisi finale e la degustrazione con i prodotti dell’eno-gastronomia del territorio.
Per la realizzazione degli Aperitivi Culturali, lo Sferisterio Opera Festival e l’Associazione Sferisterio Cultura ringraziano i partner tecnici: Cantine Belisario, Cantina Colli di Serrapetrona, Zibaldone pasticceria artigianale, oleificio Cartechini, Acqua Roana, Parima prodotti da forno, pasticceria Delizie snc, Cibiemme, frantoio Gabrielloni, Carancini Carni.