Lo Sferisterio di Macerata: storia, architettura, fascino di un luogo che non è mai voluto essere una cosa sola

Lo Sferisterio di Macerata è un’imponente arena all’aperto di stile neoclassico, costruito tra il 1823 e il 1829 e oggi sede del Macerata Opera Festival, una delle più importanti manifestazioni liriche italiane. Comunemente conosciuto come un’arena, lo Sferisterio è più simile a un teatro all’aperto, con i suoi due ordini di palchi.

La sua storia nasce da un gesto collettivo: voluto dai Cento Consorti, un’unione di famiglie che ne promossero la costruzione “ad ornamento della città, a diletto pubblico”, lo Sferisterio viene pensato fin dall’origine come uno spazio condiviso, creato per la comunità e destinato alla vita culturale della città.

Riconosciuto come Teatro di Tradizione, lo Sferisterio incarna ancora oggi questo spirito: un luogo profondamente radicato nel territorio, in dialogo continuo tra tradizione e innovazione, capace di preservare il patrimonio operistico e allo stesso tempo di aprirsi alle nuove generazioni di artisti e di pubblico. Uno spazio vivo, in cui l’arte prende forma attraverso la partecipazione e continua a ispirare, ieri come oggi.

Architettura e origini dello Sferisterio

Costruito tra il 1823 e il 1829 su progetto dell’architetto Ireneo Aleandri, lo Sferisterio
di Macerata nasce per volontà dei Cento Consorti, che ne promossero la realizzazione
“ad ornamento della città, a diletto pubblico”, come ancora oggi si legge sulla facciata
monumentale.

Pensato inizialmente come stadio per il gioco della palla al bracciale, sport molto in voga nella prima metà dell’Ottocento, nel corso degli anni lo Sferisterio diventa anche uno spazio destinato a numerose forme di spettacolo pubblico. Ospita celebrazioni e feste, giostre e parate equestri, manifestazioni politiche e sportive, oltre a circhi equestri e cacce di tori.

L’alto muro rettilineo, la grande area centrale a cielo aperto, l’armonia interna degli spazi e il colonnato neoclassico che scandisce i 104 palchi su due ordini, voluti e realizzati dai Consorti per uso privato, distinguono lo Sferisterio da una semplice arena e ne suggeriscono una naturale vocazione teatrale.
È proprio questa unicità architettonica a rendere possibile, nel 1921, una sfida estremamente ambiziosa: la nascita dello Sferisterio come palcoscenico all’aperto per l’opera lirica.

Aida, 1921

All’inizio del Novecento il conte Pier Alberto Conti immagina per Macerata un progetto ambizioso: portare l’opera lirica nello spazio monumentale dello Sferisterio, scegliendo Aida di Giuseppe Verdi come primo titolo.

Per accogliere la rappresentazione, lo Sferisterio viene rinnovato con la realizzazione di un ampio palcoscenico e l’apertura di una porta centrale nel grande muro scenico, ancora oggi utilizzata.

Il 27 luglio 1921, di fronte a circa 10.000 spettatori provenienti da tutta Italia, va in scena la prima rappresentazione lirica. L’evento si rivela un grande successo, con oltre 70.000 presenze complessive nelle 17 serate di recite.

L’anno successivo l’esperienza viene replicata con La Gioconda di Amilcare Ponchielli, ma l’esito non incontra lo stesso favore del pubblico e l’organizzazione di spettacoli lirici allo Sferisterio viene temporaneamente sospesa.

In questo periodo di pausa, un momento di particolare rilievo è rappresentato dal memorabile concerto del 1927 del tenore Beniamino Gigli, originario di Recanati, accompagnato dal maestro Amilcare Zanella, che conferma il legame profondo tra lo Sferisterio e la grande tradizione musicale italiana.

Dal ritorno dell’opera al Macerata Opera Festival

Dopo l’interruzione dovuta alla Seconda Guerra Mondiale, l’attività lirica allo Sferisterio di Macerata riprende stabilmente nel 1967, segnando l’inizio di una nuova e duratura stagione artistica.

Un ruolo decisivo in questa rinascita è svolto dal marchigiano Carlo Perucci, direttore artistico per i successivi ventotto anni, che contribuisce in modo determinante alla crescita e all’affermazione del Festival.

Nuovi allestimenti, un rinnovato apparato illuminotecnico e l’apertura dei tre archi sullo sfondo del palcoscenico danno avvio a un percorso artistico di grande successo, che arriva fino ai giorni nostri.

Dal 1967 il Macerata Opera Festival richiama pubblico da tutto il mondo, grazie all’unicità delle sue proposte artistiche e al fascino irripetibile del luogo. Sul suo palcoscenico si sono esibiti alcuni dei più grandi interpreti della storia dell’opera, da Mario Del Monaco, protagonista dell’Otello che segnò la riapertura dello Sferisterio, a Luciano Pavarotti, Montserrat Caballé, Plácido Domingo, José Carreras, Renato Bruson, Katia Ricciarelli, Franco Corelli, Birgit Nilsson, Raina Kabaivanska e Leyla Gencer.

Hanno inoltre contribuito a costruire la leggenda dello Sferisterio allestimenti divenuti iconici, come La bohème con la regia di Ken Russell (1984), la celebre Traviata “degli Specchi” con le scene di Josef Svoboda (1992), la Turandot ideata da Hugo De Ana (1996) e quella del 2017 firmata da Gianni Forte e Stefano Ricci, vincitrice del Premio Abbiati.

Questo percorso di continuità e innovazione non si è interrotto nemmeno negli anni della pandemia: nel maggio 2020 il Macerata Opera Festival è stato il primo festival lirico a dichiarare pubblicamente la volontà di non fermarsi, riaffermando il valore della cultura anche in uno dei momenti più complessi della storia recente.

Lo spazio oggi: numeri e caratteristiche

Oggi lo Sferisterio di Macerata dispone di circa 2.500 posti, gli iconici 104 palchi e un palcoscenico di dimensioni imponenti, tra i più ampi d’Europa, affiancato da una acustica naturale di straordinaria qualità, particolarmente adatta all’opera lirica all’aperto.

Ciò che sorprende maggiormente chi entra nello Sferisterio è l’ampio e inatteso spazio interno: una grande arena a cielo aperto di circa 90 metri per 36, circondata da una scenografica successione di 56 colonne e conclusa da un maestoso muro rettilineo alto 18 metri e lungo 90, che definisce con forza l’identità architettonica del luogo.

Un equilibrio unico tra monumentalità, proporzione e funzionalità scenica che rende lo Sferisterio uno spazio teatrale senza confronti nel panorama europeo.

Passeggia all’interno dello Sferisterio

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