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I finalisti del concorso Macerata Opera 4.0

Qui di seguito i progetti fra i quali verrà scelto entro metà maggio il vincitore della terza edizione del concorso Macerata Opera 4.0

“Brave” New World

Chi sei tu?
Se ti allontani di tutto ciò che conosci come la tua sostanza: in realtà la tua sostanza comincia lì.
Chi sei tu?
Non confondere il tuo corpo, la tua mente, il tuo personaggio con la tua sostanza, con te stesso.
Sai chi sei tu?
Il tuo corpo non sei tu, é solo materiale che cambia sempre: all’età di quarant’anni non hai più niente dal tuo corpo di vent’anni.
Chi sei tu?
Ma nemmeno il tuo mondo sentimentale e mentale sei tu, perché ancora non esisteva quando tu guardavi fuori dalla tua culla.
Allora chi sei tu?
La chiave gira due volte nella serratura: smonta il tuo personaggio e il mondo ti invade.
Chi sei tu?
Smonta il mondo che é diventato il tuo personaggio e ti invade la totalità.
Dimmi – chi sei tu?
Siamo palloncini transitori. Siamo schiavi del condizionamento. Siamo la natura artificiale. Siamo „il quadro bianco su quadro bianco”. Siamo la musica sintetica, l’iperviolino e il supervioloncello. Siamo l’unità senza individui. Siamo gli innumerevoli gemelli che hanno solo un viso. Siamo propulsioni precluse. Siamo il mondo nuovo.
Spariamo nei nostri labirinti e balliamo la danza dei pavoni.

Hannah Gelesz regia, visual design, libretto
Bernadett Tarr musica
Daniel Besnyo videoartist

Marco Fragnelli regia
Sara Culzoni libretto
Enea Lkeshi musica
Rosita Vallefuoco scenografia
Carmen Falanga costumi

Eco… Raggio

7 storie da raccontare. 7 persone coraggiose. 7 voci intrecciate. 7 vite vissute.
7 come le note, da combinare in infinite possibilità melodiche.
Se il coraggio non basta per evitare il dolore o il male di vivere, è sempre il coraggio, in fondo, quello che spinge una nuova vita fuori dal ventre materno. Ed è per questo che Eco…raggio, oltre che il canto epico di una umanità piegata, dolente, angosciata, ci lascia con un raggio di luce.
L’epikédion mélos diventa consolatio.
Eco… raggio, in fondo, ci dice questo: l’eco del coraggio è per sua natura inesauribile e si manifesta nello sfolgorio di un attimo.
Salvifico sollievo per quanti si soffermano ad ascoltarla.

Mi chiamo Tosca e mi hanno spinto

Tosca è una donna sospesa, tra il coraggio di gettarsi e la paura del vuoto, tra il coraggio di scappare e la paura di subire ancora, tra la paura di essere giudicata e il coraggio di scegliere la carriera, tra la paura di non essere abbastanza per gli altri e il coraggio di bastare a sé stessa.
Tosca
è un’allusione che si trasforma in eco lontano, una citazione che fornisce le premesse per altri racconti, i nostri.
Tosca ci chiede di affidare i nostri desideri di coraggio a un pozzo virtuale, antologia di pensieri e metafora antropologica, un luogo digitale che si materializza nella sala teatrale rivelandoci autori e musicisti del suo percorso.
Tosca è una donna che fluttua intrappolata tra una spinta e il fondo che vede dall’alto, tra il rischio di scivolare e la forza di arrampicarsi. E’ il coraggio di un volo e la fenomenologia di una caduta pilotata dalla vertigine.
È crisalide di suoni e indossa uno spartito, insieme a lei orchestriamo una danza interattiva in cui è il movimento a generare la musica, in un viaggio tra poesia e processi coreografici nell’ambito delle nuove tecnologie. Tosca è una voce che ci vuole curiosi, attenti e pronti ad agire, ci segue nelle finestre illuminate delle nostre case invitandoci ad abbandonare la passività a favore di un comportamento attivo e critico.

Silvia Giordano coreografia, regia, drammaturgia
Rafailia Bampasidou musica, tecnologia interattiva, dramaturg
Giada Cerri scene e installazioni
Cristina Bandini costumi

Antonio Smaldone direzione artistica, regia e drammaturgia
Marco Benetti compositore
Davide Gasparro regia e dramamturgia
Riccardo Olivier coreografia, regia e drammaturgia
Paolo Vitale light designer
Stefano Zullo scenografia, costumi

Un passo nuovo, una parola propria

* “Una sensibilità eco – sistemica, più forte nei più giovani, pretende responsabilità da ognuno. Si percepisce necessario un drastico cambio di rotta per altri ritmi di vita, un altro abitare il pianeta: la genesi di un’altra cultura dell’essere umano.
L’incipit è l’istantanea di un pianeta prosciugato, alienato e distrutto da sé stesso, o meglio dalla propria componente antropomorfa: un pianeta di esseri che divora l’umano.
Il diverso da sé, un sorriso, un pensiero critico, un’azione autonoma connessa agli altri, la spontaneità, il curarsi del futuro comune, possono essere definiti oggi esempi di Coraggio.
Pertanto, il Coraggio è in chi, oggi, sceglie di segnare il passo e invitarci a seguirlo.
Il ToTeam nasce dalla stretta di mano di artisti giovani per impegnarsi a dar forma a queste suggestioni.
Intervisteremo i più giovani in merito e, come fratelli maggiori, daremo voce alla loro visione.
Curiosi di segnare, insieme, un passo nuovo e una parola propria.”

*(Nota: scritto prima della crisi Covid19)

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