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Il fascino notturno di “Andrea Chénier”

09 Agosto 2005

Domani sera alle 21.30 il sipario ideale dello Sferisterio si riapre con l’Andrea Chénier. La più celebre e rappresentata opera di Umberto Giordano, composta nel 1896 su libretto originale di Luigi Illica, continua ad esercitare il suo fascino anche sul pubblico dello Sferisterio di Macerata, grazie all’originale ed elegante regia di Pier Luigi Pizzi, all’intensa direzione del M° Pier Giorgio Moranti, al valore dei protagonisti Marcello Giordani e Raffaella Angeletti. Inoltre ha riscosso un particolare successo personale il giovane baritono Marco Di Felice per la passionalità espressa con il personaggio di Gérard e la grande potenza di mezzi vocali.
Il maestro Pier Luigi Pizzi, pur lasciando scorrere il tema politico di fondo che anima la vicenda (la tesi che la Rivoluzione “divora” i suoi figli migliori) ha prosciugato la vicenda all’essenziale, puntando soprattutto sui sentimenti di amore e odio, gelosia e nobiltà d’animo che animano i tre protagonisti dell’opera (Andrea, Maddalena e Gérard) e presentando una “lettura” di tipo quasi intimista caratterizzata da un clima notturno realizzato dalle belle luci di Sergio Rossi.
Questa opera, che ha sempre esercitato un grande fascino su prestigiosi tenori come i marchigiani Beniamino Gigli e Franco Corelli, a cui si aggiungono Gianni Lauri Volpi, Mario Del Monaco e Placido Domingo, deve la propria popolarità ad alcune celebri arie come Son Sessant’anni o vecchio che tu servi, Un dì nell’azzurro spazio, Nemico della patria, La mamma morta, Sì, fui soldato, Come un bel dì di maggio, Accanto a te s’acquieta.
L’opera Andrea Chénier è stata rappresentata allo Sferisterio una sola volta nel 1970 con un cast d’eccezione formato da Gastone Limarilli (Andrea Chénier), Corneil Mc Neil (Carlo Gérard) e Luisa Maragliano (Maddalena di Coigny). La direzione dell’orchestra era affidata al M° Umberto Cattini, mentre la regia era di Enrico Frigerio.