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Madama Butterfly: regia di Nicola Berloffa

Madama Butterfly è un’opera in tre atti (in origine due) di Giacomo Puccini, su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica.
 
Nuovo progetto di Nicola Berloffa che sposta l’azione al Giappone del secondo dopoguerra, riflettendo sullo scontro fra due mondi diversi e sulla condizione della donna. Cio-Cio-San, sposa giapponese illusa da un soldato americano sarà Maria José Siri che da geisha diventa proprietaria di un cinema per statunitensi sul cui schermo scorrono i film con Esther Williams.
 
 18 luglio Anteprima giovani – ore 21 – Arena Sferisterio – Macerata
 22, 28* luglio – 6, 12 agosto – ore 21 – Arena Sferisterio – Macerata
 
 *28 luglio: serata con audio – descrizione in collaborazione con Università di Macerata, Unione Italiana Ciechi e Museo Tattile Statale Omero

Lo spettacolo sarà diviso in due parti da 60 e 75 minuti con un intervallo di 20 minuti.

  • Cio-Cio-San
    Maria Josè Siri
  • Suzuki
    Manuela Custer
  • Kate Pinkerton
    Samantha Sapienza
  • F. B. Pinkerton
    Antonello Palombi
  • Sharpless
    Alberto Mastromarino
  • Goro
    Nicola Pamio
  • Il Principe Yamadori
    Andrea Porta
  • Lo zio bonzo
    Cristian Saitta
  • Yakusidé
    Gianni Paci
  • Il commissario imperiale
    Giacomo Medici
  • L'ufficiale del registro
    Alessandro Pucci
  • La madre di Cio-Cio-San
    Mirela Cisman
  • La zia
    Silvia Marcellini
  • La cugina
    Maria Elena Mariangeli
  • Dolore
    Martino Compagnucci
Direttore Massimo Zanetti
 
Regia Nicola Berloffa
 
Scene Fabio Cherstich
 
Costumi Valeria Donata Bettella
 
Luci Marco Giusti
 
Maestro del coro Carlo Morganti
 
Assistente alla regia Sara Vailati
 
Assistente alle scene Sofia Borroni
 
Assistente ai costumi Gaia Tagliabue
 
Assistente ai movimenti mimici Marta Negrini
 
Fondazione Orchestra Regionale delle Marche
Coro Lirico Marchigiano “Vincenzo Bellini”
Complesso di palcoscenico Banda “Salvadei”
 
 
Coproduzione con il Teatro Massimo di Palermo

SINOSSI DI MADAMA BUTTERFLY

Atto I. A Nagasaki, in una casa in collina, il tenente della marina americana Pinkerton, attende il corteo nuziale della sua sposa, la geisha Cio- cio-san. Goro, intanto, gli mostra la casa e gli fa conoscere i servitori, compresa Suzuki, cameriera di Cio-cio-san. Giunge Sharpless, console americano, a cui Pinkerton rivela la sua morale libertina e dichiara di voler sposare questa donna secondo la legge giapponese, per poi avere il diritto di ripudiarla. Nel frattempo, la giovanissima Cio-cio-san, quindicenne, esprime la sua gioia ed il suo amore alle amiche e, appena entrata, presenta i parenti al futuro marito. Terminata la cerimonia nuziale, arriva lo zio bonzo che maledice la nipote per aver rinnegato la religione degli avi, ma Pinkerton lo scaccia e rimane solo con Butterfly.

Atto II. Butterfly parla con Suzuki in una stanza della casa, mentre Pinkerton è partito, prometten- do di tornare in primavera. Da tre anni non dà notizie, ma Butterfly, tenace, lo attende fiduciosa. Sharpless giunge con l’intenzione di leggere una lettera del tenente, in cui annuncia l’arrivo ed il suo nuovo matrimonio con una connazionale, ma dopo inutili tentativi, rinuncia a riferire il messaggio. Goro intanto propone nuovi facoltosi pretendenti a Butterfly, considerata dalla legge giapponese ormai donna libera, ma la ragazza rifiuta tutti, anche il nobile e ricco Yamadori. Quando Sharpless cerca di prepararla alla notizia dell’abbandono, Butterfly gli mostra il figlio di cui Pinkerton ignora l’esistenza, mentre al porto sta approdando una nave americana. La donna, felicissima, si prepara per festeggiare il ritorno dell’amato.

Atto III. È l’alba, Butterfly, dopo aver aspettato in piedi tutta la notte, va a dormire. Poco dopo Pinkerton, accompagnato dalla moglie americana, Kate, arriva per prendersi il bambino, della cui esistenza è stato messo al corrente dal console Sharpless, e portarlo negli Stati Uniti. Contempla la casa ed incerto si allontana mentre Butterfly fa ingresso con il figlio. Sharpless le consiglia di affidare il bambino al tenente e lei, a malincuore, accetta. Privata di tutti i suoi amori, la donna si uccide con un pugnale. Intanto Pinkerton, preso dal rimorso, torna indietro per chiedere perdono, ma è troppo tardi.

 Madama Butterfly

Oriente e Occidente in un matrimonioimmaginario

Come per qualsiasi lavoro d’interpretazione, anche nel caso di Madama Butterfly è necessario partire dalla lettura, dall’analisi del testo e dalla rassegna critica delle varie edizioni già messe in scena: «è compito del regista – spiega Nicola Berloffa – depurare l’opera dalle incrostazioni lasciate dalle cattive tradizioni interpretative che, in questo caso, consistono nello “zucchero” e nell’eccessivo sentimentalismo che rischiano di nascondere il profondo senso di commozione che la storia e la musica posseggono, nonché una certa perfidia, tipica di Puccini, e il sottotesto a sfondo sessuale molto crudo e attuale. L’opera va avvicinata al pubblico odierno ma senza necessariamente traslare l’azione nella contemporaneità. Nel mio caso, dopo alcuni studi sull’iconografia orientale, ho collocato l’azione all’epoca dell’invasione americana del Giappone, nel 1945, alla fine della seconda guerra mondiale, sul palcoscenico di un teatro tradizionale giapponese dove vengono messe in vendita le geishe e Butterfly viene comprata dal cinico Pinkerton ma dove, al contempo, tutto ciò che è orientale – l’ambientazione, i parenti, le usanze – viene ostentato quasi in maniera grottesca: due mondi e due tradizioni a confronto che si scontrano».Problema tipico del capolavoro pucciniano è poi il salto temporale che separa Primo e Secondo atto «risolto anche attraverso il sogno della protagonista – continua Berloffa – che, anelando al ricongiungimento col suo sposo, sogna di diventare americana e il suo “sogno americano” sostituisce il suo contesto tradizionale giapponese – del quale tuttavia resterà prigioniera – con la cultura popolare statunitense che è essenzialmente cinematografica, donde la citazione della pellicola all’inizio del Secondo atto». «Nei tre anni che passano tra il primo e il secondo atto – aggiunge Alexandra Jud, autrice della drammaturgia – questo teatro diventa nella nostra regia un cinema per i soldati americani. Butterfly continua a vivere in quest’ambiente nel quale ha passato una notte con Pinkerton e dove si sono congedati. L’ex teatro diventa per leisia il luogo della sua finzione che della realtà da lei repressa. Il potere simbolico di questo luogo viene accentuato attraverso alcune sequenze cinematografiche della Hollywood degli anni Quaranta: Butterfly fugge nella finzione dei film trasmessi sullo fondo. La sua speranza vana trova culmine nel coro a bocca chiusa che diventa un momento di sogno,rispecchiato sullo schermo.

Oltre alle sue fantasie, che riguardano il ritorno di Pinkerton e un futuro lieto insieme all’americano, Butterfly si crea attraverso questi film un’immagine dell’America che non ha niente a che fare con la realtà in cui sta vivendo. A questo luogo di finzione e di grande speranza rimarrà legata anche nel breve terzo atto, nel quale tutto il suo mondo finto, sognato e idealizzato perde ogni splendore. Anche i costumi rappresentano quest’idea distorta di un paese quasi paradisiaco immaginato da Butterfly».

Con l’arrivo di Kate, alla fine, la tragedia si compie definitivamente e la realtà appare tutta sbilanciata a favore dell’Occidente e della sua prepotenza, di Pinkerton e della moglie che lui ritiene legittima fino al punto di chiederle di portar via il figlio avuto da Cio-Cio-San «la quale – conclude il regista – rifugiandosi nella cameriera Suzuky, l’unica persona di fiducia e complice che le rimane, dopo che anche il Console si è dimostrato ipocrita, può solo cercare di garantire un futuro migliore al suo bambino facendolo andare con il padre in America, scegliendo per sé la morte, onde non essere in Giappone una madre disonorata, lasciando il pubblico con l’amara con sapevolezza di quanto l’individuo resti spesso prigioniero di sovrastrutture imposte dal mondo esterno, fatte di politica e morale, di tendenze caratteriali e di conformismo che, in questo caso, condannano Butterfly a morte e Pinkerton a un facile e tardivo rimorso».

Le date

  • Martedì 18 LUG ore 21:00

    Anteprima giovani

  • Sabato 22 LUG ore 21:00
  • Venerdì 28 LUG ore 21:00
  • Domenica 6 AGO ore 21:00
  • Sabato 12 AGO ore 21:00

Foto di Alfredo Tabocchini

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