Lo Sferisterio
Un magico palcoscenico sotto le stelle
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    Lo Sferisterio di Macerata rappresenta una delle opere più significative del tardo Neoclassicismo europeo. Nella prima metà dell’Ottocento alcuni maceratesi benestanti vollero dotare la città di una struttura permanente per il gioco del pallone col bracciale e nello stesso tempo un’arena per lo ‘steccato’, la caccia al toro, la tauromachia molto popolare nello stato pontificio.
    Il monumento, iniziato il 2 ottobre 1820 su disegni di Salvatore Innocenzi, fu alla fine realizzato su progetto di Ireneo Aleandri, giovane architetto di San Severino Marche. Lo Sferisterio venne inaugurato il 5 settembre 1829. La particolare forma dell’edificio – composto da campo da gioco, locali per vario uso, muro d’appoggio, palchi e balconate – fu studiata per adattarsi perfettamente alle caratteristiche di tutte le attività ginniche della prima metà dell’800.
    L’interno è impressionante: un’immensa arena (90 x 36 m) delimitata da due testate rettilinee raccordate da un’ampia curva e da un maestoso muro rettilineo di fondo alto 18 metri e lungo quasi 90. E’ il famoso muro d’appoggio previsto dal regolamento del gioco del pallone come battipalla. La vasta platea con fondo erboso è cinta da una gradinata rialzata in muratura, inizialmente concepita per ospitare le stalle per gli animali destinati al gioco della ‘caccia al toro’.
    Le 56 colonne doriche con base attica, in ordine gigante, si sviluppano oltre al palco reale, sostengono i palchi e si concludono con una elegante balconata in pietra che fa da cornice di chiusura. Una costruzione, di impronta neoclassica con reminiscenze palladiane, non solo maestosa e armonica in sé, ma anche in grado di integrarsi perfettamente nel tessuto urbano cittadino. L’armonica struttura garantisce una perfetta visibilità e un’insuperabile acustica.

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