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Presentata la mostra al femminile “Violetta, Carmen, Mimì”

Una mostra tematica che punta alla valorizzazione del ricco patrimonio dei Musei civici di Macerata, legata alle protagoniste delle tre opere in cartellone al Macerata Opera Festival. Presentata “Violetta, Carmen, Mimì. Percorsi al femminile dallo Sferisterio ai Musei civici di Macerata”, l’esposizione a cura di Francesca Coltrinari che sarà allestita dal 14 luglio al 30 settembre, a palazzo Buonaccorsi.

 

Questa mostra sarà un vero e proprio evento dentro al Macerata Opera Festival – ha affermato il presidente dell’Associazione Arena Sferisterio Romano Carancini -, e ci fa capire cosa potrà essere l’organizzazione del piano nobile di palazzo Buonaccorsi che il prossimo anno sarà allestito in modo permanente. Esprimo grande gratitudine a nome dell’Associazione Sferisterio per tutti quelli che hanno contribuito a realizzare questa mostra, e per aver riunito i protagonisti di questa città: Comune, Provincia, Università, il festival lirico e i Musei civici”.

 

Verranno esposti 96 fra dipinti, incisioni e testi a stampa provenienti dai Musei civici e dalla Biblioteca “Mozzi Borgetti” di Macerata, databili fra il ‘500 e il ‘900, organizzati in un percorso tematico che richiama i paradigmi femminili delle opere liriche in cartellone nella stagione 2012 del Macerata Opera Festival: La Traviata, Carmen e La Bohème. “Si tratta di un percorso al femminile – ha detto l’assessore comunale alle Pari Opportunità Federica Curzi – che valorizza la cultura al femminile e il lavoro rosa, accanto al patrimonio della città rappresentato dallo Sferisterio”.

 

Violetta, la cortigiana ‘traviata’ ma riscattata dall’amore, Carmen, la sigaraia dalla diabolica e fatale vitalità, e Mimì, la sartina innamorata, condannata a un tragico destino, rappresentano alcuni dei ruoli trasgressivi che nei secoli hanno caratterizzato la concezione della donna. Ai ruoli ‘irregolari’ impersonati dalle tre eroine teatrali sono contrapposti i ruoli ‘regolari’ (moglie, madre, vedova, monaca), per mostrare le principali posizioni codificate per le donne fino alle soglie dell’epoca contemporanea. L’ambiente della Bohéme parigina in cui si consuma la breve vita di Mimì ha suggerito di approfondire il tema delle donne artiste. “Il progetto nasce da un’idea geniale – ha commentato l’assessore provinciale alle Pari Opportunità Paola Mariani – che abbina l’importanza delle figure femminili alle eroine delle tre opere liriche in Arena”.

 

Una raccolta di immagini celebrative di cantanti liriche, esibitesi a Macerata intorno alla metà dell’800, testimonia il prestigio di cui le dive dell’Opera godevano e la solidità della tradizione maceratese nel campo del teatro musicale: fu per amore di una cantante, la soprano Francisca Solari, che nel 1921 il conte Pieralberto Conti di Civitanova finanziò la prima rappresentazione operistica nello Sferisterio. Alla mostra si affianca una sezione, aperta in occasioni speciali presso la Prefettura, dove si trovano importanti dipinti di soggetto femminile, di proprietà comunale, resi visibili per la prima volta al pubblico.

 

Grazie alla ricerca condotta dagli studiosi coinvolti, docenti e giovani laureati dell’Università di Macerata in collaborazione con il personale dei Musei civici, sono stati fatti importanti ritrovamenti e vere e proprie “scoperte”, tra cui la ricomposizione del nucleo storico della collezione Ciccolini, la riscoperta del pittore maceratese Gualtiero Baynes, il ricongiungimento di numerosi dipinti opera di pittrici di fine ‘800, raccolti dal collezionista maceratese Cesare Filippucci. “La mostra viene realizzata con opere che si trovano in questo territorio – ha commentato la curatrice Francesca Coltrinari – e che ne confermano la ricchezza dal punto di vista di patrimonio artistico. Questo progetto offre ottime opportunità di valorizzazione del territorio stesso”.

 

L’accordo fra le Istituzioni permette di legare in concreto tre luoghi simbolo della città: il cinquecentesco palazzo della Prefettura, già sede del governo centrale delle Marche pontificie, il palazzo Buonaccorsi, insigne residenza nobiliare del ‘700, espressione delle ambizioni sociali e culturali della nobiltà marchigiana, e lo Sferisterio. “Si parlerà molto di questa mostra – ha concluso il direttore artistico del Macerata Opera Festival Francesco Micheli – perché è all’avanguardia. Un’esposizione che, come la stagione lirica vuole essere, è ecosostenibile, a chilometri zero, e con il tempo darà i suoi frutti. Basta con i grandi eventi che una volta terminati non lasciano nulla. Qui a Macerata è invece possibile lavorare ad un modello di evento per il futuro, che abbia alla base ricerca e recupero, sinergia tra esperienze diverse che con il loro patrimonio di idee  realizzano qualcosa di unico e vitale per un territorio”.

 

La mostra è promossa e realizzata dal Comune di Macerata – Assessorati alla cultura e alle Pari Opportunità – dall’Associazione Arena Sferisterio e dall’Istituzione Macerata Cultura Biblioteca e Musei, con il contributo della Regione Marche e della Provincia di Macerata e con il patrocinio dell’Università, della Prefettura e della Camera di Commercio di Macerata.