Damiano Michieletto per la prima volta allo Sferisterio con il suo Elisir d’amore sulla spiaggia

Damiano Michieletto: la produzione

Per la messa in scena dell’Elisir d’amore di Gaetano Donizetti si è scelta la produzione ambientata sulla spiaggia, fra chalet e gonfiabili, firmata da un regista di punta della scena attuale, l’italiano Damiano Michieletto. Uno spettacolo divertente in cui non mancano spunti di riflessione e che ha raccolto successi unanimi in Europa dopo il debutto a Valencia: un’ennesima dimostrazione di come oggi la natura e l’ambiente possano essere efficaci chiavi di lettura e rilettura del teatro d’opera.

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Sul podio il direttore musicale Francesco Lanzillotta, mentre in scena ci saranno alcuni fra gli interpreti del bel canto più applauditi di oggi come John Osborn all’atteso debutto quale Nemorino, Mariangela Sicilia come Adina e Alex Esposito Dulcamara intento a vendere bevande energetiche-Elisir per una proposta di sicuro richiamo.

PALERMO 11.06.2012 – TEATRO MASSIMO: ELISIR D’AMORE.
© CORRADO LANNINO/STUDIO CAMERA

Damiano Michieletto: la carriera da regista

Nel giro di poco tempo, il regista Damiano Michieletto è emerso sulla scena internazionale come uno dei rappresentanti più interessanti della giovane generazione. Ha studiato opera e produzione teatrale presso la Scuola d’Arte Drammatica di Milano Paolo Grassi e si è laureato in lettere moderne presso l’Università di Venezia, sua città natale.

La biografia di Damiano Michieletto è costellata di successi: la sua produzione di Švanda il pifferaio di Jaromír Weinberger, acclamata dalla critica al Wexford Festival del 2003, ha vinto l’Irish Times ESB Theatre Award. Le sue altre produzioni operistiche includono L’Italiana in Algeri al Teatro Olimpico di Vicenza, La gazza ladra in una co-produzione del Rossini Opera Festival di Pesaro con i teatri di Bologna e di Verona (la produzione ha vinto nel 2008 il Premio Franco Abbiati), Lucia di Lammermoor, Il Corsaro, Luisa Miller e Poliuto a Zurigo, Roméo et Juliette e un ciclo Mozart/Da Ponte al Teatro La Fenice di Venezia, Die Entführung aus dem Serail al San Carlo di Napoli, La scala di seta al Rossini Opera Festival e al Teatro alla Scala, Il Barbiere di Siviglia al Grand Théâtre de Genève, Madama Butterfly a Torino, L’elisir d’amore a Valencia, Graz e Madrid, The Greek Passion di Martinů di Palermo, Così fan tutte al New National Theatre di Tokyo, il Trittico di Puccini al Theater an der Wien e alla Royal Opera di Copenhagen, Un ballo in maschera al Teatro alla Scala, Idomeneo al Theater an der Wien e The Rake’s Progress presso l’Opernhaus di Lipsia e La Fenice di Venezia. Ha fatto il suo debutto al Festival di Salisburgo con La bohème nel 2012 e vi è ritornato per Falstaff nel 2013 e La Cenerentola nel 2014. La stagione 2014/15 include Il viaggio a Reims di Rossini alla Nederlandse Opera di Amsterdam, Guillaume Tell alla Royal Opera House di Londra e riprese delle sue produzioni de Il Barbiere di Siviglia e Così fan tutte rispettivamente all’Opéra di Parigi e al Liceu di Barcellona. Tra gli impegni della stagione 2015/2016 figurano nuove produzioni del Flauto magico di Mozart alla Fenice di Venezia, di Cavalleria Rusticana e Pagliacci al Covent Garden di Londra (Olivier Award 2016) e dell’Otello di Rossini a Vienna; la ripresa del Trittico all’Opera di Roma, il debutto alla Komische Oper di Berlino con Cendrillon di Massenet e il ritorno al Rossini Opera Festival di Pesaro con una nuova produzione de La donna del lago. Nell’autunno 2016 è stato impegnato con due nuove produzioni: Samson et Dalila di Saint-Saëns all’Opéra di Parigi e Aquagranda di Perocco alla Fenice di Venezia. Tra gli appuntamenti del 2017 Falstaff alla Scala di Milano, Viaggio a Reims al Kongelige Teater di Copenhagen e all’Opera di Roma, Die Zauberflöte all’Opera di Firenze, Idomeneo per il Maggio Musicale Fiorentino a Pistoia, una nuova produzione di Rigoletto all’Opera di Amsterdam e della Dannazione di Faust per l’inaugurazione dell’Opera di Roma. Nella prima metà del 2018 il regista sarà impegnato con tre nuove produzioni: Die lustige Witwe di Lehár alla Fenice di Venezia, The Midsummer night’s dream di Britten al Theater an der Wien di Vienna e Don Pasquale di Donizetti al Palais Garnier – Opéra de Paris.

Oltre all’intensa attività nel teatro lirico, Damiano Michieletto è attivissimo anche nel teatro di prosa, altrettanto importante nel suo percorso artistico. Ha messo in scena un’edizione originalissima e molto apprezzata de Il Ventaglio di Goldoni a cui hanno fatto seguito L’Ispettore generale di Gogol con il Teatro Stabile del Veneto, in una visione corrosiva e coinvolgente, Divinas palabras di Ramón María del Valle-Inclán per il Piccolo Teatro di Milano, testo fondamentale e visionario del teatro spagnolo del Novecento, e nell’aprile 2016 la nuova produzione dell’Opera da tre soldi di Bertold Brecht e Kurt Weill al Piccolo Teatro di Milano.

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Graham Vick: debutto allo Sferisterio con una nuova produzione del Flauto magico

Il 2018 sarà #verdesperanza.

I temi attorno ai quali si snoderà la programmazione artistica della prossima estate sono quelli del verde, dell’ecologia e della sostenibilità, per un’arte della “speranza” che operi gettando nuovi semi per un futuro migliore e che intrattenga, fra l’altro, uno stretto rapporto con altre realtà che si occupano di questi temi, dialogando intorno alla sostenibilità tramite l’interazione tra cultura, natura territorio.

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Da queste premesse nasce il nuovo allestimento del Flauto magico di Wolfgang Amadeus Mozart, firmato da uno dei registi più impegnati e innovativi del nostro tempo, l’inglese Graham Vick che – per questo suo debutto allo Sferisterio – presenterà al pubblico uno spettacolo in cui lo scenario naturale, pregno di speranza, si contrapporrà a quello della quotidianità caratterizzato dell’usura delle risorse, dall’inquinamento, coinvolgendo poi i cittadini in un workshop che li renda protagonisti sul palcoscenico.

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Il direttore Daniel Cohen e i protagonisti Giovanni Sala (Tamino), Valentina Mastrangelo (Pamina), Guido Loconsolo (Papageno), giovani e già affermati specialisti mozartiani, sono solo alcuni dei nomi cui sarà affidata questa nuova interpretazione del capolavoro mozartiano in coproduzione con il Palau de Les Artes Reina Sofía di Valencia.

Graham Vick: biografia

Graham Vick è direttore artistico della Birmingham Opera Company. Collabora con i principali teatri del mondo fra cui la Scala di Milano, il Metropolitan di New York, il Covent Garden di Londra. Fra le sue regie di maggior successo ricordiamo Macbeth e Otello (Teatro alla Scala, anche in tournée in Giappone), Moses und Aron e Il trovatore (Metropolitan), La dama di picche (Chicago), Don Carlos (Opéra Bastille Parigi), Ernani (Staatsoper di Vienna), Rigoletto (Madrid, Palermo e Firenze), La traviata e Anna Bolena (Verona), Die Zauberflöte (Salisburgo), Manon Lescaut (Venezia).

Frequentatore assiduo del teatro wagneriano, se ne ricordano Tannhäuser (San Francisco), Parsifal (Parigi), Meistersinger (Londra) e Tristan und Isolde (Berlino), Der Ring des Nibelungen (Palermo). Portano la sua firma numerose creazioni contemporanee e prime mondiali fra cui Outis di Luciano Berio alla Scala (1996), Life is a Dream di Jonathan Dove e Mittwoch aus Licht di Stockhausen per la Birmingham Opera Company.

Progetti recenti: Graham Vick e lo Stiffelio

Fra i più recenti e futuri progetti Morgen und Abend di Haas a Londra e Berlino, Death in Venice di Britten a Berlino, Hipermestra a Glyndebourne, Stiffelio al Festival Verdi di Parma, La bohème a Bologna, Die tote Stadt alla Scala e Semiramide a Pesaro.

Cavaliere dell’Ordine delle Arti e delle Lettere in Francia, è professore onorario di musica alla Birmingham University, Visiting Professor foto Opera Stidies all’Universita di Oxford (2002-03, 2014-15), nel 2009 ha ricevuto il titolo di Commander of the Order of the British Empire e dal 2016 è membro onorario della Royal Philharmonic Society. Ha ricevuto sei volte il Premio Abbiati fra cui negli ultimi anni nel 2010 per Die Gezeichneten di Schrecker al Teatro Massimo e, nel 2012, ancora una volta per Mosé in Egitto di Rossini a Pesaro, quindi per Das Rheingold al Teatro Massimo (2013). Fra gli altri riconoscimenti anche il South Bank Show Award per l’opera lirica nel 1999 e nel 2002 e il premio spagnolo “Campoamor”.

Daniel Cohen, direttore principale della Jersey Chamber Orchestra e direttore musicale della Eden Sinfonia di Londra, con la quale ha fatto il suo debutto alla Queen Elizabeth Hall, ed è anche direttore artistico dell’Ensemble Gropius che si è specializzato in una sintesi di musica e teatro, in collaborazione con Itay Tiran. Nel 2010 è stato nominato direttore ospite permanente dell’Israel Chamber Orchestra. Dopo la laurea (studi sostenuti dalla Fondazione culturale israelo-americana) in direzione d’orchestra alla Royal Academy of Music di Londra, si è classificato al primo posto, rispettivamente nei concorsi di Admont International Conducting Competition ed Aviv Competitions. Recentemente, ha ricevuto il terzo premio al concorso di direzione d’orchestra “Evgeny Svetlanov”.
È assistente di Daniel Barenboim alla WestEastern Divan Orchestra, con cui ha collaborato nella preparazione del ciclo di sinfonie di Beethoven, nonché di grandi opere di Schönberg e Boulez. È stato assistente di Pierre Boulez all’Accademia del Festival di Lucerna, dove ha preso parte ai suoi corsi di perfezionamento in direzione d’orchestra, quindi ha partecipato al progetto “Pierre Boulez’s composer” sempre al Festival di Lucerna.
Ha diretto orchestre quali la Filarmonica di Israele, l’Orchestre National de Montpellier, l’Orchestra del Teatro Lirico di Cagliari, la Kammerphilharmonie Graz, la Sinfonica di Kiev, la Jerusalem Symphony l’Orchestra Sinfonica di Lucerna. La sua agenda lo vede impegnato anche la Oxford Philomusica, l’Orchestra Internazionale d’Italia e l’Orchestra da camera dell’Unione europea. In ambito teatrale ha diretto fra l’altro La dama di picche, Lady Macbeth di Mzensk, La Cenerentola per l’Israeli Opera Studio, A Midsummer Night’s Dream al Teatro Massimo, La traviata, Così fan tutte, Don Giovanni e Il flauto magico, Lucia di Lammermoor alla Deutsche Oper di Berlino.

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Si avvia un nuovo triennio di programmazione per il Macerata Opera Festival secondo le linee guida tracciate dal sovrintendente Luciano Messi, dalla direttrice artistica Barbara Minghetti e dal direttore musicale Francesco Lanzillotta, condivise con gli enti soci e il consiglio di amministrazione presieduto da Romano Carancini, un festival internazionale pensato in stretto rapporto con la comunità territoriale tramite l’attivazione di una fitta rete di attività partecipative durante l’intero corso dell’anno, non solo in estate.

“Iniziamo questo nuovo viaggio del Macerata Opera Festival – afferma Carancini – sotto la guida già nota di Luciano Messi e poi di Barbara Minghetti e Francesco Lanzillotta che, con atteggiamento sempre discreto e altamente competente, quasi come se possedessero innati i tratti distintivi del ‘maceratese’, ci condurranno alla scoperta delle varie sfumature di un’arte della speranza in cui nuove direzioni si intersecano con alcuni binari già tracciati e dove la modernità trae ragione dalla più vitale tradizione”.

Per il 2018 sarà #verdesperanza.

I temi attorno ai quali si snoderà la programmazione artistica della prossima estate sono quelli del verde, dell’ecologia e della sostenibilità, per un’arte della “speranza” che operi gettando nuovi semi per un futuro migliore e che intrattenga, fra l’altro, uno stretto rapporto con altre realtà che si occupano di questi temi, dialogando intorno alla sostenibilità tramite l’interazione tra cultura, natura e territorio. “Nel 2018 abbiamo un cartellone di respiro internazionale – dichiara Messi – caratterizzato da artisti di livello, produzioni e coproduzioni di qualità”.

Da queste premesse nasce il nuovo allestimento del Flauto magico di Wolfgang Amadeus Mozart, firmato da uno dei registi più impegnati e innovativi del nostro tempo, l’inglese Graham Vick che – per questo suo debutto allo Sferisterio – presenterà al pubblico uno spettacolo in cui lo scenario naturale, pregno di speranza, si contrapporrà a quello della quotidianità caratterizzato dell’usura delle risorse, dall’inquinamento, coinvolgendo poi i cittadini in un workshop che li renda protagonisti sul palcoscenico. Il direttore Daniel Cohen e i protagonisti Giovanni Sala (Tamino), Valentina Mastrangelo (Pamina), Guido Loconsolo (Papageno), giovani e già affermati specialisti mozartiani, sono solo alcuni dei nomi cui sarà affidata questa nuova interpretazione del capolavoro mozartiano in coproduzione con il Palau de Les Artes Reina Sofía di Valencia. “L’aspetto internazionale del Festival – dice Barbara Minghetti – si coniuga con il legame con la comunità per tematiche, aspetto sociale e partecipativo, interazione con il territorio. Nella produzione del Flauto magico, ad esempio, prevediamo anche il coinvolgimento di cittadini con workshop per farli diventare protagonisti sul palco”.

Per la messa in scena dell’Elisir d’amore di Gaetano Donizetti si è scelta la produzione ambientata sulla spiaggia, fra chalet e gonfiabili, firmata da un altro regista di punta della scena attuale, l’italiano Damiano Michieletto: uno spettacolo divertente in cui non mancano spunti di riflessione e che ha raccolto successi unanimi in Europa dopo il debutto a Valencia: una ennesima dimostrazione di come oggi la natura e l’ambiente possano essere efficaci chiavi di lettura e rilettura del teatro d’opera; sul podio il direttore musicale Francesco Lanzillotta, mentre in scena ci saranno alcuni fra gli interpreti del bel canto più applauditi di oggi come John Osborn all’atteso debutto quale Nemorino, Mariangela Sicilia come Adina e Alex Esposito Dulcamara intento a vendere bevande energetiche-Elisir per una proposta di sicuro richiamo.

Quando si pensa allo Sferisterio di Macerata e all’opera viene subito in mente la “Traviata degli specchi”, spettacolo altamente rappresentativo della storia di questo festival firmato nel 1992 dal regista Henning Brockhaus e dallo scenografo Josef Svoboda, un lavoro che “non invecchierà mai” come ha scritto la critica e che verrà riallestito con la direzione di una bacchetta esperta come quella di Keri-Lynn Wilson (ancora una volta una donna dopo il 2014, quando sul podio salì Speranza Scappucci) e un cast che vanta per i protagonisti i nomi di Salome Jicia e Ayon Rivas – fra le voci giovani più interessanti rivelatesi nell’ultimo biennio – e Luca Salsi, già ospite del MOF e recente trionfatore alla Scala nell’Andrea Chénier inaugurale.

Attraverso le opere si scopriranno quindi i quattro elementi naturali, acqua, aria, terra e fuoco, emergeranno nelle nuove linee interpretative di questi capolavori immortali così vicini anche ai nostri giorni: le prove iniziatiche del percorso di Tamino e Pamina nel Flauto magico insieme al progetto registico di Vick, la terra/sabbia e l’acqua/mare nell’Elisir firmata da Michieletto, la liquidità degli specchi che caratterizzano la storica Traviata di Svoboda, uniti dall’aria, elemento che, con il canto, accomuna ogni opera.

A un mese dall’annuncio dei titoli e delle date 2018, e il conseguente lavoro di promozione con gli operatori turistici internazionali e i gruppi che hanno accolto positivamente il programma del Festival, da venerdì 15 dicembre la biglietteria apre la vendita al pubblico sia presso i locali di piazza Mazzini a Macerata che on line. I biglietti avranno un costo da 25 a 150 euro (200 euro per la serata del 20 luglio).

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Lo Sferisterio sceglie il proprio futuro

Nella riunione di venerdì 27 ottobre, il CdA dell’Associazione Arena Sferisterio – presieduto da Romano Carancini e composto da Antonio Pettinari (vicepresidente), Raffaele Berardinelli, Walfrido Cicconi, Flavio Corradini, Nicola Di Monte, Luigi Lacchè, Fiorenzo Principi e Orietta Maria Varnelli – ha deliberato il nuovo assetto e identificato coloro che guideranno lo Sferisterio nel triennio 2018-2020: Luciano Messi è stato confermato sovrintendente, Barbara Minghetti assume il ruolo di direttrice artistica e Francesco Lanzillotta quello di direttore musicale, figura che rafforza la struttura operativa.

Barbara Minghetti, milanese, ha esperienze significative nel panorama teatrale italiano ed europeo, specialmente nell’ambito dell’innovazione nella progettazione artistica e nella comunicazione, ha ricoperto incarichi importanti come la presidenza di As.Li.Co / Teatro Sociale di Como considerato un punto di riferimento per la formazione del nuovo pubblico e dei giovani cantanti, la consulenza per i progetti speciali e sviluppo del Festival Verdi di Parma; è consigliere di Opera Europa, associazione che riunisce i teatri lirici europei.

Francesco Lanzillotta, romano, è uno dei più interessanti giovani direttori del panorama musicale odierno; ospite dei maggiori teatri italiani con significative esperienze in ambito internazionale, sale regolarmente sul podio di prestigiose compagini orchestrali in tutto il mondo. Nell’ultimo triennio è stato direttore principale dell’Orchestra Filarmonica Toscanini. Ha inaugurato il Macerata Opera Festival nel 2015 ed è stato fra i più apprezzati protagonisti dell’edizione 2017 del Rossini Opera Festival.

Per Luciano Messi, maceratese, formatosi proprio allo Sferisterio, si tratta di una importante riconferma con un mandato a lungo termine.

«Dalla scelta di Barbara Minghetti e Francesco Lanzillotta – dichiara Romano Carancini – unitamente alla conferma di Luciano Messi come sovrintendente, emerge l’intento dell’intero CdA di voler affrontare con un nuovo assetto e nuove personalità un percorso sempre migliorativo di gestione e programmazione artistica per lo Sferisterio».

Lunedì 30 ottobre alle ore 11 presentazione alla stampa e alla città presso la Sala Festival (ex Cinema Sferisterio).

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Il FUS premia lo Sferisterio

Aumentano le assegnazioni del Fondo Unico per lo Spettacolo 2017: più 50mila euro rispetto allo scorso anno

 

Le assegnazioni del Fondo Unico per lo Spettacolo 2017 premiano il Macerata Opera Festival.

La notizia è arrivata poco fa: l’Associazione Arena Sferisterio è riuscita a invertire la tendenza che negli ultimi anni, per via dei nuovi e controversi criteri adottati dal Ministero per le assegnazioni del triennio 2015-2017, aveva portato a una decurtazione del contributo destinato al festival. Il finanziamento del 2017 ammonta cosi a 809.257 €, contro i 756.315 € del 2016 e i 805.601 €  del 2015.

I Teatri di Tradizione hanno potuto beneficiare dell’incremento del FUS a loro dedicato, ma andando a vedere più in dettaglio i valori espressi dallo Sferisterio, che fungono da base di calcolo per le assegnazioni, emerge una crescita ben più ampia. Infatti, sommando il punteggio di Qualità Artistica (25), Qualità indicizzata (15,16) e Dimensione Quantitativa (32.93), si ottiene un totale di 73,09 punti che è il più alto nel sottoinsieme in cui è inserito il teatro maceratese. Purtroppo c’è un tetto massimo di incremento annuo del 7%, altrimenti l’assegnazione alla nostra Arena sarebbe stata di 842.500 €. Tra le cose da sottolineare la valutazione di Qualità Artistica dello Sferisterio che, nel novero dei Teatri di Tradizione, è seconda solamente a quella della Fondazione I Teatri di Reggio Emilia.

Pur rimanendo in presenza di un quadro normativo che non valorizza le peculiarità dello Sferisterio e che ci si augura venga presto aggiornato dal legislatore, lascia ben sperare per il futuro e premia la bontà e la tenacia del lavoro fatto negli ultimi anni, che hanno visto un’interlocuzione continua con il MiBACT.

 

Macerata, 12 settembre 2017

 

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Il silenzioso e importantissimo lavoro dalla Croce Verde

L’Associazione Arena Sferisterio ringrazia i volontari per i servizi svolti in Arena

 

Bruno Sciapichetti, Gionny Fioretti, Delio Mengascini, Ornella Stefoni, Antonella Santone, Maila Cardinali, Roberta Rosini, Simona Antinori, Mario Paoli, Mariella Tartarelli, Roberto Perugini, Gianni Aringoli, Gaetano Tentella, Nazzareno Torresi e Sandro Canalini sono i volontari della Croce Verde di Macerata che durante questa estate hanno prestato servizio in Arena durante la stagione lirica e lo stanno ancora facendo con gli ultimi concerti della rassegna Sferisterio Live. Dal responsabile generale Sciapichetti agli infermieri fino ad arrivare al dottore di sala, Marco Sigona, tutte le sere sono stati a disposizione del pubblico e degli artisti in palcoscenico.

I volontari non si limitano solo al primo soccorso, ma offrono anche servizi alla persona; per esempio si dedicano all’assistenza verso i disabili e gli anziani che vogliono godere della bellezza degli spettacoli. A loro va il ringraziamento speciale da parte dell’Associazione Arena Sferisterio.

 

Macerata, 1 settembre 2017

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I dati definitivi del Macerata Opera Festival 2017

Un milione264 mila euro di incassi al botteghino; oltre 32mila gli spettatori paganti.

Carancini prima dell’ultima recita saluta Micheli dopo sei anni di direzione artistica. L’abbraccio di tutto lo Sferisterio nella serata dedicata ai terremotati

 

 

Si spengono le luci della 53a edizione del Macerata Opera Festival. Dopo i dati provvisori annunciati ieri ecco quelli definitivi, che comprendono l’ultima recita di Aida, andata in scena lunedì 14 agosto: l’incasso lordo è stato di 1.264.039 euro, mentre gli spettatori paganti sono 32.132. Si tratta di due record significativi per lo Sferisterio, in un anno difficile per tutto il territorio dopo il pesante sciame sismico del 2016. Altro dato interessante sono gli omaggi, in costante calo negli anni. Nel 2017 sono stati 1261, il 3,78% rispetto ai biglietti emessi.

 

L’ultima recita di Aida sarà ricordata per più motivi. È stata un’ulteriore occasione di vicinanza dello Sferisterio alle terre ferite dal sisma: il Macerata Opera Festival, infatti, con il supporto di Vemac, azienda distributrice di materiali per l’edilizia, e la volontà del presidente e vicepresidente dell’Associazione Arena Sferisterio Romano Carancini e Antonio Pettinari, ha invitato 500 cittadini residenti nei comuni del cratere che hanno potuto assistere alla rappresentazione dell’opera di Giuseppe Verdi. E grazie anche a Contram Mobilità, che ha coperto tutti i costi, è stato organizzato un servizio navetta ad hoc per i partecipanti, sia per l’andata che per il ritorno.

 

È stata anche l’ultima serata di Francesco Micheli, direttore artistico.

Romano Carancini, prima dell’inizio dello spettacolo ha preso il microfono e, davanti a più di duemila spettatori, ha voluto stringere con un abbraccio caloroso colui che negli ultimi sei anni ha diretto il teatro maceratese, proiettandolo ai vertici europei. “È una notte speciale. È la notte di Francesco Micheli il nostro direttore artistico, in particolare perchè per lui sarà l’ultima notte da direttore artistico del Macerata Opera Festival. Dal 20 luglio 2012 quando con lui iniziammo questo incredibile viaggio con la recita della Traviata fino ad arrivare a stasera, 14 agosto 2017, con l’Aida del 50º a firma proprio di Francesco Micheli. Talvolta il destino sa essere più romantico e puntuale dei nostri desideri. Durante il Festival, soprattutto in questi ultimi giorni, è capitato spesso che lui abbia potuto salutare gruppi, persone, maestranze, ma io ho creduto fosse giusto salutarlo coralmente in questo bellissimo luogo tutti insieme: noi, voi e lo Sferisterio. Con Francesco Micheli il Macerata Opera Festival ha saputo parlare a tutti e in particolare ai nostri giovani. Tra i tanti muri abbattuti in questi anni questo è quello simbolicamente di cui siamo più fieri. Grazie Francesco questa sarà sempre casa tua e noi ti vorremo sempre bene”. Emozionato, Micheli ha abbracciato Carancini e salutato il pubblico che lo ha lungamente applaudito.

 

 

Macerata, 15 agosto 2017

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I numeri del Macerata Opera Festival 2017: record di incassi e di spettatori paganti

Un milione 250 mila euro di incassi al botteghino; oltre 31mila gli spettatori paganti. Per Turandot quattro sold out

 

La 53a edizione del Macerata Opera Festival si chiude con ottimi e inattesi risultati sia per gli incassi che per le presenze degli spettatori paganti. Due i record significativi, in un anno difficile per tutto il territorio dopo il pesante sciame sismico del 2016: oltre 1.250.000 euro l’incasso lordo, con più di 31mila spettatori paganti. “Abbiamo consolidato e ampliato il dato del 2016, il migliore fino ad oggi – dichiara il sovrintendente Luciano Messi -”. Per la prima volta, un’opera fa registrare quattro tutto esaurito consecutivi: è il caso di Turandot con 8987 presenze paganti”.

 

“La musica ha battuto le preoccupazioni e i dubbi – afferma il presidente dell’Associazione Arena Sferisterio, Romano Carancini -. Dopo il terremoto avevamo dei dati che ci annunciavano una stagione complicata, ma lo Sferisterio è andato oltre, grazie alla capacità di attrarre pubblici diversi, generazioni differenti che hanno assistito ai vari spettacoli: le opere, lo spettacolo per i Sibillini, il concerto di Bollani, il Festival Off con i nuovi Concerti in Cantina in collaborazione con IMT. Tutto questo è potuto accadere grazie alla maturità del teatro, dell’intero staff che ci ha lavorato. Nel 2017 abbiamo realizzato il record di presenze di spettatori paganti, il mio augurio è che il 2018 sia ancora migliore. Francesco Micheli ci lascia un’identità fortissima”.

 

Interessanti i dati derivanti dalle vendite on line che fanno conoscere in proporzione uno spaccato del pubblico che ha riempito lo Sferisterio durante questo mese di attività: confrontando i dati del 2016 con quelli del 2017 stessi acquisti dal maceratese, in crescita quelli da tutto il territorio nazionale e stabili quelli dall’estero. Il pubblico non organizzato è in controtendenza rispetto ai gruppi, in cui si è notato invece un aumento delle presenze italiane e una diminuzione di quelle straniere, le cui prenotazioni hanno coinciso con le scosse degli ultimi mesi del 2016; tuttavia è stato più vivace che mai l’interesse degli operatori turistici tedeschi e austriaci che sono stati presenti in gran numero durante queste settimane per valutare gli acquisti del 2018.

 

Sui dati positivi interviene anche Antonio Pettinari, vicepresidente dell’Associazione Arena Sferisterio: “Superare nei numeri le stagioni positive degli ultimi 6 anni vuol dire che il Macerata Opera Festival è una realtà importante, un evento culturale di riferimento per il pubblico italiano e straniero. Sono molto soddisfatto per la partecipazione di tutta la comunità provinciale e la quarta recita di Aida è l’emblema del legame con il territorio, con il coinvolgimento delle persone che hanno subito più di tutti i danni del terremoto”.

Va in archivio un’altra stagione piena di soddisfazioni, in cui lo Sferisterio ha offerto oltre un mese di grandi eventi, dalle opere al Festival Off che è uscito anche dalla provincia di Macerata con i Concerti in Cantina. “Il Macerata Opera Festival ha acquisto una prospettiva di guida di impresa della comunità cittadina – sostiene l’assessore alla Cultura, Stefania Monteverde -. Si chiude la stagione lirica, ma sta per partire il cartellone Sferisterio Live, costruito insieme, e in autunno riprende con un fitto calendario di eventi il programma del Teatro Lauro Rossi, che vede la collaborazione dell’Associazione Arena Sferisterio. Insieme si aprono nuovi scenari”.

 

La forza della squadra, il lavoro con il CDA e il coinvolgimento del territorio sono gli elementi che caratterizzano sempre di più la stagione operistica maceratese. “In sei anni abbiamo realizzato una formula che piace molto al pubblico, con ingredienti sani e speciali – dice il direttore artistico, Francesco Micheli – . Il primo è il territorio, e a seguire l’esperienza collettiva che fa interagire i tanti elementi che contribuiscono al risultato finale, un cantiere attivo dove tutti sono importanti. Poi ci sono la presenza dei giovani, che aumentano di anno in anno, e Shi (Si faccia), la nuova commissione del Macerata Opera Festival che ha riscosso un successo incredibile e non scontato. Abbiamo ideato la migliore ricetta per un festival italiano: da domani non sarò più chef ma uno degli ingredienti”.

 

Questa “ricetta” ha portato allo Sferisterio più di 31mila persone paganti. “Nel 2012 abbiamo avuto una stagione analoga – spiega Messi – con 3 opere allo Sferisterio e 12 serate e per questo le compariamo. Quell’anno il titolo più seguito fu La traviata, come quest’anno Turandot; le due produzioni si dividono i miglior risultati. L’incasso totale di Traviata fu di 455.885 euro, mentre quello di Turandot è stato di 449.000 euro, ma questa seconda ha registrato il numero più alto di presenze: 8987 contro gli 8083. L’ultima recita di Turandot ha segnato il terzo risultato per presenze di spettatori paganti da quando abbiamo la nuova pianta, con 2283 biglietti staccati. Il primo posto è della Traviata del 2014 con 2302. Gli omaggi sono in linea con gli altri anni, sempre sotto al 5%”.

 

Felice anche il presidente Anffas, Marco Scarponi: “il mio ringraziamento va allo Sferisterio che ci ha scelto come charity partner 2017 e che ci ha dato l’opportunità di farci conoscere ulteriormente in occasione del nostro cinquantesimo. È il segno che questa città ha l’inclusione e l’accoglienza come elementi identitari”.

 

Macerata, 14 agosto 2017

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Sferisterio e Vemac invitano 500 terremotati all’ultima recita di Aida

Domani ultima serata del Macerata Opera Festival. Si conclude la stagione lirica con un nuovo omaggio ai cittadini delle terre ferite dal sisma

 

Musica e mattoni per ricostruire il territorio. Il 14 agosto, il Macerata Opera Festival con il supporto di Vemac, azienda distributrice di materiali per l’edilizia, e la volontà del presidente e vicepresidente dell’Associazione Arena Sferisterio Romano Carancini e Antonio Pettinari, ha invitato 500 cittadini dei comuni colpiti dal terremoto, ospiti d’onore all’ultima recita di Aida (ore 21).

Dopo la recita di venerdì scorso alla quale hanno partecipato tutti i sindaci dei Comuni della provincia di Macerata, grazie al contributo di Atlantico, la serata finale del Macerata Opera Festival è una festa tutta popolare, dedicata a chi ha vissuto il dramma del sisma, forti della convinzione che la musica e la cultura sono alla base delle azioni per la ripresa delle attività quotidiane e della ricostruzione. «Nella vicenda verdiana di questa ragazza etiope inconsapevolmente c’è il racconto di tante donne e tanti uomini – spiega il direttore artistico Francesco Micheli – molte persone che nei mesi scorsi hanno dovuto lasciare forzatamente la propria terra, i propri borghi incantevoli per andare verso il mare, come Aida aveva lasciato la sua terra rigogliosa verso la sabbia del deserto egiziano.  Nell’aria “O cieli azzurri” sembra che riecheggino i versi leopardiani e il paesaggio dei Sibillini». Ispirandosi all’iniziativa di Thom Yorke e Jonny Greenwood di organizzare un concerto di beneficenza il prossimo 20 agosto allo Sferisterio, Vemac ha deciso di sostenere il territorio marchigiano, offrendo ai residenti del cratere una serata di musica e spettacolo. «Vogliamo anche noi fare qualcosa per le popolazioni colpite dal sisma del 2016 e non c’è niente di meglio che regalare Aida – dichiara Federico Nessi, consigliere di amministrazione di Vemac – . Crediamo nell’alto valore di un’esperienza artistica in un contesto unico come quello dello Sferisterio». Vemac è oggi leader in Abruzzo e Marche nel settore dell’edilizia, con 10 magazzini e 4 showroom – uno dei quali a Montecassiano – dedicati alle finiture, in particolare piastrelle, arredo bagno e infissi. «Il desiderio è quello di associare la nostra azienda a qualcosa di prestigioso e rappresentativo, come lo Sferisterio – afferma Nessi –. Vogliamo che Vemac sia un punto di riferimento non solo nei momenti critici di necessità, ma anche nei bisogni di ogni giorno.»

In occasione della serata conclusiva del Festival, la Contram Mobilità ha organizzato un servizio navetta ad hoc per i partecipanti, sia per l’andata che per il ritorno. I passeggeri dovranno essere muniti di documento di riconoscimento e, al momento dell’arrivo in Viale Trieste, saranno consegnati loro i biglietti. I cittadini che verranno con i propri mezzi potranno ritirare i biglietti presso il botteghino in piazza Mazzini negli orari di apertura della biglietteria e fino alle 20.50 della sera dello spettacolo, esibendo il documento di riconoscimento della persona che ha fatto la prenotazione. I posti saranno assegnati a riempimento secondo l’ordine di arrivo. Al termine della serata gli autobus ripartiranno da Viale Trieste.

Oltre alla serata del 14 agosto, Vemac sponsorizza il ricco programma di concerti dal vivo di Sferisterio live, la rassegna di concerti realizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Macerata insieme all’Associazione Arena Sferisterio, che può essere scoperta seguendo il link http://sferisterio.vemac.it/. L’attività non si ferma.

 

Macerata, 13 agosto 2017

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Sigona: “I miei 40 anni allo Sferisterio”

Il medico di sala del Macerata Opera Festival racconta il suo speciale anniversario, dal ruolo di comparsa al soccorso prestato ad Armiliato

 

Quaranta stagioni al servizio dello Sferisterio, da comparsa a medico di sala. Da un modo spensierato di passare le estati cittadine ad un vero e proprio lavoro di responsabilità, Marco Sigona da ormai quattro decadi passa le sue estati nell’Arena maceratese con la passione per l’opera e la vocazione per la medicina.

Tutto comincia nel 1978, quando 15enne, un po’ per restare in città d’estate e un po’ per mettersi da parte qualche lira per l’ambito motorino, Sigona fa il suo primo provino da comparsa per il Simon Boccanegra di Giuseppe Verdi, con la regia di Beppe De Tommasi e la voce del baritono Renato Bruson. «La selezione all’epoca era quasi militaresca: ci mettevano in riga sul prato e il regista ci passava davanti, facendo attenzione alla prestanza fisica. Tutto qui». Così entra tra i soldati dell’opera di Verdi grazie alla sua altezza, che gli garantisce un posto anche tra le comparse di Tosca dell’anno successivo, quando a Macerata arriva la stella luminosa di Placido Domingo. «All’epoca non mi rendevo conto della fama del tenore spagnolo. Avevo notato che lo Sferisterio era pienissimo e da lì ho cominciato a capire di dove effettivamente mi trovavo».

Nel 1980, arriva in Arena la Rai per filmare il Barbiere di Siviglia con Leo Nucci e Marilyn Horne: «Davanti ai mostri di metallo che avevano montato in mezzo alla platea, noi comparse ci sentivamo come degli attori; dovevamo seguire sia le indicazioni della regia lirica sia quelle della regia televisiva. È stata una grande emozione». L’ormai 19enne, Sigona inizia a ricoprire il doppio ruolo di comparsa e di capo comparsa, affiancandosi agli amici Paolo Micozzi, Gianni Niccolò, Vincenzo Porzi e soprattutto Fabio Distefani (venuto a mancare recentemente e a cui rende un particolare ricordo). Del 1982, il dott. Sigona menziona la finale dei Mondiali di calcio vista sul loggione con una televisione in bianco e nero e il ritardo fatto fare a Nureyev, che aspettava i tifosi italiani vincitori.

Anno chiave della storia dello Sferisterio: 1984. Arriva a Macerata il regista cinematografico Ken Russell con la sua dirompente Bohème, rimasta nella memoria degli spettatori come uno dei momenti artistici più alti dell’Arena maceratese. Lo studente di Medicina 21enne si trova davanti uno dei suoi miti, proprio allo Sferisterio: «Lavorare con un regista che già apprezzavo è stata un’esperienza ineguagliabile e soprattutto ha mostrato al pubblico, come anche a me, un nuovo modo di mettere in scena uno spettacolo d’opera trasgressivo, dove Mimì moriva di overdose». Dopo il misero tentativo di ricreare l’esperimento russeliano con la Carmen del 1988 ambientata tra pugili nel Bronx, comincia per lo Sferisterio un periodo di fioritura artistica, dal 1992 al 2002, con la sovrintendenza e la direzione artistica di Claudio Orazi: la Traviata degli specchi di Svoboda, l’iconica Turandot di De Ana e la Tosca dell’accidentale fucilazione. «Ero io l’ufficiale che doveva dare il segnale di sparare ai soldati. Dopo lo scoppio ce ne siamo andati, poi ci siamo accorti che la musica si era interrotta. Sul palco, il tenore Armiliato era a terra che urlava di dolore. In quel momento mi sono reso conto che in Arena non c’era un’adeguata assistenza medica sul palcoscenico e da lì ho avuto l’idea di chiedere a Orazi di diventare una figura stabile di supporto sanitario per gli artisti, e per il pubblico». Nel 1997, Sigona lascia il palcoscenico e si dedica agli interpreti che lo solcano, divenendo il medico di riferimento dello Sferisterio. Oltre a occuparsi di eventuali possibili incidenti in teatro, questa figura è un vero e proprio supporto per gli artisti e le loro necessità mediche. «In questo mio percorso di assistenza sanitaria non sono stato solo ma affiancato, dagli inizi degli anni 2000, dai volontari dell’Associazione Croce Verde Onlus di Macerata (nella quale ricopro il ruolo di Direttore Sanitario), che definisco per il colore delle maglie come “i miei silenziosi angeli custodi bianchi”. Sono infermieri professionali o in pensione, preparati nella tecnica di primo soccorso (BLS). Con un’organizzazione perfetta mi consentono di svolgere un’attività di assistenza e di soccorso durante gli spettacoli, senza che questi vengano assolutamente disturbati nel loro svolgimento».

Resta da fare una sola domanda: tornerebbe mai in scena, almeno per un’ultima volta? «Non ci riuscirei. Il palcoscenico è un luogo che non mi appartiene più. Rimane il bellissimo ricordo di tanti anni fa, degli amici e degli artisti conosciuti qui allo Sferisterio».

 

Macerata, 12 agosto 2017

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